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Manutenzione e Pulizia 16 novembre 2025

Come si pulisce il PVD?


Il PVD è un particolare trattamento delle superfici che conferisce resistenza e lucentezza: ecco come pulirlo al meglio.
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Vinci Formica

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Un rivestimento in PVD può essere scelto per la finitura di alcuni oggetti della casa, specialmente per il lavello della cucina, ma anche per la rubinetteria e le maniglie. Questo tipo di trattamento dona al materiale una particolare lucentezza e gli conferisce eleganza e bellezza. 

Ecco tutto quello che c’è da sapere sul PVD, quali sono le sue caratteristiche e come si pulisce.

Che cos’è il PVD e quali sono i suoi vantaggi 

La sigla PVD significa Physical Vapor Deposition e si riferisce a una tecnologia avanzata applicata a una superficie. Si tratta di un processo che avviene sottovuoto e che consiste nell’applicare uno strato molto sottile di materiale metallico alla superficie di un oggetto

Questa lavorazione rende il materiale trattato brillante, lucido e lussuoso e gli conferisce alcune caratteristiche, quali: 

Come accennato in precedenza, il trattamento in PVD viene applicato spesso ai lavelli della cucina, ma può essere impiegato anche per le maniglie di porte e finestre, per la rubinetteria, per la finitura delle lampade o di accessori usati in cucina. 

Ecco come pulire il PVD 

La superficie trattata con un rivestimento in PVD va pulita evitando i metodi aggressivi, come materiali abrasivi o prodotti chimici, che potrebbero danneggiarla. Non vanno usati quindi spugnette metalliche, detersivi in polvere, prodotti chimici, candeggina e ammoniaca

Per la pulizia è bene utilizzare una spugna o un panno morbido in microfibra con acqua calda e sapone neutro o detergente delicato per i piatti

Dopo il risciacquo, è preferibile asciugare subito la superficie per evitare le macchie d’acqua e l’accumulo di calcare. 

Se si vuole effettuare una pulizia più profonda, si può usare una soluzione di acqua tiepida e aceto bianco da passare sulla superficie per eliminare macchie e calcare, ma facendo attenzione a non lasciare l’aceto a contatto con il rivestimento per un tempo prolungato

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