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Quali sono le porte di Bologna?
Bologna 13 aprile 2025

Quali sono le porte di Bologna?


Alla scoperta delle porte di Bologna, antichi accessi alla città attraverso le mura medievali.
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Sara Mostaccio

Giornalista, collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Simboli della città e della sua storia, le porte di Bologna sono molto più che testimoni di un passato che si è fatto di pietra. Sono legami tra passato e presente, elementi di identità della città, la cui storia si è stratificata nel tempo, e tuttora punti di riferimento importanti per gli abitanti di Bologna. Passeggiare tra le sue porte e scoprirne storie, segreti e leggende, significa ripercorrere la storia stessa della città.

Bologna del resto è una città dai mille volti, nota per le sue torri e i suoi splendidi portici. Ma ad ogni angolo puoi respirare la storia, tra una via e la facciata di una chiesa, le facciate colorate e gli antichi varchi della città fortificata.

Le porte infatti sono quel che resta delle antiche mura medievali e raccontano molto storie. Di qui passavano i cittadini come i mercanti, i soldati come i contadini. Alle porte sono rimaste impigliate leggende e vicende collettive che hanno contribuito a scrivere l’identità del luogo. Scopriamo le dieci porte di Bologna ancora esistenti, le loro caratteristiche, curiosità e aneddoti.

Porta Maggiore

Noto anche come Porta Mazzini, questo varco è l’accesso orientale alla città e sorge lungo la storica via Emilia. È stata eretta nel XIII secolo e ha accolto sovrani, pontefici e altri personaggi illustri che giungevano in città.

Pur avendo subito numerose trasformazioni nel corso dei secoli, è ancora imponente come un tempo. Durante l’epoca medievale, si racconta che questa porta fosse uno degli snodi chiave del commercio del sale, che era considerato un bene molto prezioso.

Porta San Vitale

Questa porta si trova a est lungo la via che conduceva a Ravenna. Da qui entravano in città sia i mercanti che i pellegrini. Edificata nel XIII secolo, ha una struttura più semplice della porta precedente, ma non meno robusta. Un tempo qui si trovava anche un ponte levatoio che scavalcava il fossato difensivo.

Nei pressi sorgeva anche un ospedale per i viandanti, a testimonianza del grande afflusso di persone che passava di qui. Durante il Rinascimento qui passavano gli eserciti perché era la porta più vicina alle caserme. Secondo documenti d’archivio, era anche uno snodo strategico nel commercio di merci pregiate come i tessuti provenienti da Venezia.

Porta San Donato

Spostiamoci a nord-est della città per scoprire, Porta San Donato, anch’essa edificata nel XIII secolo. Si trattava della porta d’accesso principale per chi proveniva da Ferrara. Oggi ospita spazi espositivi e culturali ed perfettamente integrata nel tessuto urbano. Sono ancora visibili sulle mura i segni di uno scontro avvenuto qui nel 1512, durante l’assedio della città, tra le truppe francesi e quelle papali.

Porta Mascarella

Il nostro giro prosegue in senso antiorario spostandoci verso nord e verso Porta Mascarella. È considerata una delle più antiche di Bologna perché risale al XII secolo. Nonostante sia stata rimaneggiata più volte, ha mantenuto gran parte della sua struttura originaria.

Era utilizzata principalmente per il trasporto del sale, bene assai costoso e molto prezioso visto che si utilizzata per la conservazione a lungo termine degli alimenti. Secondo una leggenda locale, i contrabbandieri che dovevano entrare in città per vendere il sale sottobanco riuscivano a eludere i dazi nascondendolo in modo sempre molto ingegnosi.

Porta Galliera

Siamo adesso a nord-ovest per scoprire Porta Galliera, che in origine era collegata direttamente alla Rocca di Galliera, fortezza papale eretta nel XIV secolo e in seguito distrutta dai bolognesi in segno di ribellione contro il dominio pontificio. La porta fu testimone di numerosi scontri tra le fazioni cittadine.

Essendo molto vicina alla stazione ferroviaria, è oggi un punto di riferimento per chiunque arrivi in città. All’interno del fornice si trova una lapide che ricorda i bolognesi caduti durante l’insurrezione dell’8 agosto 1848 contro le truppe austriache.

Porta Lame

Sul lato occidentale della città sorge Porta Lame, nota per essere stata teatro di una importante battaglia nel corso della Resistenza. Era il 1944 quando i partigiani bolognesi affrontarono qui le truppe nazifasciste. Due statue in bronzo, che raffigurano un partigiano e una partigiana, sono state collocate nei pressi della porta per ricordare quell’evento.

Inoltre, ogni anno il quartiere organizza commemorazioni e iniziative culturali per ricordare quei giorni e ciò rende la porta un simbolo vivente della Bologna antifascista. La struttura attuale risale al XVII secolo e ha sostituito la precedente costruzione medievale, mantenendo però intatto il suo ruolo simbolico nella storia cittadina. 

Porta San Felice

Collocata a sud-ovest, Porta San Felice era l’ingresso per chi arrivava in città da Modena. Costruita nel XIII secolo, è particolarmente imponente grazie alla presenza di due torri laterali che un tempo ospitavano le guardie cittadine.

Durante il Medioevo era dotata di un ponte levatoio e di una saracinesca per garantire la difesa della porta. Secondo una leggenda era chiamata anche Porta della Guerra perché da qui passavano gli esercizi in marcia verso Occidente.

Porta Saragozza

Siamo giunti a sud, dove si trova Porta Saragozza, tra le più monumentali della città. Costruita nel XIII secolo, è il punto di partenza del portico più lungo del mondo, quello che conduce fino al Santuario della Madonna di San Luca.

Ogni anno migliaia di fedeli percorrono questo cammino in occasione della tradizionale processione che risale al 1433, anno in cui l’immagine della Madonna col Bambino, custodita nel Santuario della Madonna di San Luca sul colle della Guardia, fu portata in città per chiedere la fine di una lunga stagione di piogge che minacciava i raccolti. Da allora ogni anno, a maggio, l’icona viene portata in processione dal santuario fino al centro di Bologna, attraversando i 3796 metri di portico che unisce il colle alla città.

Porta Castiglione

A sud-est incontriamo Porta Castiglione, l’accesso per chi proveniva dall’Appennino. Costruita nel XIII secolo, è la porta adiacente al canale di Savena, che nel Medioevo era cruciale per alimentare i mulini cittadini. La vicinanza all’acqua ha fatto di questa porta un punto strategico per l’economia locale.

La zona circostante, oggi residenziale, era un tempo animata da mercanti e contadini diretti verso il centro. Secondo una leggenda un viandante trovò rifugio da una violenta tempesta nei pressi della porta grazie all’accoglienza di un mugnaio. Sorse così a una delle prime locande della città.

Porta Santo Stefano

Siamo infine tornati a est, dove si trova Porta Santo Stefano, tra le porte medievali di Bologna che si sono conservate meglio. Costruita nel XIII secolo, venne più volte ristrutturata e rinforzata, in particolare dopo i severi danni provocati dall’assedio del 1512.

La posizione in corrispondenza dell’antica via che conduceva a Firenze la rese un punto di passaggio importante per pellegrini e viaggiatori. È ancora oggi imponente, con splendide merlature restaurate a ricordarne le antiche funzioni difensive. Una tradizione popolare vuole che nei pressi della porta sia apparsa la Madonna a una giovane donna del quartiere e ogni anno questo eventi si ricorda con una piccola processione.

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