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Quando si parla di raccolta differenziata, spesso i dubbi riguardano oggetti di uso quotidiano apparentemente insignificanti. Tra questi ci sono i bollini adesivi applicati su frutta e verdura, utilizzati per identificare il prodotto, la provenienza o il metodo di coltivazione. Ma dove si buttano i bollini della frutta? Conoscere la risposta è importante per effettuare una corretta gestione dei rifiuti e contribuire alla tutela dell’ambiente. Cosa sono i bollini della frutta Le etichette presenti su mele, banane, kiwi, arance e molti altri prodotti ortofrutticoli sono generalmente realizzati in plastica o in materiali compositi dotati di adesivo. Sebbene siano molto piccoli, non sono biodegradabili e non possono essere smaltiti insieme agli scarti organici. Molte persone tendono a gettare il bollino direttamente nell’umido insieme alla buccia o ai residui della frutta. Si tratta, però, di un errore che può compromettere i processi di compostaggio, poiché questi adesivi non si degradano come i rifiuti organici. Dove vanno conferiti Nella maggior parte dei comuni italiani, i bollini della frutta devono essere rimossi e conferiti nel secco residuo o indifferenziato. Questo perché le loro dimensioni ridotte e la composizione plastica rendono difficile il recupero attraverso i normali sistemi di riciclo. La regola generale è, quindi, semplice: frutta e scarti alimentari: raccolta organica; bollino adesivo: raccolta indifferenziata. La normativa e le etichette biodegradabili Attualmente non esiste un obbligo che imponga alle aziende di utilizzare bollini compostabili sui prodotti ortofrutticoli. La normativa richiede principalmente che le etichette adesive siano sicure per il contatto con gli alimenti e non ne alterino le caratteristiche. Non mancano, tuttavia, realtà che si stanno muovendo, soprattutto per i prodotti bio, verso l’adozione del bollino biodegradabile (con la certificazione OKcompost INDUSTRIAL) e verso alternative eco-friendly come l’etichettatura laser Natural Branding. Perché è importante rimuovere i bollini Anche se si tratta di un rifiuto molto piccolo, il corretto smaltimento dei bollini della frutta contribuisce a migliorare la qualità della raccolta differenziata. Gli impianti che trattano la frazione organica devono, infatti, eliminare le impurità presenti nei rifiuti. Maggiore è la presenza di materiali non compostabili, più complesso e costoso diventa il processo di trattamento. Rimuovere il bollino richiede solo pochi secondi, ma rappresenta un gesto concreto a favore dell’ambiente e dell’economia circolare. Attenzione alle regole locali Sebbene il conferimento nell’indifferenziato sia la soluzione più diffusa, alcune amministrazioni locali possono adottare indicazioni specifiche in base ai propri sistemi di gestione dei rifiuti. Per questo motivo è sempre consigliabile consultare il regolamento comunale o le linee guida del gestore locale della raccolta differenziata.
Manutenzione e Pulizia 11 agosto 2026

Dove si buttano i bollini della frutta e della verdura


Il corretto smaltimento dei bollini della frutta è un piccolo gesto che fa la differenza. Scopri le regole della raccolta differenziata e tutela l’ambiente.
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Caterina Vasaturo

Giornalista, collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Quando si parla di raccolta differenziata, spesso i dubbi riguardano oggetti di uso quotidiano apparentemente insignificanti. Tra questi ci sono i bollini adesivi applicati su frutta e verdura, utilizzati per identificare il prodotto, la provenienza o il metodo di coltivazione. 

Ma dove si buttano i bollini della frutta? Conoscere la risposta è importante per effettuare una corretta gestione dei rifiuti e contribuire alla tutela dell’ambiente.

Cosa sono i bollini della frutta

Le etichette presenti su mele, banane, kiwi, arance e molti altri prodotti ortofrutticoli sono generalmente realizzati in plastica o in materiali compositi dotati di adesivo. Sebbene siano molto piccoli, non sono biodegradabili e non possono essere smaltiti insieme agli scarti organici.

Molte persone tendono a gettare il bollino direttamente nell’umido insieme alla buccia o ai residui della frutta. Si tratta, però, di un errore che può compromettere i processi di compostaggio, poiché questi adesivi non si degradano come i rifiuti organici.

Dove vanno buttati

Nella maggior parte dei comuni italiani, i bollini della frutta devono essere rimossi e conferiti nel secco residuo o indifferenziato. Questo perché le loro dimensioni ridotte e la composizione plastica rendono difficile il recupero attraverso i normali sistemi di riciclo.

La regola generale è, quindi, semplice:

La normativa e le etichette biodegradabili

Attualmente non esiste un obbligo che imponga alle aziende di utilizzare bollini compostabili sui prodotti ortofrutticoli. La normativa richiede principalmente che le etichette adesive siano sicure per il contatto con gli alimenti e non ne alterino le caratteristiche.

Non mancano, tuttavia, realtà che si stanno muovendo, soprattutto per i prodotti bio, verso l’adozione del bollino biodegradabile (con la certificazione OKcompost INDUSTRIAL) e verso alternative eco-friendly come l’etichettatura laser Natural Branding

Perché è importante rimuovere i bollini

Anche se si tratta di un rifiuto molto piccolo, il corretto smaltimento dei bollini della frutta contribuisce a migliorare la qualità della raccolta differenziata. Gli impianti che trattano la frazione organica devono, infatti, eliminare le impurità presenti nei rifiuti. Maggiore è la presenza di materiali non compostabili, più complesso e costoso diventa il processo di trattamento.

Rimuovere il bollino richiede solo pochi secondi, ma rappresenta un gesto concreto a favore dell’ambiente e dell’economia circolare.

Attenzione alle regole locali

Sebbene il conferimento nell’indifferenziato sia la soluzione più diffusa, alcune amministrazioni locali possono adottare indicazioni specifiche in base ai propri sistemi di gestione dei rifiuti. Per questo motivo è sempre consigliabile consultare il regolamento comunale o le linee guida del gestore locale della raccolta differenziata.

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