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Quanto costa rifare un bagno
Ristrutturazione 4 ottobre 2024

Quanto costa rifare un bagno?


Vediamo quali sono i fattori da considerare per la ristrutturazione del bagno: i tempi e i costi medi, oltre che eventuali autorizzazioni necessarie.
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Silvia Bertuzzi

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

La ristrutturazione di un bagno è spesso un progetto affascinante, ma anche un investimento significativo; quanto costa rifare un bagno?

Vediamo insieme quali sono i fattori da considerare quando si decide di rinnovare uno dei luoghi più importanti della casa, come i costi medi associati a questo tipo di lavoro e quali permessi e autorizzazioni potrebbero essere necessari per portare a termine la ristrutturazione in modo legale. Ecco una guida alla ristrutturazione del bagno.



Quanto si spende per rifare un bagno?

I costi per la ristrutturazione del bagno non possono essere definiti in maniera fissa, in quanto possono variare in base a diversi parametri, come la grandezza dell’area da rinnovare o il tipo di ristrutturazione che si sceglie di attuare.

Infatti, nella ristrutturazione del bagno, esistono due principali approcci:

Sebbene, come abbiamo visto, i prezzi oscillino in base a diverse variabili (soprattutto le dimensioni del vano) il totale per la ristrutturazione di un bagno di dimensioni contenute si aggira tra i 2.500-3.00 euro. Naturalmente, all’aumentare delle dimensioni del bagno, il costo cresce in modo proporzionale, con un picco di circa 7.000 euro per bagni di oltre 6 metri quadrati.

Quanto tempo ci vuole per rifare un bagno completo?

In media, la ristrutturazione completa di un bagno richiede da 2 a 4 settimane per il completamento. La tempistica per la piastrellatura varia in base alle dimensioni del bagno, al tipo di piastrelle e alla complessità.

Solitamente, ci vogliono da 2 a 5 giorni per piastrellare un bagno di medie dimensioni, ma sfide come curve, nicchie o pareti irregolari possono prolungare i tempi.

Che permessi servono per rifare il bagno?

Quando si decide di ristrutturare un bagno, bisogna capire se il tipo di ristrutturazione scelta necessità di un tipo particolare di autorizzazioni e permessi. Se infatti vengono fatti dei cambiamenti strutturali al bagno, ad esempio per ampliarne la metratura o per crearne uno nuovo da zero, si ricade nella manutenzione straordinaria, che richiede il deposito di una pratica edilizia, la CILA (Comunicazione di inizio dei lavori asseverata) da parte di un professionista abilitato, con una documentazione dettagliata da presentare al Comune, il cui rilascio può richiedere fino a 60 giorni.

Questo tipo di documentazione, comunque, non è richiesta per interventi come riparazioni o sostituzioni di impianti, o per opere interne non visibili dall’esterno, come controsoffitti o pavimenti, a condizione che non coinvolgano la struttura portante dell’edificio. Infine, quando si effettuano lavori all’interno di unità immobiliari già accatastate che non modificano volumetria o destinazione d’uso, non è necessaria la CILA.

Come funziona il bonus bagno?

Fino a dicembre 2024, il Bonus Ristrutturazioni, offre detrazioni per spese specifiche legate alla straordinaria manutenzione, come il rinnovo e l’adeguamento degli impianti idrico-sanitari. Tuttavia, la semplice sostituzione dei sanitari non dà diritto a questa detrazione, a meno che non siano coinvolte anche modifiche agli impianti o l’eliminazione di barriere architettoniche per persone disabili.

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