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Api nell'intercapedine della parete, perché succede e come intervenire
Manutenzione e Pulizia 12 maggio 2025

Api nell’intercapedine della parete, perché succede e come intervenire


Le api possono insediarsi nelle intercapedini dei muri per creare i loro alveari: ecco perché lo fanno, quali rischi comportano e come intervenire senza danneggiare l’ambiente.
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Agnese Giardini

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

La presenza di api in casa non è sempre un fatto passeggero: in alcuni casi, questi preziosi impollinatori trovano rifugio stabile nelle intercapedini delle pareti, dando origine a veri e propri alveari interni. Il fenomeno, seppur raro, può comportare problemi strutturali, rischi sanitari e la necessità di un intervento specializzato. Comprendere perché accade e come gestire la situazione è importante per tutelare la casa, senza nuocere a questi insetti che restano fondamentali per l’ecosistema.

Dove fanno l’alveare le api

In natura, le api tendono a costruire il proprio alveare in luoghi riparati, caldi e poco frequentati. Le cavità naturali come tronchi d’albero cavi, crepacci rocciosi o anfratti sono tra le destinazioni preferite. In ambienti urbani o rurali, tuttavia, questi spazi vengono spesso sostituiti da elementi artificiali: sottotetti, canne fumarie, cassette di derivazione elettrica e, appunto, le intercapedini dei muri. Le api cercano superfici solide dove ancorare i favi e una temperatura stabile per lo sviluppo della colonia, condizioni che le pareti interne delle abitazioni possono fornire inconsapevolmente.

Quante api ci sono in un alveare

Un alveare può ospitare un numero sorprendente di api: nelle colonie mature, si possono contare tra le 20.000 e le 60.000 individui, a seconda del periodo dell’anno e dello stato di sviluppo della famiglia. La popolazione include una regina, alcune centinaia di fuchi (i maschi) e decine di migliaia di operaie. Questa densità è tale da generare calore, rumori percepibili nei muri e, in alcuni casi, fuoriuscite di miele o cera. È anche per via di queste dimensioni che l’intervento non può essere improvvisato o affidato a soluzioni fai-da-te.

Ape sul fiore

Che differenza c’è tra “sciame d’api” e “famiglia d’api”?

Nel linguaggio tecnico dell’apicoltura, è importante distinguere tra sciame d’api e famiglia d’api. Uno sciame è un gruppo temporaneo di api che ha abbandonato l’alveare originale, spesso insieme a una nuova regina, alla ricerca di un nuovo luogo dove stabilirsi. Questo fenomeno avviene soprattutto in primavera. La famiglia d’api, invece, è la colonia stabile già insediata in un nido e dotata di struttura sociale completa, favi e riserve alimentari. Quando si trova un alveare attivo in un’intercapedine, si ha a che fare con una famiglia, non semplicemente uno sciame di passaggio.

Perché le api scelgono le intercapedini?

Le intercapedini delle pareti rappresentano per le api un rifugio ideale per motivi ben precisi: isolamento termico, protezione dagli agenti atmosferici, scarsa accessibilità ai predatori e tranquillità. Spesso l’accesso avviene da piccole crepe, griglie di aerazione o fessure nei cornicioni. Una volta individuato il luogo, lo sciame esploratore può depositarsi e iniziare a costruire i favi in meno di 48 ore. La scelta può essere anche favorita da odori o residui di precedenti colonie, rimasti nelle pareti di edifici non abitati o poco frequentati.

Quando è più probabile trovare api nelle intercapedini?

Le api tendono a insediarsi in intercapedini e cavità murarie soprattutto in primavera e all’inizio dell’estate, durante il periodo della sciamatura. In questi mesi, l’aumento delle temperature e la crescita della colonia spingono parte delle api a cercare nuovi spazi dove costruire un alveare, privilegiando luoghi protetti e poco frequentati.

Quali danni si possono creare nell’intercapedine

Con il passare del tempo, la presenza di un alveare in un’intercapedine può provocare danni sia strutturali sia igienico-sanitari. Il calore interno può sciogliere il miele, che può penetrare nei materiali murari o nelle finiture. L’umidità prodotta dai favi può rovinare intonaci e pitture, e attrarre muffe, formiche o roditori. Inoltre, le api in uno stato di agitazione possono pungere, rendendo difficile l’abitabilità degli ambienti adiacenti. Infine, se la colonia muore o migra, i resti organici e il miele non raccolto possono decomporsi, creando cattivi odori e rischio di infestazioni secondarie.

Alveare

Come rimuovere le api e quanto può costare il recupero di uno sciame

La rimozione delle api da un’intercapedine richiede competenze specifiche ed è regolata dalla normativa sulla tutela degli insetti impollinatori. Le api, infatti, sono specie protette e non possono essere sterminate con insetticidi o tecniche invasive. L’unica soluzione legale e sostenibile è rivolgersi a un apicoltore professionista o a un’azienda specializzata nel recupero di sciami. L’intervento prevede l’apertura controllata della parete, la rimozione dei favi e il trasferimento dell’intera colonia in un’arnia.

I costi possono variare tra i 150 e i 500 euro, a seconda della complessità dell’operazione, della posizione dell’alveare e della necessità di ripristinare la muratura danneggiata.

Come evitare che le api facciano il nido in un intercapedine di casa

La prevenzione è la strategia più efficace per evitare future colonie indesiderate. In primavera, periodo tipico della sciamatura, è importante controllare che non ci siano accessi aperti verso l’interno delle pareti. Sigillare crepe, fori e griglie danneggiate, installare zanzariere a maglia fine e tenere sotto controllo i sottotetti può ridurre notevolmente i rischi. Anche la pulizia periodica delle aree esterne e dei cassonetti degli avvolgibili può aiutare a scoraggiare le esplorazioni. Nel caso di avvistamenti frequenti di api in volo nei pressi delle mura domestiche, è opportuno monitorare la situazione fin dai primi giorni per intervenire tempestivamente, prima che si insedino stabilmente.

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