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Come svuotare la piscina e dove scaricare e smaltire l'acqua?
Manutenzione e Pulizia 9 giugno 2025

Come svuotare la piscina e dove scaricare e smaltire l’acqua?


Svuotare e smaltire l’acqua della piscina richiede attenzione per via del cloro e dei prodotti chimici che contiene: i metodi sicuri per scaricarla nel rispetto della legge.
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Roberta Favazzo

Giornalista, collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Svuotare la piscina è un’operazione necessaria e, in diversi casi, inevitabile. Ma dove scaricare e smaltire l’acqua che ne deriva? Che si tratti di motivi di manutenzione o pulizia, o semplicemente perché la stagione è finita, si tratta di un’attività che richiede una certa attenzione, specie nell’ottica di voler evitare sprechi di acqua, danni ambientali o problemi con le normative locali. 

Nella guida che segue vi spieghiamo come si smaltisce l’acqua della piscina ma, ancora prima, come farlo relativamente ai diversi strumenti che si hanno a disposizione. E, naturalmente, nel rispetto della legge.

Perché è importante svuotare la piscina correttamente

Contrariamente a ciò che ci potrebbe pensare, svuotare una piscina non significa semplicemente far defluire tutta l’acqua. Se non eseguita nel modo giusto, questa operazione può causare danni strutturali alla piscina stessa, problemi con il terreno circostante e inutili sprechi idrici. 

Inoltre, l’acqua della piscina contiene spesso sostanze chimiche come cloro, alghicidi e o prodotti usati per la depurazione, che non possono essere disperse nell’ambiente senza un preventivo e adeguato trattamento. 

Per questo motivo, prima di procedere è fondamentale conoscere le normative vigenti nella propria zona di residenza, e scegliere delle tecniche di svuotamento che le rispettino.

Come svuotare una piscina interrata

Non esiste un solo metodo per svuotare una piscina interrata; si può procedere sia utilizzando una pompa che senza. La scelta del metodo dipende dalle dimensioni della stessa, dalla presenza o meno di impianti di scarico, dalla disponibilità di attrezzature specifiche. 

Se si possiede una pompa l’operazione risulta sicuramente più veloce e controllata. In assenza di dispositivi di questo tipo si può optare per un sifone o un tubo.

Come svuotare la piscina con la pompa a sabbia

Se la possedete, potete svuotare la piscina con la pompa a sabbia, uno strumento composto da un filtro ad arena, un contenitore cilindrico e una pompa. Per usarla, basta immergere la pompa nella parte più bassa della piscina vicino alla presa di fondo, poi accenderla: l’acqua viene aspirata, filtrata attraverso la sabbia che trattiene i residui, e restituita pulita. Il tempo di svuotamento dipende dalla potenza della pompa e dalla dimensione della piscina.

Come svuotare la piscina con un tubo

Per svuotare la piscina senza pompa, il metodo probabilmente più comune vuole l’utilizzo di un comune tubo. Svuotare l’acqua dalla piscina con un tubo è semplice – sfrutta il principio dei vasi comunicanti – ma è più indicato per piscine piccole in quanto potrebbe non risultare sufficiente a svuotare del tutto vasche molto grandi.

Come svuotare una piscina fuori terra

Trattandosi di strutture poggiate sul giardino o su altra superficie, lo svuotamento delle piscine fuori terra deve essere fatto manualmente. Ma, ancora prima di iniziare, è necessario individuare dove l’acqua prelevata dovrebbe defluire, ovvero un punto di scarico. Un tombino, una grondaia, etc…

In caso di piscine fuori terra in acciaio o legno, oltre al metodo del tubo visto sopra, si può ricorrere a una pompa elettrica: basta immergerla sul fondo, accenderla e lasciarla aspirare l’acqua, che verrà scaricata nel punto scelto, fino a svuotare completamente la vasca. Questo metodo, però, è sconsigliato in caso di piscine gonfiabili.

Qual è la normativa che regola lo scarico delle acque dalla piscina in Italia? 

Svuotare l’acqua di una piscina non può essere fatto con troppa leggerezza, perché si tratta di grandi quantità di acqua trattata con prodotti chimici (come il cloro). Per questo motivo, esistono normative precise per lo scarico, volte a proteggere l’ambiente. La principale legge in materia è la “Legge Merli” (Legge 319/1976), integrata dal Decreto Legislativo 152/99, che regolano lo smaltimento delle acque reflue, inclusa quella delle piscine.

Acqua della piscina: reflua domestica o industriale?

Le acque di scarico sono suddivise in varie categorie, tra cui quelle reflue domestiche, industriali e urbane. L’acqua della piscina, pur essendo generalmente pulita e quindi assimilabile alle acque reflue domestiche, può essere classificata anche come refluo industriale a causa dei prodotti chimici usati, quindi necessita di specifiche autorizzazioni prima dello scarico.

I diversi tipi di scarico

Sempre in base alle stesse normative, è importante anche determinare il tipo di scarico. Sostanzialmente sono tre:

Le acque di scarico delle piscine devono rispettare, oltre alle norme locali e ai regolamenti dei consorzi o enti preposti al recupero delle acque, principalmente quanto previsto dal Decreto Legislativo n. 152/2006.

Abbiamo visto come le normative sullo scarico dell’acqua delle piscine possano variare a seconda degli enti locali. Non esiste, in sostanza, una regola univoca che classifichi a prescindere l’acqua come domestica o industriale. Alcune regioni la considerano acque reflue industriali, altre effettuano una distinzione tra acque clorate (considerate reflue industriali) e non (acque reflue domestiche).

Acqua della piscina e cloro

Tuttavia, se l’acqua contiene prodotti chimici, il cloro in primis, è chiaro che dovrà essere depurata prima dello scarico per scongiurare danni ambientali. La legge stabilisce che non si possono scaricare acque con un livello di cloro superiore a 0,2 ppm né nelle fognature né nel terreno o nelle acque superficiali.

 Se la concentrazione di cloro supera questo limite, è obbligatorio procedere a un trattamento per abbassarla prima di smaltirla.

Dove scaricare l’acqua della piscina

Bene, ma alla luce di quanto fin qui visto, dove scaricare l’acqua della piscina? Ebbene, dopo aver consultato la normativa vigente nel proprio luogo di residenza (o in quello nel quale si trova la piscina), si può:

Quanto costa smaltire l’acqua della piscina?

Se vi affidate a una azienda specializzata, lo smaltimento dell’acqua di una piscina naturalmente non è gratuito. Il costo può variare in base alla quantità di acqua da smaltire, al metodo utilizzato e alla presenza o meno di sostanze chimiche che richiedono uno specifico trattamento. 

In via generale, relativamente a piscine medio piccole, il costo dello smaltimento (declorazione compresa) si aggira tra i 50€ e i 100€, a seconda del metodo adottato.

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