Ex collaboratrice esterna di Immobiliare.it
In casa lo spago da cucina, così chiamato perché in grado di entrare in contatto con il cibo senza causare problemi o contaminazioni di sorta, è uno strumento che viene utilizzato sia per cucinare sia per impacchettare i regali in modo più sostenibile e originale. Esistono diversi tipi di spago alimentare sia composti da materiali naturali, come il cotone o il lino, sia realizzati con materiali sintetici, come il nylon o il poliestere.
Una domanda lecita quando ci si trova a utilizzare lo spago da cucina riguarda il suo corretto smaltimento. Si è visto che esistono diverse tipologie di spago quindi in base a quale viene acquistato si dovrà gettare il prodotto o nell’organico, nel caso in cui fosse fatto di materiali naturali e quindi biodegradabili, o nell’indifferenziata, nel caso in cui lo spago da cucina fosse composto da materiali sintetici.
A regolamentare lo smaltimento dei rifiuti differenziati in Italia è l’equilibrio esistente tra le leggi nazionali e quelle regionali.
Il decreto legislativo n. 152/2006 o “Testo Unico Ambientale” del 3 aprile 2006 ha adattato alle direttive europee e raccolto in un unico testo tutte le principali disposizioni legislative riguardanti la tutela ambientale. Ѐ diviso in 6 aree tematiche delle quali una, la quarta, è dedicata alla gestione dei rifiuti e alla bonifica dei siti contaminati.
Questo testo promuove e regolamenta su scala nazionale le procedure di raccolta e smaltimento dei rifiuti da parte di cittadini e aziende pur lasciando un grande margine alle amministrazioni locali che possono emanare norme specifiche da comune a comune.
Gettare correttamente lo spago da cucina è importante. Nel caso in cui dello spago alimentare sintetico finisse nell’organico si rischierebbe di contaminare con delle microplastiche la qualità del compost prodotto. Questo renderebbe il compost inutilizzabile e veicolo per la diffusione delle microplastiche nell’ambiente.