Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it
Le spiagge italiane sono luoghi di bellezze naturali e di svago estivo. Proprio d’estate bisogna fare i conti con un problema crescente: l’invasione di rifiuti. Oltre alle microplastiche e altri detriti accumulati durante l’inverno, o spiaggiati lungo le coste, tra i rifiuti più comuni si ritrovano anche i più tradizionali giocattoli da spiaggia, quali secchielli, palette, formine, pistole ad acqua, palloni. Questi oggetti non andrebbero mai abbandonati in spiaggia, soprattutto perché possono contribuire all’aumento di rifiuti plastici in mare. Ma allora dove vanno buttati? Nel contenitore della plastica?
Le spiagge italiane sono spesso disseminate di rifiuti che si accumulano d’estate o si spiaggiano dopo l’inverno. Secondo l’indagine Beach Litter 2024 condotta da Legambiente, sono stati raccolti 23.259 rifiuti su 179.000 metri quadrati di spiaggia monitorata. Questo dato equivale a una media di 705 rifiuti ogni 100 metri di spiaggia.
Nonostante l’entrata in vigore della direttiva europea Single Use Plastics nel 2022, che bandisce molti prodotti in plastica monouso come le cannucce, il loro impatto rimane significativo, con il 56,3% dei rifiuti monitorati ancora costituito da questa categoria.
Tra i materiali più rinvenuti, la plastica continua a dominare, rappresentando il 79,7% dei rifiuti raccolti. Tra le plastiche, e le microplastiche, si mescolano anche detriti o pezzi di giocattoli da spiaggia, quelli preferiti dai bambini, come palette, formine e secchielli. Ma quindi, andrebbero conferiti nella plastica? Non proprio. Ecco come funziona.
È importante smaltire correttamente i giochi da spiaggia per ridurre al massimo l’impatto ambientale dei rifiuti plastici. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non vanno gettati nel cestino della plastica. Infatti, questi oggetti sono quasi sempre composti da materiali misti, inoltre non rientrano nella categoria degli imballaggi in plastica e quindi devono essere smaltiti come rifiuti indifferenziati.
Dunque, l’indifferenziato, o rifiuto generico, è la destinazione corretta, dopodiché verranno trattati nelle discariche o negli impianti di smaltimento, a seconda delle normative locali. È fondamentale seguire questa prassi per proteggere gli ecosistemi, e evitare il rischio che tali oggetti finiscano in mare o contribuiscano al problema dell’inquinamento costiero o marino.