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Cosa si intende per manutenzione straordinaria?
Manutenzione e Pulizia 30 maggio 2025

Cosa si intende per manutenzione straordinaria?


Dai lavori in casa al rifacimento degli impianti: quali interventi rientrano nella manutenzione straordinaria, chi decide, chi paga e quali permessi servono.
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Nicola Teofilo

Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Non tutto quello che si rompe in casa si può sistemare con una mano di vernice o con il fai-da-te. Prima o poi, in ogni abitazione o condominio, arriva il momento in cui una semplice riparazione non basta. Alcuni interventi richiedono ben altro: permessi, progetti, talvolta è obbligatorio il passaggio in assemblea condominiale. Si entra così nel campo insidioso delle manutenzioni straordinarie, una categoria di lavori spesso sottovalutata ma che comporta conseguenze concrete in termini di costi, responsabilità e diritti, tanto per i proprietari quanto per gli inquilini.

La voce “manutenzione straordinaria” compare nei verbali di condominio, nei preventivi dei tecnici, nei contratti d’affitto, a volte nelle aule di tribunale quando non si riescono a risolvere le contese tra vicini di casa. Di fatto, dietro quel nome altisonante si nasconde una realtà fatta di regole da rispettare, agevolazioni e bonus da poter ottenere, spese da mettere in conto e che possono essere straordinarie anche per il portafogli. Ecco dunque, come orientarsi e fare scelte consapevoli, evitando errori e spiacevoli sorprese. 

Che cosa si intende per manutenzione straordinaria?

La manutenzione straordinaria è definita dalla legge, in particolare dall’articolo 3 del Testo Unico dell’Edilizia (DPR 380/2001), come l’insieme di opere necessarie per rinnovare o sostituire parti anche strutturali degli edifici, oppure per integrare servizi igienico-sanitari e tecnologici.

Per essere considerati straordinari, questi interventi non devono modificare la volumetria dell’edificio, né la sua destinazione d’uso. Questo significa che si può agire anche in modo importante sulla struttura, ma senza trasformare un’abitazione in ufficio, o aggiungere piani o cubature.

Quali sono gli interventi di manutenzione straordinaria?

Non tutti i lavori in casa rientrano tra gli interventi di manutenzione straordinaria. Infatti, la legge distingue in modo chiaro tra manutenzione ordinaria, che riguarda la cura e la riparazione quotidiana, e straordinaria, che invece comprende interventi più rilevanti. Ecco i principali esempi:

Si tratta dunque di lavori che vanno oltre l’ordinario, e che mirano a migliorare, innovare o rendere più sicura e funzionale l’abitazione. Porsi le giuste domanda è utile per conoscere meglio oneri e responsabilità.

Come capire se manutenzione ordinaria o straordinaria?

La differenza non è solo tecnica, ma ha implicazioni economiche e legali importanti. Per esempio, negli affitti le spese ordinarie spettano all’inquilino, mentre quelle straordinarie al proprietario. In condominio, le opere straordinarie vanno decise in assemblea e ripartite secondo i millesimi.

Un buon criterio per distinguere le due categorie è porsi i seguenti interrogativi:

Si tratta di una riparazione di qualcosa che esiste già? 

Se i lavori sono di riparazione o sostituzione, senza modificare forma, funzione o materiali, si tratta con ogni probabilità di manutenzione ordinaria;

Si introduce qualcosa di nuovo, o si modifica significativamente ciò che c’è?

Se l’intervento comporta un cambiamento visibile, funzionale o strutturale, oppure l’inserimento di elementi nuovi, si rientra nel campo della manutenzione straordinaria.

Esempio pratico:

Cosa cambia con la ristrutturazione?

La “ristrutturazione” di una casa, o di parti di un edificio, non va confusa per opera di “manutenzione straordinaria”. Una ristrutturazione edilizia implica interventi più profondi, quindi può prevedere demolizioni e ricostruzioni, cambi di destinazione d’uso, trasformazioni strutturali anche rilevanti. In alcuni casi si parla di “nuovo organismo edilizio”.

In parole semplici, tutti i lavori di ristrutturazione sono straordinari, ma non tutti i lavori straordinari sono di ristrutturazione. La differenza non è solo terminologica: cambia la procedura da seguire e il tipo di autorizzazione e titoli richiesti. Ecco come funziona in genere:

Quando serve la CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata)

Per manutenzioni straordinarie leggere, che non modificano parti strutturali e non incidono sulla volumetria o sulla destinazione d’uso. Esempi: rifacimento di impianti, modifiche interne con spostamento di tramezzi non portanti, apertura o chiusura di porte interne, frazionamenti senza opere strutturali.

Quando serve la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività)

Necessaria per manutenzioni straordinarie più pesanti, ossia quelle che coinvolgono parti strutturali dell’edificio (pilastri, solai, travi) o interventi più complessi. Serve anche per alcune ristrutturazioni edilizie non soggette a permesso di costruire.

Quando serve il permesso di costruire

Obbligatorio per ristrutturazioni edilizie importanti, come quelle che comportano aumenti di volumetria, modifica della sagoma o della destinazione d’uso, o trasformazioni rilevanti del fabbricato.

Quando conviene fare lavori di manutenzione straordinaria e perché è meglio non rimandare

Rimandare certi lavori può sembrare una scelta prudente, ma alla lunga può rivelarsi più costoso. Naturalmente è sempre consigliabile valutare costi, priorità e convenienza, magari con l’aiuto di un tecnico abilitato. Tuttavia, intervenire con una manutenzione straordinaria nei momenti giusti permette di:

Cosa dice la legge e chi deve pagare

La legge è chiara su un punto: la manutenzione straordinaria è responsabilità del proprietario, non dell’inquilino. L’articolo 1576 del Codice Civile parla chiaro: 

“Il locatore deve eseguire, durante la locazione, tutte le riparazioni necessarie, eccetto quelle di piccola manutenzione”.

In condominio, queste spese vanno deliberate dall’assemblea e ripartite secondo i millesimi di proprietà, come indicato dall’articolo 1123 Codice Civile. 

Ecco cosa occorre sapere:

In caso di difficoltà nel sostenere una spesa che può essere straordinaria anche per le tasche, è possibile chiedere una rateizzazione in assemblea o trovare soluzioni con l’amministratore. Rimandare i lavori o ignorare il problema non è mai conveniente, perché: 

In ogni caso, favorire il dialogo tra condomìni e amministratore è sempre una buona soluzione per affrontare i momenti di difficoltà, anche economici.

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