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Perché bidet è una parola francese ma in Francia non c'è?
Arredamento 7 maggio 2024

Perché bidet è una parola francese ma in Francia non c’è?


Il bidet, termine francese che significa "pony", è  assente nella maggior parte delle case in Francia, nonostante l’ origine sia proprio francese. Perché?
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Agnese Giardini

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Sapevate che il nome del “bidet“, da noi utilizzato per l’igiene intima personale, porta un nome che in francese antico si traduce con “pony“? La parola evoca infatti l’azione del cavalcare, proprio per la posizione che si assume utilizzando questo oggetto. I primi esemplari di bidet sono comparsi in Francia tra il 1600 e il 1700, ideati da Christophe de Rosiers (anche se non sempre le fonti concordano sulla paternità di de Rosiers). Nonostante le sue nobili, origini e il fatto che per lungo tempo sia stato un elemento presente nella reggia di Versailles (il palazzo della famiglia reale francese), il bidet non ha però mantenuto la sua popolarità in Francia, e oggi sembra essere sparito da tutte le case francesi. Scopriamo perché.

L’origine e la diffusione

I primi modelli di bidet compaiono in Francia tra il XVII e il XVIII secolo, installati inizialmente nelle case dell’aristocrazia. L’invenzione si diffuse rapidamente, anche se il suo successo ebbe vita breve. L’igiene personale non era infatti la prima preoccupazione dei reali francesi: pare che il Re Sole, consigliato dai medici, non volesse lavarsi per paura di contrarre malattie, una leggenda vuole addirittura che Luigi XIV si sia immerso in una vasca da bagno solo 3 volte in tutta la sua vita, e che la tanto decantata arte profumiera francese, derivi proprio dal rifiuto nobiliare nell’utilizzo di acqua e sapone.

Il declino in Francia

Sempre secondo i documenti storici, le uniche persone interessate a lavarsi le parti intime erano le prostitute, e con il tempo il bidet ha iniziato a essere associato a comportamenti ritenuti immorali, essendo principalmente utilizzato nelle case di tolleranza. Questa reputazione ha ulteriormente limitato la sua diffusione tra la popolazione francese. Nonostante nel ‘900 la cultura dell’igiene personale abbia fatto progressi significativi, nei bagni francesi il bidet è rimasto un oggetto di marginale importanza e a partire dagli anni ‘70 si è deciso di eliminarlo dalle abitazioni, anche per motivi economici e di spazio. Se dovesse capitarvi di entrare in una casa francese e di trovare un bidet, molto probabilmente significherebbe che quella casa è antecedente agli anni ‘70, e non è mai stata ristrutturata.

La rinascita italiana

Al contrario, in Italia, il bidet ha trovato una seconda casa. Fu Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, regina di Napoli, a volerne uno nella sua camera da letto, promuovendo l’uso del bidet nella Reggia di Caserta durante il XVIII secolo. Fu quindi grazie a lei che l’utilizzo del bidet si diffuse nel resto del Paese fino ai giorni nostri, quando è diventato addirittura obbligatorio per legge.

Situazione attuale

Mentre oggi in Francia il bidet è (forse) presente solo nelle case di vecchia costruzione e non nei nuovi edifici, in Italia rimane un elemento essenziale. Altri paesi, come il Giappone, hanno per esempio adottato tecnologie alternative come il washlet, che combina le funzionalità del bidet e del WC in un unico apparato.

Ecco perché, nonostante la sua origine francese, l’invenzione del bidet ha avuto successo in Italia e in altre parti del mondo, dimostrando come differenze culturali, credenze o paure infondate, possano influenzare l’adozione e l’utilizzo o meno di questi oggetti.

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