Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it
La stabilità di un edificio non si valuta solo dalle crepe visibili. A volte, lo stato di salute di una casa somiglia più a un male silenzioso: i segnali più seri possono nascondersi nei muri portanti, ossia lo scheletro dell’intero edificio. Definiti anche “muri maestri”, senza questi elementi una costruzione non potrebbe restare in piedi. Non sono muri che dividono (come i tramezzi) ma strutture che sostengono e reggono notevoli pesi.
Dalle meraviglie del passato ai grattacieli moderni, l’ossatura poggia sempre su delle strutture portanti capaci di distribuire i pesi. La loro importanza è talmente radicata nella cultura popolare che una “pietra angolare” viene citata anche nelle sacre scritture quale metafora di fondamento e compimento, immagine che i costruttori di ogni epoca hanno trasformato in realtà architettonica. Un errore di valutazione può compromettere la sicurezza di un’abitazione, per questo è importante riconoscerli, anche quando i segnali di usura non sono evidenti a un primo sguardo. Vediamo come.
Il muro portante è la spina dorsale di una costruzione. Se potessimo sezionare un edificio, si vedrebbe una rete di pareti che reggono solai e tetto, come uno scheletro che assorbe spinte laterali e convoglia tutto alle fondazioni. Questi sono i muri portanti: lavorano sui carichi verticali (peso dei solai, della copertura, delle persone e degli arredi) e sulle azioni orizzontali (vento e terremoti), garantendo stabilità all’insieme.
Non vanno confusi con i tramezzi, che sono semplici divisori interni, e nemmeno con le tamponature esterne, che chiudono l’involucro ma non portano peso.
La tradizione dei muri maestri è antica: gli Egizi impilavano blocchi di pietra monumentali, i Greci perfezionarono l’uso del mattone crudo, i Romani diffusero il “muro a sacco”, una combinazione di pietre e malta riempite di calcestruzzo che ha tenuto in piedi, per secoli, acquedotti e anfiteatri. Per riconoscerli, è importante prima capire come sono fatti.
Materiali e tecniche di costruzione possono cambiare a seconda dell’edificio. In genere, sono pareti massicce e continue che, dal basso verso l’alto, sorreggono la struttura. Si trovano murature in pietra o laterizio, blocchi in calcestruzzo, setti in cemento armato, e soluzioni in legno XLAM.
La loro resistenza si misura in kg/cm² o N/m² e dipende da materiale, spessore e progetto.
In un’abitazione civile, i muri portanti sono di solito quelli perimetrali, che sostengono l’edificio e lo proteggono dall’esterno, ma possono essere anche interni centrali per sorreggere travi e solai.
A differenza dei tramezzi, che si possono rimuovere o spostare senza conseguenze strutturali, i muri maestri hanno un ruolo insostituibile: reggere la casa. Nei condomini storici quasi tutte le pareti possono avere funzione portante, mentre negli edifici moderni in cemento armato lo scheletro è affidato a pilastri e travi.
Il primo indizio per riconoscerli si nasconde lungo il perimetro.
All’interno di una abitazione, i muri portanti possono essere le pareti centrali o quelle che coincidono con l’asse delle travi.
Nei palazzi multipiano sono allineati verticalmente dal piano terra al tetto, senza cambiamenti di posizione. Anche le pareti che ospitano scale o ascensori hanno spesso funzione portante.
Nelle case a due o tre piani, ambienti molto ampi possono essere tagliati da un muro centrale che aiuta a sostenere i solai.
Lo spessore è il primo segnale, ma non l’unico:
Per essere certi, si procede per tappe, come segue:
L’età della casa può definire meglio “l’identikit” del muro maestro. Ecco come distinguerli per tipologia di abitazione:
La planimetria di un edificio resta lo strumento più affidabile per individuare dei muri portanti: è il modo più sicuro per riconoscerli prima di avviare qualsiasi intervento edilizio. Sulle mappe sono disegnati con tratti più marcati e spessi. Osservando le tavole di progetto, si nota che questi muri corrono in verticale su più piani senza interruzioni. Nei documenti più tecnici, come i progetti strutturali depositati negli uffici tecnici del Comune, le indicazioni sono ancora più precise.
Alcuni indizi non sono immediatamente visibili, perciò non andrebbero trascurati i seguenti aspetti:
Se uno o più segnali si ripresentano, è il caso di procedere con una valutazione tecnica: solo un professionista può distinguere tra movimenti fisiologici e criticità strutturali.
La stabilità di un edificio non si valuta solo dalle crepe più o meno evidenti. I muri maestri possono cambiare per assestamenti, umidità, vibrazioni, piccoli lavori eseguiti altrove nello stabile. Vediamo come orientarsi nel tempo:
Su un muro portante non si può intervenire liberamente. Qualsiasi apertura, che sia una porta o una finestra, deve essere progettata da un tecnico e compensata con architravi, cerchiature o rinforzi. Abbatterlo del tutto senza permessi può compromettere la sicurezza dell’edificio, incorrendo in sanzioni.
Questi muri andrebbero piuttosto monitorati: eventuali crepe, cedimenti o infiltrazioni sono segnali da prendere sul serio. La normativa tecnica, aggiornata nel 2018, sottolinea quanto siano delicati questi elementi architettonici. Riconoscerli e prevenirne l’usura è il primo passo per vivere in una casa sicura.