L’idea di installare una doccia in camera da letto può apparire, a prima vista, come una soluzione riservata agli hotel di lusso o alle suite più prestigiose. In realtà, è sempre più diffusa anche nelle abitazioni private, perché permette di coniugare comodità, design e un tocco di originalità.
D’altro canto, realizzare un bagno (o anche solo una doccia) all’interno della camera padronale comporta alcuni aspetti normativi e tecnici da considerare con attenzione. Vediamo cosa prevede la legge e quali sono i vantaggi e gli eventuali inconvenienti da poter risolvere.
Quali stanze sono considerate locali?
Per comprendere meglio la differenza tra una camera da letto e un bagno (o una doccia), può essere utile fare riferimento alla classificazione degli spazi di un’abitazione secondo le indicazioni catastali:
I vani principali
Sono tutte quelle stanze ritenute fondamentali per la vita domestica, come il soggiorno, la cucina o le camere da letto. Hanno una superficie fino a 20 metri quadri. Se superano tale dimensione, si calcola l’eccedenza in frazioni di vano.
Gli accessori diretti
Sono, invece, locali indispensabili per il disimpegno interno o esterno dell’abitazione, ma non possiedono le caratteristiche del vano principale. È il caso del bagno, dei ripostigli o dei corridoi, che a livello catastale vengono considerati come un terzo di unità immobiliare (⅓).
Fatte queste distinzioni, la camera da letto rientra tra i vani principali, mentre il bagno o un’area doccia è normalmente considerato un accessorio diretto: sono quindi due ambienti con destinazione d’uso diversa. Ma, allora, si può avere la doccia in camera da letto? La risposta dipende anche dalle normative.
Cosa deve avere una casa per essere a norma di legge?
Affinché un’abitazione sia definita “a norma”, deve rispettare i requisiti previsti dalle normative nazionali e dai regolamenti edilizi comunali. A livello generale funziona come segue:
- Altezze minime: per i locali destinati ad abitazione (camere da letto, soggiorno, cucina) l’altezza minima è di 270 cm (che può scendere a 255 cm se ci troviamo in Comuni con altitudine superiore a 1000 metri).
- Dimensioni minime delle camere: come stabilito dall’articolo 2 del DM 5 luglio 1975 (e confermato dai vari Regolamenti Edilizi), una camera da letto singola deve misurare almeno 9 metri quadri, mentre per una camera matrimoniale occorrono almeno 14 metri quadri.
- Impianti e aerazione: se si realizza un bagno cieco, occorre installare un sistema di ventilazione meccanica forzata o controllata. Questo vale anche per un eventuale secondo bagno interno alla camera da letto, se non dotato di finestra.
- Secondo bagno: quando si parla di bagno “in camera”, solitamente ci si riferisce a un bagno aggiuntivo rispetto a quello principale, in quanto è importante che gli ospiti (o gli altri familiari) possano usufruire di un servizio “accessibile” senza dover entrare nella zona notte privata.
Cosa si può mettere in camera da letto?
Nella camera da letto possiamo trovare tutto ciò che serve a garantire comfort e funzionalità del riposo, come il letto, l’armadio, i comodini e così via. Ma l’evoluzione dell’abitare moderno ha introdotto anche soluzioni ibride, come le cabine armadio a vista o, appunto, un angolo dedicato alla toeletta.
Le tipologie di bagno in camera da letto di solito sono del seguente tipo:
- Bagno open space: in alcune abitazioni il bagno si fonde con la stanza, senza pareti vere e proprie di separazione, se non una vetrata o un muretto basso.
- Box doccia a vista: in molte suite d’albergo, e ora anche in appartamenti privati, la doccia diventa parte integrante della camera da letto, con soluzioni in vetro trasparente o satinato.
Si può mettere la doccia in camera da letto?
La normativa italiana non vieta di realizzare una doccia o addirittura un intero bagno in camera da letto, purché rispetti i requisiti normativi e ci siano le seguenti condizioni:
- Esista già un altro bagno ad uso comune all’interno dell’abitazione. Il cosiddetto “bagno in camera” è ammesso soltanto come servizio secondario.
- Si rispettino le dimensioni minime delle camere da letto (9 metri quadri per la singola, 14 per la matrimoniale) ai sensi del DM 5 luglio 1975.
- Deve essere garantita l’altezza minima adeguata per la zona bagno, che di solito può scendere a 240-250 centimetri in relazione ai regolamenti edilizi locali e alle normative regionali.
- Sia assicurata aerazione e ventilazione: se la doccia si trova in una porzione cieca della stanza, occorre prevedere un sistema di areazione meccanica, come imposto dai regolamenti comunali e dall’art. 7 del DM 5 luglio 1975.
Si può scegliere un bagno completo (lavabo, WC, bidet e doccia/vasca), tuttavia non può sostituire il bagno principale dell’abitazione e deve essere conforme alle norme edilizie locali. In altre parole, per ottenere l’abitabilità (o agibilità) e rispettare la legge, l’intervento deve essere inquadrato come secondo bagno o come ampliamento di un bagno esistente.
Mentre, in caso di ristrutturazioni significative, è obbligatorio presentare una pratica edilizia (per esempio una CILA – Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) e, a lavori ultimati, aggiornare la planimetria catastale della casa.
Come deve essere la doccia in camera da letto?
Una volta chiariti gli aspetti normativi, bisogna valutare le caratteristiche tecniche e progettuali della doccia in camera. Quindi:
- Il posizionamento: la doccia deve essere vicina agli scarichi e agli impianti idrici, per ridurre interventi e spese.
- L’umidità: occorre installare barriere impermeabili (box doccia con vetro, rivestimenti idrorepellenti) e prevedere un sistema di aspirazione che eviti la formazione eccessiva di vapore nella zona notte.
- La tipologia di box doccia: si può optare per una soluzione walk-in, con un pannello in vetro fisso, oppure per una cabina chiusa con ante scorrevoli o battente. L’importante è calcolare lo spazio di apertura delle ante (se presenti) e scegliere vetri trasparenti, satinati o con altre finiture in base alle esigenze di privacy.
- La ventilazione: se non c’è finestra, la ventilazione meccanica controllata è fondamentale per garantire il corretto ricambio d’aria.
- I permessi al Comune: quando si apportano modifiche distributive o impiantistiche (come la realizzazione di un secondo bagno o di una doccia fissa in camera), nella maggior parte dei casi bisogna presentare apposita comunicazione edilizia (CILA o SCIA), a seconda dell’entità dell’intervento) e poi aggiornare la planimetria al catasto.
Quando conviene mettere la doccia in camera da letto
Inserire una doccia in camera da letto può risultare un’ottima scelta, ma meglio valutare con attenzione i pro e i contro:
I vantaggi:
- Maggiore comodità: poter accedere subito alla doccia al risveglio o prima di coricarsi è sicuramente un plus di comodità.
- Privacy: se la doccia è riservata alla camera padronale, si può godere di uno spazio tutto proprio, senza doverlo condividere.
- Valore aggiunto: un’abitazione con secondo bagno o con soluzioni di design particolari aumenta spesso il proprio valore di mercato.
Gli svantaggi:
- Rumore e disturbo: utilizzare la doccia o tirare lo sciacquone nelle ore notturne può risultare fastidioso per chi dorme nella stanza.
- Umidità: il vapore può creare condensa e, con il tempo, compromettere pareti, arredi e infissi se non gestito adeguatamente.
- Spazio ridotto: inserire un bagno o una doccia in camera significa sottrarre superficie utile alla zona notte, con conseguente necessità di riorganizzare l’arredo.
Esempi di doccia in camera da letto
Le soluzioni progettuali per inserire una doccia nella propria stanza possono ispirarsi al mondo dell’hôtellerie o alle proposte più recenti nel settore dell’arredo bagno. Ecco alcune idee che possono arginare gli ostacoli:
- Walk-in a vista: una parete vetrata fissa separa la zona letto dalla doccia, creando un effetto di continuità visiva ed eleganza minimalista.
- Cabina doccia rettangolare o ad angolo: ideale per stanze di dimensioni più ridotte, consente di sfruttare al meglio gli spazi e posizionare la doccia in un angolo.
- Box doccia dietro la testata del letto: soluzione scenografica in cui la parete dietro il letto diventa il pannello della doccia, con ingressi laterali o scorrevoli.
- Muretto divisorio: per chi desidera maggiore privacy, si può realizzare un mezzo muro (in muratura o cartongesso) che separa parzialmente la doccia dal letto.
- Doccia in mansarda: perfetta se la camera si trova in un sottotetto, sfruttando le altezze disponibili e creando un ambiente intimo e caratteristico.
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