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Con l’arrivo dell’autunno, le temperature iniziano a diminuire e torna l’esigenza di riscaldare le abitazioni. Anche per il 2026 l’accensione degli impianti di riscaldamento in Toscana segue un calendario stabilito in base alla zona climatica di appartenenza dei Comuni.
Per sapere quando si può accendere il riscaldamento a Firenze e nel resto della Toscana, è quindi necessario considerare le date previste per ciascuna fascia e gli eventuali limiti relativi alle ore giornaliere di funzionamento. Scopriamo quali sono le regole per la stagione termica 2026-2027.
A Firenze e in Toscana, come nel resto d’Italia, l’accensione del riscaldamento non è una libera scelta, ma è regolata da precise norme nazionali e ordinanze comunali che tengono conto del clima locale e dell’efficienza energetica degli edifici.
Il fine è duplice: limitare i consumi energetici e ridurre le emissioni inquinanti, garantendo al tempo stesso il comfort termico dei cittadini. Ogni Comune, in base alla cosiddetta zona climatica di appartenenza (stabilita dal D.P.R. 412/1993 e dal D.P.R. 74/2013), ha un periodo preciso entro cui è consentita l’accensione degli impianti di riscaldamento, con un numero massimo di ore giornaliere.
Di seguito una tabella per riassumere i tempi e le modalità di accensione del riscaldamento.
| Zona | Città/Province principali | Periodo accensione | Ore giornaliere consentite | Data di spegnimento |
|---|---|---|---|---|
| A | Lampedusa, Linosa, Porto Empedocle | Dal 1° dicembre | Max 6 ore | 15 marzo |
| B | Agrigento, Palermo, Catania, Reggio Calabria | Dal 1° dicembre | Max 8 ore | 31 marzo |
| C | Napoli, Salerno, Cagliari, Taranto | Dal 15 novembre | Max 10 ore | 31 marzo |
| D | Roma, Firenze, Genova, Pescara | Dal 1° novembre | Max 12 ore | 15 aprile |
| E | Milano, Torino, Bologna, Venezia | Dal 15 ottobre | Max 14 ore | 15 aprile |
| F | Belluno, Trento, Cuneo | Nessuna limitazione | Nessuna limitazione | Nessuna limitazione |
La città di Firenze appartiene alla zona climatica D, come la maggior parte dei Comuni toscani situati in pianura o collina. Per questa zona, la normativa prevede che gli impianti possano essere accesi dal 1° novembre al 15 aprile, per un massimo di 12 ore al giorno, distribuibili tra le 5:00 e le 23:00.
La temperatura massima consentita negli ambienti riscaldati è di 20 °C (con una tolleranza di +2 °C), mentre per edifici industriali e assimilabili il limite è di 18 °C (+2 °C di tolleranza). Queste restrizioni mirano a contenere i consumi energetici e ridurre le emissioni di CO₂, favorendo un uso più consapevole del riscaldamento domestico.
In altre aree della Toscana, come le zone montane (Casentino, Garfagnana, Mugello e Amiata), i Comuni rientrano nella zona climatica E, dove è consentito accendere il riscaldamento dal 15 ottobre al 15 aprile per un massimo di 14 ore giornaliere.
Al contrario, nelle aree costiere o più miti (Livorno, Grosseto, Versilia), classificate in zona C, il periodo di accensione si riduce: dal 15 novembre al 31 marzo, con un massimo di 10 ore al giorno.
Il regolamento nazionale consente ai sindaci di emanare ordinanze speciali in caso di condizioni meteo particolarmente rigide. In tali casi, l’accensione può essere anticipata o prorogata, ma per un tempo massimo pari alla metà delle ore giornaliere consentite.
A Firenze, ad esempio, negli ultimi anni è stata concessa la possibilità di accendere gli impianti anche dopo il 15 aprile, fino a 6 ore al giorno, qualora il freddo persistesse oltre la media stagionale.
Un utilizzo attento del riscaldamento può contribuire a contenere i consumi energetici e, di conseguenza, anche le spese in bolletta. Oltre a rispettare le disposizioni previste per la stagione termica, è possibile adottare alcune semplici abitudini che aiutano a utilizzare l’impianto in modo più efficiente e a mantenere una temperatura confortevole negli ambienti.