Il servomuto è mobiletto forse un po’ dimenticato, ma in realtà molto pratico e funzionale, pensato per appoggiare e organizzare i vestiti del giorno.
Nonostante oggi sia meno diffuso rispetto al passato, il servo muto può rivelarsi un grande alleato per mantenere l’ordine, soprattutto in:
- camere da letto di piccole dimensioni, dove lo spazio negli armadi è limitato;
- case di persone disordinate o con molti capi da gestire, che vogliono avere a portata di mano gli abiti da indossare il giorno dopo.
Ecco tutto quello che c’è da sapere su questo elemento di arredo e come costruirne uno da soli.
Che cos’è e a cosa serve il servo muto
Il servo muto è un piccolo complemento d’arredo pensato per la camera da letto, solitamente posizionato accanto all’armadio. La sua funzione principale è quella di appoggiare i vestiti che si stanno ancora usando, prima di metterli a lavare, evitando che si sgualciscano o restino in disordine.
A differenza dell’attaccapanni, che:
- è più alto e viene collocato all’ingresso della casa;
- serve per appendere cappotti, giacche e capi da esterno;
il servo muto è:
- più basso e adatto all’uso in camera da letto;
- pensato per riporre temporaneamente abiti quotidiani come gonne, pantaloni, maglie o camicie;
- progettato per mantenere i capi in ordine senza stropicciarli, sostituendo pile di vestiti sulle sedie o sui letti.
Dal punto di vista estetico, il servo muto può essere realizzato in diversi materiali, solitamente legno o metallo, e presenta una struttura funzionale:
- nella parte superiore ha un supporto sagomato o “ometto” per giacche, camicie e maglioni;
- più in basso ha barre orizzontali dove appendere pantaloni o gonne.
Oggi ne esistono versioni classiche, moderne o di design, prodotte da molte aziende di arredamento.
Questo piccolo mobile, pur nella sua semplicità, unisce funzionalità, ordine e stile, rivelandosi un alleato perfetto per mantenere la stanza curata e organizzata.
Come costruire un servo muto fai da te
Se, invece di acquistarlo, si vuole realizzare un servo muto fai da te, costruirlo non è affatto complicato.
Oltre a essere una cosa divertente, può essere utile per ridare nuova vita a un arredo che non si usa più, senza buttarlo via.
Un’ottima base di partenza è una vecchia sedia in legno, magari un po’ rovinata o rimasta senza il suo set originale. Con pochi strumenti e un po’ di manualità, può trasformarsi in un pratico complemento d’arredo.
Ecco come procedere passo dopo passo:
- per prima cosa, bisogna smontare la sedia separando le varie componenti – gambe, schienale e seduta – che verranno poi riutilizzate e assemblate in modo diverso rispetto alla forma originale;
- successivamente, con un trapano o un avvitatore a punta per legno, si praticano due fori nella parte finale delle gambe, così da poter fissare la base;
- a questo punto, la seduta va riavvitata alla parte inferiore della struttura tramite viti filettate e dadi: servirà come base stabile, utile per appoggiare le scarpe o altri oggetti;
- lo schienale, invece, può essere collocato nella parte superiore del nuovo mobile e fungerà da supporto per appendere camicie, giacche o pantaloni;
- infine, sui bordi della struttura si possono fissare alcuni ganci o appendini, ideali per tenere in ordine sciarpe, cravatte o collane.
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