Link copiato!
Link copiato!
Marisa
Arredamento 17 gennaio 2025

Perché la Marisa si chiama così?


"La Marisa" è tra gli utensili più amati in cucina. Il nome deriva da almeno due leggende francesi. Scopriamo la sua origine.
author-avatar
Nicola Teofilo

Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it

“La Marisa” potrebbe suonare come un nome proprio poiché, per esempio, tra i regionalismi più diffusi nel Nord Italia si usa spesso anteporre l’articolo davanti ai nomi di persone. Invece, la Marisa è il soprannome curioso di uno degli utensili più versatili della cucina. Chi ama cucinare, in particolare i dolci, conosce bene il valore di questo strumento, indispensabile per mescolare e raccogliere ogni traccia di impasto. Ma perché si chiama proprio così?

Le sue origini affondano in storie di pasticceria a corte e leggende francesi, perché il nome originario deriverebbe proprio dal francese “Maryse”. Prepariamoci, dunque, a scoprire tutti i segreti di questa fidata compagna culinaria, divenuta anche un celebre oggetto per gli arredi di design da cucina.



Come si chiama il leccapentole in italiano?

Tecnicamente, la Marisa è una spatola leccapentole, un utensile composto da un manico in legno, plastica o acciaio e da una parte flessibile in gomma o silicone, comunque in materiali sicuri e certificati. 

Il termine tecnico italiano “leccapentole” è piuttosto didascalico, perché descrive alla perfezione la funzione principale, ossia ripulire il fondo di ciotole e pentole, “leccando” via ogni residuo di impasto o crema. Questo oggetto è il simbolo dell’efficienza in cucina, amato dai pasticceri per ridurre sprechi e garantire risultati impeccabili. Ma il nome tecnico ha lasciato spazio, negli anni, a quello più enigmatico e diffuso, appunto “Marisa”.  

Che utensile è la Marisa? 

La Marisa è una spatola flessibile utilizzata principalmente per la pasticceria, anche se le sue applicazioni si estendono ben oltre, trovando impiego in altri ambiti, quali:

Tuttavia, il nome “Marisa”, piuttosto insospettabile, si deve ad almeno un paio di leggende di origini francesi.



Ecco perché la Marisa si chiama così

La Marisa si è evoluta nel tempo, soprattutto nel design: da utensile grezzo e rudimentale del passato, oggi è un oggetto raffinato, spesso colorato o dal design moderno, ma anche con modelli dal sapore vintage retrò, che si può integrare perfettamente nelle cucine rustiche e moderne. Tuttavia, le origini del nome “Marisa” sono avvolte nella leggenda. 

La spiegazione più romantica collega l’utensile a Maryse Monpetit, una pasticcera alla corte di Francesco I di Francia nel XVI secolo. Si racconta che Maryse, nel preparare dei biscotti d’avena per il re, abbia creato una spatola per raccogliere ogni traccia di impasto. La sua invenzione, tanto geniale quanto utile, le valse il titolo di baronessa, dando così il nome all’utensile.

Un’altra teoria colloca l’origine del nome nel XIX secolo, associandola a Léonard De Buyer, figlio di una famiglia di nobili francesi. Da bambino, un giorno Léonard sarebbe stato punito per aver giocato con una ciotola sporca di impasto. Questo episodio lo avrebbe poi ispirato, da adulto, a creare una spatola in caucciù con manico in legno, in grado di pulire a fondo le ciotole.

L’utensile venne in seguito commercializzato dalla sua azienda con il nome “Maryse”, un marchio di fabbrica depositato proprio dalla società De Buyer, e che da quel momento si sarebbe diffuso all’estero con questo nome, nel nostro Paese italianizzato appunto in “Marisa”. 

Newsletter
Iscriviti alla newsletter per tenerti aggiornato sulle nostre ultime news

Articoli più letti
Guide più lette
Google News Banner
Contatta la redazione
Contatta la redazione
Per informazioni, comunicati stampa e richieste scrivici a redazione@immobiliare.it