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Il corretto smaltimento dei termometri rotti o non funzionanti è una pratica fondamentale per garantire la tutela dell’ambiente e della salute pubblica. I termometri, infatti, possono contenere sostanze pericolose come il mercurio, che richiedono particolari attenzioni nel loro trattamento finale.
Ma dove si butta, dunque, un termometro? Scopriamo le diverse tipologie e cosa cambia per ognuna di essere.
In commercio esistono principalmente tre tipi di termometri:
Ogni tipo presenta caratteristiche e rischi differenti che ne determinano le modalità di smaltimento.
I termometri a mercurio sono stati vietati in Italia dal 2009 a causa della tossicità del mercurio per l’ambiente e la salute. Tuttavia, molti potrebbero ancora possedere questi strumenti nelle proprie abitazioni. Il mercurio è un metallo pesante che, anche a temperatura ambiente, può evaporare rilasciando vapori nocivi. La tossicità del mercurio si manifesta soprattutto per inalazione, rappresentando un rischio elevato soprattutto per i bambini e le donne in gravidanza.
I termometri ecologici sono sostituti dei termometri a mercurio e utilizzano una lega metallica denominata galinstan, composta da indio, stagno e gallio. Questa lega non è tossica e non presenta i rischi associati al mercurio. Di conseguenza, il loro smaltimento è meno problematico.
I termometri digitali e a raggi infrarossi rappresentano un’alternativa tecnologica avanzata ai termometri tradizionali. Questi dispositivi rientrano nella categoria dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), che richiedono uno smaltimento specifico a causa delle componenti elettroniche e delle sostanze potenzialmente dannose per l’ambiente.
I termometri a mercurio devono essere trattati come Rifiuti Urbani Pericolosi (RUP). Non possono essere smaltiti con i rifiuti domestici normali e devono essere portati presso l’Ecocentro di riferimento. Qui, devono essere depositati negli appositi cassonetti per rifiuti pericolosi. È fondamentale non gettare il termometro a mercurio nella raccolta del secco residuo o indifferenziato.
In caso di rottura del termometro a mercurio, è necessario adottare misure specifiche per la raccolta e il contenimento di quest’ultimo. Prima di tutto, bisogna allontanare qualsiasi persona dall’area contaminata. Evitare di frammentare ulteriormente il mercurio e non utilizzare aspirapolvere o scopa, che possono diffonderne i vapori. Raccogliere il mercurio usando un foglio di carta, una siringa senza ago o del nastro adesivo, e depositarlo in un contenitore non metallico con acqua fredda. Ventilare bene l’area prima di soggiornarvi nuovamente.
I termometri ecologici senza mercurio, non contenendo sostanze tossiche, possono essere smaltiti nella raccolta del secco residuo o indifferenziato.
I termometri digitali e a raggi infrarossi devono essere trattati come RAEE. Questi dispositivi non devono essere smaltiti con i rifiuti indifferenziati a causa delle loro componenti elettroniche e delle sostanze potenzialmente dannose. È necessario portarli nelle Isole Ecologiche o Ecocentri, dove devono essere depositati negli appositi cassonetti per RAEE. In alcune località, esistono anche cassonetti stradali per RAEE destinati ai rifiuti di piccole dimensioni.