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Alla scoperta dei Giardini Margherita, il parco cittadino più frequentato di Bologna
Bologna 27 luglio 2025

Alla scoperta dei Giardini Margherita, il cuore verde di Bologna


I Giardini Margherita sono il cuore verde di Bologna, il parco fu costruito tra il 1874 e il 1879 e intitolato alla Regina Margherita un anno dopo la sua visita in città.
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Vincenzo Borriello

Ex collaboratore esterno di Immobiliare.it

Nel cuore di Bologna, a pochi passi dal centro storico, si trova quello che può essere considerato a tutti gli effetti il polmone verde della città: I Giardini Margherita. Questa sorta di oasi nel bel mezzo della città, si estende per 26 ettari, uno spazio verde grande, costantemente frequentato dai cittadini e dai turisti.

Dove si trovano i Giardini Margherita di Bologna

All’interno del parco sono presenti servizi quali fontane, aree giochi per bambini, campi da tennis, pallavolo e basket. È possibile accedere al parco, aperto H24, dai seguenti ingressi:

I Giardini Margherita di Bologna e il progetto di modernizzazione della città

La realizzazione dei Giardini Margherita a Bologna sono il risultato di una volontà di modernizzazione urbana che caratterizzò la città in quel periodo. Fu così che nel 1868 il Comune di Bologna approvò l’acquisto del terreno dove poi sarebbe stato realizzato il parco. Al conte Angelo Tattini furono versate 150.000 lire per l’acquisto dell’appezzamento di terra che si trovava tra Ponte Castiglione e Porta Santo Stefano. Qui, fin dal ‘300 si trovava un convento delle Clarisse e una chiesa dedicata a Santa Chiara, poi distrutta verso la fine dell’800. L’operazione di compravendita fu completata e formalizzata nel 1874. 

Il progetto per il parco furono affidati al Conte Ernesto Balbo Bertone di Sambuy che seguì in prima persona l’esecuzione dei lavori. Il progetto prevedeva un giardino all’inglese che accostasse elementi naturali ad altri artificiali da scoprire durante la passeggiata. In questo modo si dava l’illusione di essere al cospetto di un luogo tanto naturale da sembrare selvaggio. Fu decisione del Conte Sambuy di costruire un laghetto artificiale alimentato dal Rio Cavallina.

Proprio durante i lavori di realizzazione del parco venne alla luce una necropoli etrusca, i tanti reperti recuperati sono oggi custoditi presso il Museo Civico Archeologico di Bologna. Di quell’importante ritrovamento è data memoria dalla ricostruzione di due tombe all’interno del parco.

L’inaugurazione del parco

Fu solo nel 1879 che si decise di intitolare il parco alla Regina Margherita, esattamente un anno dopo la visita che la reale fece alla città. Furono proprio i cittadini di Bologna, dopo quella visita, a chiamare il parco come Giardini Margherita. Da lì la delibera che ufficializzò il tutto. Dopo cinque anni di lavori, il 6 luglio del 1879 fu celebrata la cerimonia d’inaugurazione.

La centralità dei Giardini Margherita di Bologna nella vita dei cittadini si manifesta sin da subito con l’organizzazione di una serie di eventi e manifestazioni come l’Esposizione Emiliana d’Agricoltura e d’Industria nel 1888 che fu parte delle celebrazioni per il centenario dell’Università di Bologna, In quell’occasione all’interno del parco trovarono posto dei punti di ristoro. Fu installata una funicolare che metteva in collegamento il parco con la collina di San Bosco dove in quei giorni si svolgeva l’Esposizione Universale delle Belle Arti. Successivamente il parco ospitò concorsi ippici, gare automobilistiche e concerti.

Curiosità sui Giardini Margherita di Bologna

All’interno del parco è presente uno chalet, tuttavia questo non esisteva fino alla fine dell’800. In precedenza ce n’era un altro costruito in legno che però fu distrutto da un incendio. Al posto del vecchio chalet, nel 1894 fu costruito un palazzo Liberty con l’idea di farne un café-restaurant. Un tempo, quando il laghetto si ghiacciava, veniva usato come pista di pattinaggio. 

Per consentire anche alle signore di pattinare, venivano fatte accomodare su delle sedie dotate di pattini. Sulle sponde del laghetto furono costruite delle tribunette. Sul lago ghiacciato si organizzavano anche delle feste notturne che iniziavano alle 20:00 e terminavano alle 23:00. Il pattinaggio sul lago ghiacciato è andato avanti sino agli anni ‘40 poi si è smesso, probabilmente a causa di condizioni climatiche non più favorevoli.

La costruzione dei campi da tennis risale al 1902 quando nacque il Lawn Tennis Club di Bologna. Un gruppo di giovani appassionati di questo sport chiese e ottenne dal Comune la costruzione di tre campi da tennis rispetto ai quattro richiesti. Accanto ai campi fu costruito lo chalet per consentire ai tennisti di ristorarsi.

Inizialmente l’ingresso di Porta Castiglione non esisteva, fu aperto solo nel 1903. Nel 1917, per permettere ai bambini malati di studiare all’aperto, all’interno dei Giardini Margherita di Bologna furono inaugurate le Scuole Fortuzzi. Nel 1932 fu allestito un ippodromo che vi restò per 30 anni. 

Nel 1904 fu installata la gabbia dei daini e nel ‘39 furono portati al parco due cuccioli di leoni catturati in Etiopia, dono dei reduci della decima legio. Ai cuccioli furono dati i nomi di Reno e Sciascia. La gabbia fu dismessa negli anni ‘70.

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