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Troppo cloro in piscina, cosa succede e cosa fare?
Manutenzione e Pulizia 9 giugno 2025

Troppo cloro in piscina, cosa succede e cosa fare?


Un eccesso di cloro in piscina può provocare effetti dannosi sulla salute. È fondamentale saper riconoscere i segnali, misurare i livelli e intervenire in modo corretto.
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Agnese Giardini

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Con l’arrivo dell’estate cresce la voglia di un tuffo rinfrescante in piscina, ma prima di entrare in acqua è bene prestare attenzione al dosaggio del cloro. Il disinfettante è indispensabile per mantenere l’acqua pulita e sicura, ma un utilizzo scorretto può causare effetti indesiderati, talvolta anche gravi, soprattutto nei bambini e nei soggetti più sensibili.

I segnali di troppo cloro in piscina: come riconoscerli

Quando la concentrazione di cloro supera i livelli raccomandati, possono emergere diversi segnali, sia visivi che fisici. L’acqua, ad esempio, può apparire torbida o assumere tonalità insolite, talvolta con la comparsa di leggere macchie giallastre sulle superfici. Anche l’odore è un indicatore importante: se un lieve sentore di cloro è normale, un odore intenso e pungente può indicare un dosaggio eccessivo.

A questo si aggiungono i sintomi fisici nei bagnanti, come bruciore agli occhi, arrossamenti cutanei, prurito o difficoltà respiratorie, che rappresentano segnali da non sottovalutare e che dovrebbero portare a un immediato controllo dei parametri chimici dell’acqua.

Gli effetti dell’intossicazione da cloro: cosa può succedere

L’inalazione o il contatto con acqua contenente troppo cloro può causare sintomi di diversa gravità. Tra gli effetti più comuni si segnalano:

Sono sintomi che si manifestano generalmente in presenza di concentrazioni elevate di cloro libero (oltre 3-5 ppm) o cloro combinato (oltre 0,8 ppm), in ambienti scarsamente ventilati o in seguito a malfunzionamenti tecnici.

Le concentrazioni ideali di cloro e i valori da non superare

La normativa italiana stabilisce per le piscine pubbliche una concentrazione di cloro libero tra 0,7 e 1,5 ppm e di cloro combinato non superiore a 0,4 ppm. Per le piscine private si adottano linee guida simili, con un limite massimo consigliato di 1,5 ppm.

Superare questi valori espone i bagnanti a reazioni fastidiose e, in casi estremi, pericolose. È quindi essenziale misurare regolarmente i livelli e intervenire tempestivamente in caso di eccesso.

Come misurare il livello di cloro in piscina in modo affidabile

Per controllare con precisione il livello di cloro libero e il pH dell’acqua, esistono diverse soluzioni, più o meno accurate a seconda dello strumento utilizzato. I metodi più semplici e accessibili sono i kit a reagenti liquidi e le strisce reattive: i primi offrono una buona precisione ma richiedono attenzione nell’esecuzione e nella lettura, mentre le seconde consentono un controllo rapido ma meno accurato, poiché basato sull’interpretazione soggettiva dei colori.

Per misurazioni più affidabili, si possono utilizzare strumenti digitali portatili, come i fotometri, che forniscono letture numeriche più oggettive e dettagliate. Esistono infine sistemi di monitoraggio intelligenti, installabili direttamente in vasca, che rilevano in tempo reale i principali parametri (cloro, pH, temperatura, salinità) e inviano notifiche a un’app collegata. 

Cosa fare se il cloro è troppo alto: ridurre la concentrazione

Una volta accertato che il livello di cloro libero supera i 3 ppm, è opportuno utilizzare un neutralizzatore liquido di cloro o bromo, in grado di abbassare rapidamente la concentrazione e rendere l’acqua nuovamente sicura per la balneazione.

In alternativa, si può anche attendere il naturale abbassamento dei livelli attraverso l’esposizione della piscina al sole e alla ventilazione, ma questa soluzione richiede tempo e condizioni meteorologiche favorevoli.

Un’altra opzione è scaricare parte dell’acqua clorata (con l’uso della pompa dosatrice) e reintegrare con acqua pulita. In ogni caso, è fondamentale evitare la balneazione fino a quando i livelli non saranno tornati entro i limiti consigliati.

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