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Le giornate si accorciano, l’estate è ormai un ricordo e il freddo comincia a farsi sentire. Quando inizia ottobre, da un lato all’altro dell’Italia ci si inizia a chiedere quando si potranno accendere di nuovo i termosifoni per riscaldare le case. Non fanno eccezione gli abitanti di Bologna e dell’Emilia Romagna. Ecco la risposta e tutti i dettagli per accendere il riscaldamento secondo quanto previsto dalla legge e non incorrere in sanzioni.
La risposta a questa domanda non è univoca, ma cambia a seconda della zona geografica. Anzi, più precisamente a seconda della zona climatica.
In Italia le zone climatiche sono sei e suddividono il Paese a seconda delle condizioni climatiche di ogni città. Capita quindi che nella stessa regione convivano zone climatiche diverse: per esempio, in Piemonte i termosifoni si accendono prima nelle zone montane dove gli inverni sono più rigidi e poi a Torino e in altri capoluoghi.
Di seguito una tabella per riassumere i tempi e le modalità di accensione del riscaldamento.
| Zona | Città/Province principali | Periodo accensione | Ore giornaliere consentite | Data di spegnimento |
|---|---|---|---|---|
| A | Lampedusa, Linosa, Porto Empedocle | Dal 1° dicembre | Max 6 ore | 15 marzo |
| B | Agrigento, Palermo, Catania, Reggio Calabria | Dal 1° dicembre | Max 8 ore | 31 marzo |
| C | Napoli, Salerno, Cagliari, Taranto | Dal 15 novembre | Max 10 ore | 31 marzo |
| D | Roma, Firenze, Genova, Pescara | Dal 1° novembre | Max 12 ore | 15 aprile |
| E | Milano, Torino, Bologna, Venezia | Dal 15 ottobre | Max 14 ore | 15 aprile |
| F | Belluno, Trento, Cuneo | Nessuna limitazione | Nessuna limitazione | Nessuna limitazione |
Bologna fa parte della zona climatica E, come Milano, Torino e Venezia. Di conseguenza, nella zona i termosifoni si potrebbero riaccendere a partire dal 15 ottobre 2026 fino al 15 aprile 2027.
Tuttavia, in Emilia-Romagna sono state introdotte disposizioni specifiche sulle date di accensione degli impianti di riscaldamento, legate alle politiche regionali per il miglioramento della qualità dell’aria. In particolare, la Regione ha previsto il posticipo dell’accensione al 1° novembre nei Comuni appartenenti alle zone di Pianura Est, Pianura Ovest e dell’Agglomerato di Bologna.
La misura riguarda quindi anche Bologna, dove il riscaldamento potrà essere acceso a partire dal 1° novembre 2026. Il posticipo rientra nelle iniziative adottate per contenere le emissioni generate dagli impianti di riscaldamento durante la stagione invernale e contribuire alla riduzione degli inquinanti atmosferici.
Per la stagione termica 2026-2027, il riscaldamento domestico può rimanere acceso per un massimo di 14 ore al giorno, all’interno della fascia compresa tra le 5 e le 23.
Oltre al limite di funzionamento giornaliero, sono previste anche regole precise sulla temperatura massima degli ambienti:
La temperatura viene calcolata considerando la media ponderata dei valori rilevati nei diversi ambienti riscaldati della stessa unità immobiliare, quindi non è necessario che ogni singola stanza raggiunga esattamente lo stesso valore.
Queste disposizioni non riguardano tutte le tipologie di edifici. Sono infatti previste esenzioni per ospedali e case di cura, scuole e strutture destinate ad attività sportive, considerate le loro specifiche esigenze di utilizzo.
I limiti non si applicano inoltre agli edifici in cui il riscaldamento è prodotto interamente attraverso fonti di energia rinnovabile non emissive. Tra queste rientrano, ad esempio, solare termico, fotovoltaico, energia geotermica e pompe di calore, a condizione che siano sufficienti a coprire integralmente il fabbisogno di riscaldamento dell’edificio.