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Andria
Italia 19 marzo 2025

Ad Andria si può percorrere la strada più stretta d’Italia


Nel centro storico di Andria, il Primo Vicolo San Bartolomeo è una delle strade più strette d'Italia. Scopriamo insieme la sua storia e quanto misura.
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Agnese Giardini

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Andria è una città ricca di storia, il cui centro antico conserva una rete di stradine e passaggi che rispecchiano la struttura urbanistica medievale. Tra queste c’è il Primo Vicolo San Bartolomeo, caratterizzato da dimensioni estremamente ridotte, tanto da essere considerato dai cittadini la strada più stretta d’Italia.

Il percorso si snoda tra edifici antichi e testimonianze architettoniche che raccontano secoli di trasformazioni urbane.


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Il Primo Vicolo San Bartolomeo: la strada più stretta d’Italia?

Con una larghezza di appena 42 centimetri nel suo punto più stretto e una lunghezza complessiva di 8 metri, il Primo Vicolo San Bartolomeo è un passaggio che incuriosisce visitatori e residenti. Il vicolo inizia nei pressi di Piazza Catuma e, attraversando via Vaglio e via Stefano Jannuzzi, si insinua tra le abitazioni storiche, fino a sbucare su Piazzetta Casalino.

Nonostante la sua particolare conformazione, il primato ufficiale della strada più stretta d’Italia appartiene al “Vicolo della Virilità” di Ripatransone, nelle Marche, largo 43 centimetri. Tuttavia, la comunità andriese ha da tempo avviato iniziative per ottenere un riconoscimento ufficiale per il vicolo cittadino, considerato ancora più stretto.

Un patrimonio da valorizzare tra storia e leggende

Il vicolo San Bartolomeo è parte di un tessuto urbano che custodisce tracce di epoche diverse. Oltre agli elementi architettonici medievali, il centro storico di Andria presenta testimonianze del XVIII e XIX secolo, come la Torre in Piazza Casalino, sopravvissuta al saccheggio francese del 1799.

Il vicolo è anche legato a figure storiche e religiose. Nel 1771, San Benedetto Giuseppe Labre visitò Andria e percorse le sue stradine, fermandosi in luoghi di culto e riposando sotto l’Arco Marchese. Le sue opere di carità, tra cui la donazione delle scarpe a una donna indigente, sono ancora oggi ricordate come esempio di umiltà e generosità.

Tra turismo e tutela: l’impegno della comunità andriese

Negli anni, il Primo Vicolo San Bartolomeo è diventato una meta di interesse per turisti e appassionati di storia locale. Nel 2014, è nato il “CoAdo” (Comitato di Adozione del Vicolo), un’iniziativa volta a sensibilizzare cittadini e istituzioni sull’importanza della conservazione di questo luogo.

Nonostante la sua notorietà, l’usura del tempo e alcuni atti di vandalismo hanno compromesso l’integrità del vicolo, richiedendo interventi di restauro. Tuttavia, grazie all’impegno degli andriesi, la stradina continua a rappresentare un simbolo identitario della città, capace di affascinare chiunque si avventuri al suo interno.

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