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addolcitore d'acqua
Arredamento 1 settembre 2026

Come funziona un addolcitore d’acqua domestico, a cosa serve e come si installa


L’addolcitore, scelto in base alla durezza dell'acqua, protegge tubature, caldaia ed elettrodomestici dal calcare e permette di usare meno saponi e detersivi.
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Nicola Teofilo

Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it

L’addolcitore d’acqua elimina il calcare dall’impianto di casa prima che possa rovinare tubature, rubinetti, caldaia ed elettrodomestici. Ma a dispetto del nome, l’impianto non addolcisce l’acqua e non funziona come un depuratore.

Scopriamo quindi a cosa serve un addolcitore domestico, come viene tratta l’acqua e quali collegamenti sono necessari per installarlo.

A cosa serve l’addolcitore per acqua

Nel viaggio dalla sorgente al rubinetto di casa, l’acqua attraversa terreni e rocce dai quali raccoglie quantità variabili di calcio e magnesio. La composizione cambia in base alle caratteristiche geologiche del territorio: più sali minerali contiene, maggiore sarà la durezza dell’acqua. A questo serve quindi l’addolcitore: eliminare il calcare che si deposita anche dentro tubature ed elettrodomestici riducendone progressivamente l’efficienza. 

Per “addolcire” l’acqua ci vuole il sale grosso. Sembra un paradosso, in realtà il sale serve a far funzionare l’impianto, all’interno del quale l’acqua attraversa delle resine speciali che intrappolano calcio e magnesio e rilasciano al loro posto piccole quantità di sodio. Questo meccanismo, chiamato scambio ionico, aiuta a eliminare il calcare. 

Proprio perché interviene soltanto sui minerali responsabili del calcare, l’addolcitore non elimina batteri, sostanze chimiche o cattivi odori, per i quali occorrono filtri o trattamenti specifici. In poche parole, l’addolcitore serve a:

Come funziona un addolcitore d’acqua domestico

Per capire come avviene questo processo, è sufficiente osservare cosa c’è all’interno dell’apparecchio addolcitore: un mobile compatto che racchiude una bombola con le resine, un serbatoio per la salamoia, una valvola e una centralina elettronica che governa l’intero processo. 

Durante il passaggio dell’acqua, il sistema:

Si può bere l’acqua trattata con addolcitore?

il sale utilizzato per “addolcire” l’acqua non finisce mai direttamente nel bicchiere, ma serve solo a pulire e ricaricare le resine durante la rigenerazione. Quindi, l’acqua addolcita si può bere a patto che sia già potabile all’origine, ossia prima di entrare nell’apparecchio, e che l’impianto sia conforme, regolato e manutenuto correttamente.

L’addolcitore, infatti, non è un sistema di potabilizzazione e non elimina batteri o sostanze contaminanti, ma modifica soltanto la quantità di alcuni minerali: riduce calcio e magnesio e aumenta il sodio, che non deve superare il limite di 200 milligrammi per litro stabilito dal Decreto legislativo numero 18 del 2023.

Come si installa

Per funzionare su tutta la casa, l’addolcitore va posizionato all’inizio dell’impianto idrico, subito dopo il contatore principale dell’acqua. Inoltre, la stanza scelta deve avere tre requisiti pratici indispensabili: essere al riparo dal gelo, disporre di una presa elettrica per alimentare la centralina e avere uno scarico a pavimento dove buttare l’acqua del lavaggio resine. 

L’apparecchio andrebbe montato da un idraulico specialista, perché bisogna tagliare e raccordare i tubi principale. Per l’installazione si procede in questo ordine:

Gli addolcitori d’acqua sono davvero utili?

L’addolcitore in casa conviene quando l’acqua di rete è molto dura, la famiglia consuma molta acqua calda e ci sono diversi elettrodomestici da proteggere dal calcare. Tuttavia, prima di acquistare un impianto, occorre fare un test della durezza: l’unità di misura usata in Italia è il grado francese (°f), dove un solo grado corrisponde a 10 milligrammi di calcare per litro d’acqua. Più alto è questo valore, più l’acqua è dura. 

Se l’analisi rileva poco calcare o se si vuole proteggere solo la caldaia, non è necessario comprare un addolcitore per tutta la casa; l’idraulico monta un piccolo dosatore anticalcare direttamente sul tubo che porta l’acqua alla caldaia.

Quando invece l’acqua è molto dura, la scelta dell’apparecchio dipende dai consumi della famiglia:

Bisogna poi stare attenti ai prodotti venduti come “addolcitori senza sale“. Questi dispositivi non eliminano il calcio e il magnesio dall’acqua, ma cercano soltanto di non far attaccare il calcare ai tubi, quindi non sono veri addolcitori. 

Un apparecchio costa tra 600 e 2.000 euro, a cui vanno aggiunte le spese di montaggio dell’idraulico, che oscillano tra 300 e 1.000 euro. Bisogna mettere in conto anche le spese di gestione: dal sale per le ricariche all’acqua usata nei lavaggi, fino al controllo annuale del tecnico. Più l’impianto è grande, maggiori saranno i costi di mantenimento.

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