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La chiusura della piscina coincide generalmente con l’arrivo dell’autunno tra fine settembre e ottobre, quando la temperatura dell’acqua scende stabilmente sotto i 15 °C: soglia che rallenta la proliferazione di alghe e batteri, permettendo di ridurre l’uso di prodotti chimici.
Anticipare troppo la chiusura rischia invece di creare ristagni e di favorire la formazione di depositi organici, soprattutto in presenza di giornate caratterizzate da clima ancora caldo.
Prima di procedere alla chiusura, è necessario pulire accuratamente la piscina, rimuovendo ogni residuo organico (foglie, insetti, polvere) con un retino, utilizzando infine un aspiratore sul fondo. Le pareti vanno spazzolate con attenzione per eliminare incrostazioni o microalghe, mentre gli skimmer (sistemi di filtrazione dell’acqua) e i cestelli del filtro vanno svuotati e lavati con acqua pulita.
Anche il filtro principale (a sabbia o cartuccia), richiede un lavaggio specifico per rimuovere i detriti accumulati durante la stagione estiva.
Terminata la pulizia, è importante verificare e correggere, ove necessario, i parametri chimici dell’acqua: il valore del pH deve stabilizzarsi tra 7,2 e 7,6, mentre l’alcalinità totale deve essere compresa tra 100 e 150 ppm. Anche la durezza del calcio va monitorata per prevenire la formazione di incrostazioni.
Raggiunti i valori ottimali, è consigliabile procedere con una clorazione shock (processo che aumenta temporaneamente e rapidamente la concentrazione di cloro nella piscina per eliminare batteri, virus, alghe e materia organica), utilizzando prodotti a dissoluzione rapida capaci di disinfettare in profondità. Dopo il trattamento, il sistema di filtrazione deve restare attivo per almeno 24 ore, garantendo la corretta distribuzione del cloro nell’intero volume della piscina.
Per proteggere l’acqua nei mesi freddi si possono utilizzare appositi prodotti, formulati per contrastare la formazione di alghe, funghi e batteri anche a filtri spenti. Gli svernanti si versano uniformemente lungo la superficie dell’acqua, seguendo le dosi indicate dal produttore.
L’aggiunta di un antialghe concentrato può migliorare l’efficacia del trattamento. L’obiettivo finale è quello di conservare l’acqua in buone condizioni, in modo da poterla riutilizzare in primavera senza sostituirla.
Il livello dell’acqua va abbassato con attenzione, adattando l’operazione al tipo di copertura utilizzata:
In zone soggette a forti gelate, un ulteriore abbassamento può prevenire danni alla struttura e alle griglie di aspirazione. È importante non svuotare completamente la piscina, poiché l’acqua residua aiuta a mantenere l’equilibrio statico della vasca, contrastando la pressione del terreno.
Durante l’inverno il rischio maggiore riguarda le tubazioni che potrebbero danneggiarsi a causa del ghiaccio. Dopo aver spento l’impianto di filtrazione, è fondamentale svuotare tutte le condotte dell’acqua (skimmer, bocchette di mandata, aspirazioni) asciugando mediante soffiaggio con un compressore. Vanno in seguito inseriti appositi tappi antigelo o palline galleggianti per impedire la formazione di ghiaccio.
Anche la pompa e il filtro vanno svuotati e protetti: in presenza di filtro a sabbia, conviene aprire il tappo di scarico inferiore per evitare ristagni.
Scale, trampolini, fari subacquei e accessori rimovibili devono essere smontati, lavati con detergenti neutri e sistemati in un luogo asciutto e riparato. Gli accessori metallici possono essere trattati con prodotti antiruggine; quelli in plastica o gomma vanno invece adeguatamente asciugati per evitare muffe.
Anche i dosatori automatici e i robot pulitori richiedono una pulizia accurata, seguita da stoccaggio lontano da fonti di umidità.
Essendo le coperture il principale alleato della piscina durante l’inverno, è importante conoscere le diverse tipologie:
Ogni due o tre settimane è opportuno verificare che il telo o la copertura siano tesi e privi di ristagni d’acqua (causa di possibili cedimenti o infiltrazioni). In caso di nevicate abbondanti, è importante rimuovere il manto di neve in eccesso per evitare danni strutturali.
A metà inverno può essere utile aggiungere una piccola dose di svernante per mantenere l’efficacia del trattamento fino alla riapertura.
I costi per la chiusura variano in base alle dimensioni della piscina, ai materiali utilizzati e a se ci si rivolge a un tecnico specializzato-