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Castello di Gradara
Italia 14 gennaio 2025

15 curiosità sulle Marche, una regione da scoprire


Alla scoperta della regione Marche attraverso 15 curiosità, tra bellezze naturalistiche, storia, leggende e tradizioni.
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Sara Mostaccio

Giornalista, collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Non c’è regione italiana che non custodisca bellezze naturalistiche, storiche e artistiche e così anche le Marche. Hanno molto da offrire per chi vuole scoprire un angolo d’Italia ricco di storia e meraviglie, tra dolci colline, castelli arroccati, borghi e delizie da gustare.

Ecco 15 curiosità sulle Marche per cominciare subito il vostro viaggio.

Una regione al plurale

Di tutte le regioni italiane, è l’unica con il nome al plurale. Dunque, perché le Marche hanno il nome al plurale?

Il motivo risale all’epoca di Carlo Magno quando in questa zona i feudi furono affidati a nobili marchesi e si chiamarono marchesati. Quando furono riuniti in un unico territorio, conservarono il nome al plurale.

Secondo un’altra interpretazione, il nome si farebbe risalire al termine germanico mark, in riferimento al confine: proprio qui terminava il Sacro Romano Impero.

Il castello di Paolo e Francesca

Il borgo di Gradara è coronato da un castello; è un luogo pieno di storie, ma una di esse è diventata particolarmente celebre perché narrata nel canto V dell’Inferno di Dante. È il racconto del tragico amore tra Paolo Malatesta e Francesca da Rimini.

Nel 1200 Paolo e Francesca si innamorarono e furono uccisi dal marito di lei. Francesca era stata data in sposa al poco fascinoso Giovanni Malatesta con un inganno. Non amava suo marito, come spesso accadeva nel caso dei matrimoni combinati.

Gradara

Qui ancora riecheggia la loro storia, che pur sembrando un racconto da romanzo è realmente accaduta, proprio in questo castello. Oltre a visitare le sale, con arredi del 1400 e 1500, imboccate il Sentiero degli Innamorati che corre intorno alla collina. Regala magnifici paesaggi sui dintorni.

Scoprire lo stemma delle Marche

Lo stemma delle Marche è stato ideato di recente, nel 1995, ma il simbolo utilizzato racconta una storia molto più antica: rappresenta un picchio e la M maiuscola. La M sta per l’iniziale della regione ma il picchio fa riferimento a un’antica leggenda.

Intorno al 1000 a.C. in questa zona giunse un gruppo di Sabini guidato da un picchio verde che mostrò loro la via attraverso l’Appennino. Qui fondarono la comunità dei Piceni, dal nome latino dell’uccello, picus.

Borghi più belli d’Italia: il primato alle Marche

Pur essendo stretto tra le montagne e il mare, il territorio delle Marche è zeppo di piccoli paesini che custodiscono antiche tradizioni, stradine acciottolate e un’atmosfera d’altri tempi. Non a caso è (insieme all’Umbria) la regione con il maggior numero di paesi che vantano il titolo di Borghi più Belli d’Italia.

Ne ha 31, un vero record.

Il vicolo più stretto d’Italia

Sono molti i paesi italiani a rivendicare questo primato, ma a quanto pare il vicolo più stretto del Belpaese si trova in un borgo delle Marche e precisamente a Ripatransone. Per la sua magnifica posizione, che regala panorami mozzafiato, il paese è noto anche come Belvedere del Piceno.

Di viette strette il paese ne ha parecchie, ma la più stretta di tutte misura appena 43 centimetri di larghezza nella sezione più ampia e soli 38 centimetri nel suo punto più stretto. Se passate di qui, è d’obbligo una foto mentre lo attraversate.

Ripatransone, vicolo più stretto d'Italia

La leggenda del Monte dell’Ascensione

Secondo una leggenda locale, bisognerebbe scalare il Monte dell’Ascensione almeno una volta nella vita. Chi non lo fa, è destinato a rinascere in forma di lumaca e scalarlo comunque, ma assai più faticosamente.

Niente paura, pare sia un obbligo prescritto solo per gli ascolani. Ma nel dubbio, se siete da queste parti una passeggiata male non fa. E regala un bellissimo panorama.

Dove nacque Raffaello

Tra gli artisti più amati del Rinascimento italiano, Raffaello Sanzio ebbe i suoi natali a Urbino che dal 1998 ha meritato un posto nelle liste del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Potete visitare la sua Casa Museo oltre alle altre bellezze della città, tra cui lo splendido Palazzo Ducale.

Oltre a essere un gioiello di architettura rinascimentale, il palazzo che fu residenza della famiglia Montefeltro oggi ospita anche un museo che riunisce capolavori dell’arte del tempo, tra cui alcune opere di Raffaello stesso.

La Spiaggia delle due Sorelle

A Sirolo, nel bellissimo Parco Regionale del Monte Conero, si trova una delle spiagge più belle delle Marche e d’Italia. Si raggiunge solo dal via e il nome è dovuto ai due faraglioni che svettano emergendo dall’acqua.

Secondo la leggenda, qui appariva ai marinai una splendida sirena che li ammaliava con il suo canto perché la seguissero in una grotta. Si tratta della Grotta degli Schiavi, davanti al Conero. La sirena, dopo averli attirati in questo luogo, li incatenava e li rendeva schiavi, torturandoli. Per punire la sua malvagità, fu trasformata in pietra e spaccata in due.

Le Lame Rosse, il Grand Canyon delle Marche

Nel cuore dei Monti Sibillini, non lontano dal Lago di Fiastra, si trova un luogo che sembra provenire dritto dritto dagli Stati Uniti e invece siamo al centro dell’Italia. Si chiama Lame Rosse ed è un paesaggio misterioso e affascinante modellato dal vento e dell’acqua nel corso dei secoli.

Qui si ergono pinnacoli e torri rocciose che creano un panorama davvero unico. Sembra di essere nel Grand Canyon.

Lame Rosse

La città di carta: una visita a Fabriano

A Fabriano la carta si produce sin dal Medioevo, quando la tradizione prese avvio. Da allora non si è mai interrotta. È un centro di produzione della carta tra i più antichi d’Itali, ma anche d’Europa.

A portare qui la tecnica di produzione furono gli arabi, ma poi a Fabriano fu migliorata. Gli artigiani locali apportarono grandi innovazioni come la pila idraulica, l’uso della gelatina animale e la filigrana. Dal 2013 Fabriano fa parte delle Città Creative UNESCO.

La tradizione delle olive all’ascolana

Le Marche sono una terra di delizie per via di un patrimonio enogastronomico tutto da esplorare. Le olive all’ascolana sono sicuramente in cima alla lista delle squisitezze da assaggiare. Sono tra i piatti simbolo della tradizione culinaria locale.

Come rivela già il nome, sono originarie della città di Ascoli Piceno. Si tratta di olive in salamoia farcite inventate nell’800 da un cuoco di una famiglia nobiliare che doveva smaltire la carne avanzata dalla ricca tavola dei padroni, in un’epoca in cui solo i nobili potevano permettersela.

Cosa c’entrano le Marche con i Pink Floyd

Uscito nel 2014, l’album “The Endless River” del leggendario gruppo dei Pink Floyd ha le Marche dentro. Come? Nella forma di una antica mappa del territorio inserita nel booklet del CD. La copertina e il booklet interno sono opera di Aubrey Powell, graphic designer storico del gruppo.

Powell ha spiegato che si è trattato di una scelta del tutto casuale: durante le sue ricerche l’ha trovata, gli è piaciuta e ha deciso di usarla.

I luoghi di Silvia (sì, c’entra Leopardi)

Nato a Recanati, nel maceratese, Giacomo Leopardi ha descritto nelle sue poesie le dolci colline che vedeva tutti i giorni da casa sua. Oggi è possibile visitare i luoghi di Silvia, la celebre poesia che tutto ricordiamo sin dalle scuole elementari.

Ma anche casa Leopardi e il noto “ermo colle” di un altro componimento.

Le Grotte di Frasassi

Sono tra le più famose grotte d’Italia e tra le più visitate. Parliamo delle Grotte di Frasassi, tra le grotte carsiche più belle d’Italia, che offrono un affascinante itinerario sotterraneo lungo 13 chilometri da percorrere scoprendo stalattiti, laghetti segreti, la mirabile Grotta del Vento e lo spaventoso Abisso Ancona.

Il Tempio di Valadier

A poca distanza dalle Grotte di Frasassi si trova un particolarissimo santuario costruito scavando la parete di una montagna. Contrasta con la roccia nuda che lo circonda, con la sua forma circolare e uno stile neoclassico.

Tempio di Valadier

È un luogo misterioso e affascinante, che sembra saltato fuori dalle pagine di un romanzo fantasy, ma risale al 1828. A volerne la costruzione fu Papa Leone XII.

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