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Albero di Natale vero o finto, qual è la scelta più sostenibile e come prendersene cura?
Arredamento 24 ottobre 2025

Albero di Natale vero o finto, qual è la scelta più sostenibile e come prendersene cura?


Albero di Natale artificiale o naturale, questo è il dilemma! Ma quando si parla di sostenibilità ambientale anche nelle festività natalizie ci sono pochi dubbi.
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Pietro Gualtieri

Collaboratore esterno di Immobiliare.it

Nell’era del cambiamento climatico e delle lotte in favore dell’ambiente, l’albero di Natale vero è tornato più che mai di moda: dicembre è l’occasione per respirare il profumo di un pino vero, riscoprire il pollice verde, e apprezzare i vantaggi di una casa green. Ma, che si scelga un albero vero o uno finto, è importante sceglierlo, posizionarlo e curarlo al meglio se si vuole ridurre davvero il proprio impatto ambientale e non trasformare un momento di festa in uno di spreco. Ecco come.

Meglio un albero di Natale vero o uno finto?

La prima questione fondamentale da affrontare è la scelta fra albero vero o finto. Al di là delle considerazioni estetiche, occorre dire che un albero vero dovrebbe possibilmente essere piantato nuovamente al termine delle festività o usato per fare legna da ardere, ma queste possibilità non sono sempre scontate.

Innanzitutto, occorre trattare l’albero adeguatamente: non dovrebbe restare troppi giorni in casa e, prima di tornare all’aria aperta, dovrebbe essere spostato in un ambiente con una temperatura intermedia tra quella interna e quella esterna.

Non solo: bisogna avere un luogo adatto a piantumare nuovamente l’albero o trovare un vivaio o un negozio che lo riprenda dopo l’uso.

Se si opta per un albero finto, occorre tenere presente il forte impatto ambientale di questo oggetto: per ridurre il suo impatto sull’ambiente dovrebbe essere riutilizzato molte volte.

Albero di Natale naturale, come prendersene cura

L’albero di Natale vero da allestire in casa è una scelta sostenibile, ma anche la più impegnativa. Molte aziende e multinazionali si stanno mobilitando per incentivare i consumatori all’acquisto o all’adozione di una pianta vera, privilegiando questa scelta rispetto a uno artificiale sintetico, in fibre plastiche, che in futuro sarà comunque un rifiuto da smaltire. 

Ma gli alberi sono piante vitali, stanno bene in casa, alcune specie sopravvivono in balcone o in giardino, e possiamo prendercene cura anche dopo le feste.

Come sceglierlo

L’albero di Natale vero è più complesso da gestire e a seconda delle specie può essere più o meno economico. Non tutti gli alberi veri, però, sono adatti per reggere gli addobbi e resistere al calore delle lucine. In genere l’opzione si riduce tra un pino dagli aghi morbidi o un abete a foglie più appuntite, quest’ultimo meno adatto ai bambini e più vulnerabile poiché non regge facilmente il peso delle decorazioni. 

Sicuramente il pino risulta più idoneo. Ma anche il classico abete rosso (o abete nordmanniano) va bene in casa, e ama posizioni fresche e ombreggiate. In ogni caso, quando ne sceglieremo uno dal vivaio, dobbiamo considerare che un pino fresco, e in salute, non rilascia troppi aghi sul pavimento o per terra, si presenta con un colore vivo e non appassito. 

Una volta acquistato, prima di posizionarlo in casa sarebbe utile lasciarlo per qualche giorno all’aperto, magari sul balcone. 

Dove posizionarlo

Quando arriva il momento di decorarlo, dobbiamo posizionarlo in un luogo fresco e luminoso della casa, ma ben distante da fonti dirette di calore, quindi lontano da termosifoni, stufe e camini, elettrodomestici attivi.

Il nostro pino deve essere ben protetto da correnti d’aria. Inoltre, per tenerlo in salute, dobbiamo evitare di spruzzarci prodotti sintetici come neve finta o brillantini, ma anche di appesantire i rami con palline e decorazioni troppo pesanti.

Non dimentichiamoci che le piante vivono, respirano e ci regalano ossigeno, oltre che dettagli unici per la cura dell’estetica in casa.

Come curarlo per farlo sopravvivere durante e dopo le feste

Durante le festività (e ovviamente anche dopo) dovremo ricordarci di innaffiarlo e seguire le istruzioni indicate dal fiorista o vivaista. La terra e le radici devono risultare costantemente umidi, ma non eccessivamente bagnati, quindi dovremmo evitare ristagni d’acqua.

L’altro segreto consistente nel posizionare del ghiaccio sulla terra per circa due o tre volte alla settimana, durante le feste, e delle bucce o residui di cibo. I concimi a base di azoto e carbonio andrebbero invece utilizzati in autunno e primavera, quando il nostro albero è a riposo. 

Poi la festa passa, ma il nostro pino (o abete) non passa, anzi dovrebbe essere più vivo che mai, con le radici intatte e sane. Se non abbiamo giardini o spazi dove travasarlo, possiamo donarlo a un vivaio o a un vicino di casa che ha il giardino. Potrebbe unirsi nelle aiuole gestite dalle comunità o dai residenti di un quartiere. Oppure portarlo in un centro di raccolta per il recupero delle piante.

Albero di Natale artificiale

Gli alberi veri sono più ecologici rispetto a quelli artificiali. Il problema principale è che questi ultimi sono fatti in materiali plastici come PVC o polietilene o altri derivati del petrolio: tutti materiali difficilmente riciclabili.

In dettaglio, è stato calcolato che un albero artificiale di due metri consta di circa 40 chilogrammi di emissioni di gas serra: più del doppio di un albero reale e più di dieci volte quello di un vero abete che viene utilizzato per produrre energia o sostanza organica!

Inoltre, il 66% delle emissioni di gas serra legate all’albero artificiale è correlato all’uso della materia prima petrolio, il 25% è dato dalle fasi di fabbricazione dell’albero, ed il restante 9% dal trasporto.

Inoltre, gli alberi veri, durante il periodo di crescita in vivaio, assorbono anidride carbonica dall’atmosfera, contribuendo a mitigare l’effetto serra e quando vengono prelevati sono sostituiti da altre giovani piante nello stesso vivaio, che continuano a loro volta ad assorbire anidride carbonica dall’atmosfera.

Qual è la scelta più sostenibile?

Considerando l’impronta ecologica, a vincere è l’albero di Natale naturale. Se poi volete limitare al minimo le emissioni, il consiglio è ricorrere all’opzione a chilometro zero, rifornendovi da vivaisti locali che seguono metodiche di agricoltura biologica, senza fertilizzanti chimici né pesticidi.

Buttare l’occhio anche ai marchi di certificazione ambientale come il Forest Stewardship Council e il Pan European Forest Certification, che garantiscono il rispetto di norme di coltivazione ambientalmente sostenibili.

Inoltre, passato il Natale, l’albero vero con radici, in vaso o in zolla, può essere riusato per più anni o trapiantato in giardino, anche se le probabilità che la pianta attecchisca sono mediamente basse, considerato lo shock termico e fisico del periodo delle feste.

E se ho già un albero finto?

Continua a utilizzarlo e a prendervene cura in modo da prolungare il più possibile la sua “vita”, per ridurre al massimo gli sprechi. Quando sarà arrivato il momento di sostituirlo, potrai scegliere di ricorrere a quello vero.

Come lavare l’albero di Natale sintetico?

Un albero di Natale sintetico impolverato può diventare un ricettacolo di acari e allergeni, compromettendo la qualità dell’aria in casa, soprattutto per chi soffre di allergie o asma.

Lavarlo, quindi, non è solo una questione di estetica, ma un vero e proprio gesto di cura per la propria salute e dell’ambiente in cui si vive.

Prima di procedere con il lavaggio, è importante consultare le istruzioni del produttore per verificare il tipo di materiale e le eventuali precauzioni da adottare.

Ecco i passaggi da seguire per una pulizia efficace e sicura:

Si può optare per:

Infine, per quanto riguarda l’asciugatura, assicurati che l’albero sia completamente asciutto prima di rimontarlo e addobbarlo. L’umidità residua potrebbe favorire la formazione di muffa.

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