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lavastoviglie aperta
Manutenzione e Pulizia 5 giugno 2026

Si possono mettere i piatti con bordo dorato in lavastoviglie?


Lavare i piatti con bordo dorato in lavastoviglie è sconsigliato: i detersivi e il calore tendono a scrostare l'oro. Ecco come proteggerli e pulirli senza rischi.
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Roberta Favazzo

Giornalista, collaboratrice esterna di Immobiliare.it

I piatti con bordo dorato non dovrebbero andare in lavastoviglie: le alte temperature, i getti d’acqua ad alta pressione e soprattutto i detersivi aggressivi rovinano la placcatura dorata facendola sbiadire, annerire o scrostare nel tempo. 

Esistono però alcune eccezioni e una serie accorgimenti per preservarli: li approfondiamo di seguito.

Posso lavare i piatti dorati in lavastoviglie?

Sarebbe meglio di no, salvo specifica indicazione del produttore. I bordi dorati dei piatti sono realizzati con una sottile placcatura in oro – a volte oro zecchino, a volte oro duro applicato tramite elettrodeposizione – che è per natura sensibile all’abrasione.

Cosa succede concretamente? I detersivi per lavastoviglie contengono agenti alcalini e tensioattivi molto aggressivi che intaccano la placcatura. I cicli ad alta temperatura (spesso sopra i 60 °C) accelerano questo processo. Il risultato è che la doratura tende ad annerirsi e sbiadire fino a cancellarsi del tutto con l’uso prolungato.

Fa eccezione la porcellana certificata “dishwasher safe”, ovvero “lavabile in lavastoviglie”: se il produttore lo specifica, è possibile usare la lavastoviglie per piatti con decori dorati ma solo con il ciclo delicato a una temperatura massima di 55 °C. In assenza di questa certificazione esplicita, il lavaggio a mano rimane l’unica scelta sicura.

Per andare sul sicuro, se il piatto è antico o è stato ereditato magari da una nonna, e per questo ha un grande valore sentimentale, è meglio non rischiare. Anche perché, se ci pensiamo, i servizi di porcellana prodotti prima degli anni ’80 sono stati realizzati quando le lavastoviglie non esistevano ancora.

Perché la lavastoviglie rovina il bordo dorato

Nella lavastoviglie agiscono contemporaneamente tre fattori che, insieme, compromettono per forza di cose la doratura presente nei piatti:

A tutto ciò si aggiunge il rischio di urti: durante il caricamento e lo scarico, i piatti possono colpirsi tra loro. 

Come pulire il bordo dorato dei piatti

Il lavaggio a mano è il metodo meno rischioso per pulire i piatti con decorazioni dorate, a patto di seguire alcune regole precise.

Come capire se i piatti possono andare in lavastoviglie

Prima di rischiare, è sempre possibile verificare in modo semplice se un piatto è compatibile con il lavaggio in lavastoviglie. Il punto di partenza è cercare il simbolo stampato sul fondo del piatto o sulla confezione originale:

Se il piatto non reca etichette o indicazioni – come spesso accade con i servizi più datati – si consiglia di non mettere in lavastoviglie in caso di dubbio. 

Cosa fare se il bordo dorato si è già rovinato?

Se per disattenzione un piatto antico è finito in lavastoviglie e il bordo dorato appare ora sbiadito o annerito, purtroppo non è possibile ripristinarlo a casa con un semplice lavaggio. 

La placcatura metallica, una volta rimossa o ossidata dagli agenti chimici, è persa. Tuttavia, se il servizio dovesse avere un grande valore economico o affettivo, esistono degli artigiani specializzati nel restauro della porcellana e nella “doratura a terzo fuoco”. 

Si tratta, in sostanza, di un processo che prevede l’applicazione manuale di un nuovo strato di oro zecchino liquido, che viene poi cotto in appositi forni ad altissime temperature per fissarlo nuovamente alla ceramica. 

Per i piatti di uso quotidiano, invece, il consiglio è di smettere subito di lavarli in lavastoviglie per salvare il salvabile e preservare i decori dorati rimasti.

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