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Alcazar di Siviglia
Architettura e Design 18 luglio 2024

Storia, caratteristiche, esempi e curiosità dello stile neomudéjar


Cos’è lo stile neomudéjar: storia, caratteristiche, esempi architettonici e curiosità dello stile spagnolo.
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Sara Mostaccio

Giornalista, collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Considerato tipicamente spagnolo, perché ispirato a un preciso momento storico della penisola iberica, lo stile neomudéjar ha saputo affermarsi nel XIX e XX secolo prendendo spunto dall’arte ispano-islamica combinata a stili architettonici successivi.

Questo stile ha una vera e propria data di nascita vera e propria: era il 1859 quando José Amador de los Ríos, archeologo, pronunciò il suo discorso di insediamento Real Accademia delle Belle Arti di San Fernando e citò per la prima volta lo stile neomudéjar.

Scopriamo insieme di cosa si tratta e quali sono le caratteristiche.

Cos’è lo stile neomudéjar

Dopo la prima definizione di José Amador de los Ríos, altri artisti iniziarono a riferirsi a questo stile specifico usando il termine neomudéjar. Ma in cosa consiste precisamente questo stile tipicamente spagnolo?

Si tratta di uno stile decorativo moderno, utilizzato per chiese e palazzi, ma utilizzando tecniche ed elementi decorativi tipici dell’architettura ispano-musulmana in voga nel periodo di dominazione islamica della penisola iberica.

Le caratteristiche dello stile neomudéjar

L’uso di archi nelle strutture architettoniche, di stucchi nelle decorazioni e di piastrelle colorate come rivestimenti sono gli elementi chiave dello stile neomudéjar che accoglie in sé anche elementi provenienti dallo stile romanico, gotico e rinascimentale.

Si usano in prevalenza materiali come mattoni, stucco e ceramiche in luogo di pietra, cemento e ferro. Si ricorre spesso alla disposizione geometrica dei mattoni e delle piastrelle e spesso i soffitti sono a cassettoni in legno o con volte a crociera.



Gli esempi più belli di stile neomudéjar

Il XIX e XX secolo hanno assistito alla creazione di veri e propri capolavori in stile neomudéjar, tuttora sono considerati perfetti esempi di questo movimento artistico.

A loro volta si ispirano ad altri fulgidi esempi di stile mudéjar come la chiesa di San Nicolás del XII-XV secolo, il Palacio de los Lujanes del XV secolo, la cappella dell’Università di Alcalá de Henares e l’Alcázar di Segovia.

Quando si afferma lo stile neomudéjar

L’Esposizione Universale di Parigi del 1878, con la costruzione del padiglione spagnolo in stile neomudéjar, sancisce la definitiva affermazione di questo stile.

Il padiglione riassumeva il meglio dello stile neomudéjar combinando dettagli presi a prestito, tra gli altri, dai Reales Alcázares di Siviglia e dal Patio dei Leoni dell’Alhambra.

Le costruzioni neomudéjar dell’800

Tra gli edifici realizzati in stile neomudéjar spiccano il Teatro María Guerrero di Madrid e il Frontón Beti Jai.

Sono invece scomparse, ma restano visibili in foto d’epoca, il Circo Price su Plaza del Rey e il Teatro de los Jardines del Buen Retiro.

Lo stile neomudéjar nel ‘900

Al principio del nuovo secolo lo stile neomudéjar si affermò anche in ambito religioso. Furono costruiti in questo stile, per esempio, il Seminario Conciliare di Madrid, il Colegio de Areneros, il Colegio de Nuestra Señora de las Delicias.

Risalgono allo stesso periodo anche le chiese di Buena Dicha, di Santa Cruz e di San Fermín.

Presto trovò applicazione anche nell’edilizia residenziale, come nelle villette del complesso Madrid Moderno, nella Casa de las Bolas e nell’ex-hotel di Don Guillermo de Osma che oggi ospita l’Instituto Valencia de Don Juan.

L’architettura industriale se ne servì a sua volta. Sono in stile neomudéjar il deposito di Chamberí, la fabbrica di birra El Águila che oggi è sede della Biblioteca Regionale Joaquín Leguina, e il Matadero di Madrid, ex mattatoio e oggi centro culturale.

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