Giornalista, collaboratrice esterna di Immobiliare.it
Può capitare che, istintivamente, si tenda a buttare la pellicola trasparente nel secchio della plastica, tuttavia occorre fare attenzione.
Dunque, dove si butta la pellicola trasparente per alimenti? Scopriamolo insieme.
La pellicola trasparente altro non è che un sottile strato di plastica. Usata sin dagli inizi del ‘900, in origine era un materiale naturale derivato dall’idrato di cellulosa e chiamato perciò cellophane.
Via via che la ricerca tecnologia avanzava, furono introdotti altri polimeri organici quali il polietilene. Solo dopo gli anni ’30 si affermò il PVC, un materiale molto più economico.
Oggi il PVC si usa sempre meno, soprattutto per gli alimenti visto che la produzione di pellicola in PVC richiede l’uso di additivi chimici potenzialmente pericolosi. Al posto del PVC si usano più spesso etilene vinil acetato, noto anche come EVA, e polietilene.
La scelta su dove buttare la pellicola alimentare dipende da quanto è pulita o meno.
Se è pulita, va senz’altro nel secchio della plastica, essendo composta da polimeri plastici. Tuttavia, se la pellicola è sporca di cibo, oppure unta, potete gettarla nella plastica solo dopo averla pulita.
Diversamente va nel secchio dell’indifferenziato, perché non è riciclabile.
Nel caso in cui la pellicola sia biodegradabile, quindi compostabile, potete buttarla nel secchio dell’umido. Deve però essere esplicitamente indicato sulla confezione.
In ogni caso, è bene controllare anche le indicazioni del proprio Comune.
La pellicola trasparente è senz’altro comoda per conservare i cibi avanzati o porzionati in attesa della cottura. Resta tuttora l’opzione più diffusa e pratica.
Esistono anche altre possibilità più ecologiche che eliminano alla radice il dubbio su dove buttarla dopo l’uso.
Per eliminare del tutto l’uso della pellicola, usate i contenitori riutilizzabili e lavabili. L’ideale è scegliere quelli di vetro o ceramica ma andranno bene pure di plastica, se specifici per alimenti.
I fogli di cera d’api sono realizzati in cotone biologico rivestito di cera d’api, appunto. Sono modellabili, impermeabili e biodegradabili.
In alternativa, esistono anche speciali coperchi di silicone. Sono universali perché si adattano a qualunque contenitore. Resistono alle alte temperature, sono facilmente lavabili e riutilizzabili.