Ex collaboratrice esterna di Immobiliare.it
Se si vuole tenere in ordine la casa e sistemare l’armadio, la mente corre immediatamente a Marie Kondo. Marie Kondo è una scrittrice giapponese, conosciuta ormai in tutto il mondo, che è diventata la maestra indiscussa dell’ordine.
Ha inventato il metodo KonMari, che serve anche a migliorare la qualità della vita e ad accrescere il benessere, riordinando in modo efficace e pratico gli spazi abitativi.
La Kondo ha pubblicato due libri sull’argomento, diventati subito best seller, “Il magico potere del riordino” e “96 lezioni di felicità”, ed è stata la protagonista del programma Netflix “Facciamo ordine con Marie Kondo”.
Vediamo in cosa consiste il metodo di Marie Kondo per mettere in perfetto ordine l’armadio dei vestiti.
Di solito, le persone hanno in mente l’armadio dei loro sogni. Un primo passo consiste nel descriverlo o disegnarlo.
Certamente, a meno che non si stia cambiando casa o arredamento, difficilmente si potrà comprare un nuovo armadio in linea con i propri desideri. Tuttavia, se si ha ben presente cosa si vuole, si può anche adattare l’armadio che si possiede alle proprie esigenze, per esempio dotandolo di:
L’armadio poi va completamente svuotato. Tutti i vestiti e gli accessori presenti sugli appendiabiti, nei cassetti e sui ripiani vanno tolti e appoggiati sul letto.
Essi vanno divisi per categorie, mettendo insieme ogni tipologia di capo, come: gonne, pantaloni, maglioni, magliette, calze, biancheria, accessori.
Questa operazione serve a rendersi conto di ciò che si ha e a fare una cernita di cosa tenere e cosa invece eliminare.
Occorre valutare tutto il guardaroba per capire cosa è ancora utile davvero e utilizzabile e cosa no.
Spesso si tratta di un’operazione complicata, perciò si suggerisce di partire dai capi fuori stagione.
Gli abiti che si decide di eliminare possono essere donati oppure venduti, in modo da evitare gli sprechi (e i rimpianti!)
Marie Kondo suggerisce di decidere non solo in base alla reale utilità, ma anche in base al benessere: vanno tenuti solamente gli abiti che danno gioia e che quindi possono infondere energia positiva.
Con questo criterio sarà più facile buttare un capo rovinato o sformato oppure un pantalone o un vestito di una taglia troppo piccola.
A questo punto la guru dell’ordine dice di ringraziare i capi che non si vogliono conservare. Si tratta di un gesto che, nella mentalità giapponese, è considerato quasi come un segno di rispetto anche nei confronti degli oggetti inanimati che in qualche modo hanno svolto la loro funzione e fornito benessere.
Tutti i capi d’abbigliamento selezionati vanno piegati in modo da formare un rettangolo che può stare in piedi da solo.
I rettangoli non vanno impilati l’uno sull’altro, ma messi in verticale e affiancati tra loro nei cassetti, sui ripiani o nei contenitori.
Così possono essere visualizzati in un attimo e risultano sempre a portata di mano, senza dover rovistare.
I capi d’abbigliamento che non possono essere piegati e vanno appesi, ossia giacche, camicie, abiti, vanno posizionati secondo un preciso criterio.
Infatti, si devono appendere partendo da quelli più scuri e pesanti a quelli più chiari e leggeri, partendo da sinistra verso destra.
Per esempio, i cappotti o gli abiti invernali, di tessuto più pesante e di colore scuro vanno messi a sinistra; mentre gli abiti corti di tessuto leggero e chiaro vanno messi a destra.
In questo modo si forma una linea inclinata verso destra, che pare poter trasmettere un senso di pace.