Collaboratrice esterna di Immobiliare.it
Un cancello automatico rende più semplice l’accesso alla proprietà, evitando di dover scendere dall’auto ogni volta che è necessario aprirlo o chiuderlo. Anche un cancello già installato può essere automatizzato, aggiungendo un apposito sistema di motorizzazione compatibile con la struttura e con il tipo di apertura.
La trasformazione richiede la scelta del motore, dei dispositivi di sicurezza e dei comandi più adatti. Scopriamo quindi come trasformare un cancello manuale in automatico, quali componenti servono e quali aspetti valutare prima dell’installazione.
Automatizzare non significa necessariamente sostituire il cancello esistente, spesso basta applicare un kit apposito su una struttura in buono stato. Tra i principali vantaggi di questa scelta ci sono:
Il cancello scorrevole si muove lateralmente su una guida a terra o, nelle versioni più recenti, su un binario aereo che evita l’accumulo di sporco e foglie. È la soluzione più adottata, dove lo spazio davanti all’ingresso è limitato o in pendenza.
Il cancello a battente funziona invece come una porta, rendendo indispensabile uno spazio libero di manovra in entrambe le versioni di apertura interna ed esterna anche sulla strada. La scelta tra i due modelli influenza direttamente il tipo di automazione da installare, i costi e la manutenzione.
Per un cancello scorrevole l’elemento più importante è rappresentato dal motore a cremagliera fissato a terra o su un basamento in cemento, che agisce su una dentiera montata lungo l’anta.
In alternativa, esistono i motori interrati, meno visibili ma più complessi da installare. Il sistema richiede anche degli dispositivi finecorsa meccanici o magnetici, in grado di stabilire i punti di massima apertura e chiusura, evitando urti e sollecitazioni eccessive sulla struttura.
È importante verificare che la guida a terra sia in piano e priva di ostacoli, perché un binario deformato o sporco è spesso la causa più comune di malfunzionamenti nei primi mesi dopo l’installazione.
Non tutti i cancelli scorrevoli sono uguali. Quello singolo ha un’unica anta che scorre su tutta la lunghezza dell’apertura, esigendo uno spazio laterale pari alla larghezza del passaggio. La versione doppia divide l’apertura in due ante che si muovono in direzioni opposte, dimezzando lo spazio necessario su ciascun lato. Il sistema telescopico, più costoso, sovrappone due o più binari permettendo alle ante di chiudersi una dentro l’altra, soluzione ideale quando lo spazio laterale disponibile è ridotto.
Sui cancelli a battente il compito principale spetta agli attuatori, dispositivi che spingono o tirano l’anta seguendo un movimento ad arco. Le opzioni più comuni sono i motori a braccio articolato, adatti a colonne strette e pilastri irregolari oltre ai motori lineari, più indicati quando c’è spazio sufficiente per la loro corsa.
Esistono anche i motori interrati, praticamente invisibili una volta chiuso il cancello, anche se richiedono uno scavo e un pozzetto dedicato. La scelta dipende dalla larghezza dell’anta, dal peso della struttura e dalla presenza di eventuali dislivelli del terreno.
Il motore va scelto tenendo conto di più fattori. È necessario considerare:
Non tutti i dispositivi di sicurezza sono obbligatori, ma restano caldamente consigliati per chi vuole un cancello davvero sicuro. Tra i principali rientrano:
In Italia un cancello automatico è a tutti gli effetti equiparato a una macchina secondo la Direttiva Macchine 2006/42/CE, la legge dell’Unione Europea che fissa le regole di sicurezza e salute per i macchinari prima che vengano venduti o usati.
Le norme tecniche di riferimento sono:
L’installatore deve inoltre redigere un fascicolo tecnico con l’analisi dei rischi, rilasciando al cliente finale la dichiarazione di conformità CE. Ignorare o trascurare questi passaggi espone il proprietario a responsabilità civili in caso di incidenti, oltre a rendere l’impianto non conforme.