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Asinara, perché l'isola della Sardegna si chiama così?
Italia 18 agosto 2024

Asinara, perché l’isola della Sardegna si chiama così?


Andiamo alla scoperta di un'isola dal passato molto movimentato, oggi tornata a splendere con il suo Parco Naturale dell’Asinara ricco di flora e fauna.
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Agnese Giardini

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

L’Isola dell’Asinara, con una superficie di circa 52 km², è situata nel nord-ovest della Sardegna, all’interno del Comune di Porto Torres, in provincia di Sassari. Questa isola, che si affaccia sull’omonimo golfo, è un luogo di grande valore naturale e storico. Il suo nome attuale, “Asinara”, ha un’origine affascinante che affonda le radici nell’epoca romana, quando l’isola era conosciuta come “Sinuaria“, un termine che deriva dal latino “sinuosa”, in riferimento alla forma irregolare e frastagliata delle sue coste.

Evoluzione del nome

Nel corso dei secoli, il nome dell’isola si è evoluto, passando da “Sinuaria” ad “Asinara”. Questo cambiamento è legato alla presenza caratteristica di asinelli bianchi (o albini), una razza unica che ha popolato l’isola, conferendole il soprannome di “Isola degli Asini”. Questa denominazione non solo riflette la fauna locale, ma è anche divenuta simbolo dell’identità dell’isola stessa.

Le prime testimonianze umane

La presenza umana sull’isola di Asinara risale all’epoca neolitica. Le prime tracce di insediamenti umani sono state ritrovate a Campu Perdu, dove gli archeologi hanno scoperto una “domus de janas“, una tomba preistorica scavata nella roccia. Questi ritrovamenti indicano che l’isola era abitata fin dai tempi antichi, diventando un punto di interesse per le civiltà successive.

Periodo romano e oltre

Durante l’epoca romana, l’isola di Asinara divenne un punto strategico nel Mediterraneo. Grazie alla sua posizione, l’isola fu contesa e occupata da numerosi popoli, inclusi Romani, Fenici e Greci. Ogni civiltà lasciò il proprio segno, contribuendo a formare il patrimonio storico e culturale dell’isola.

Utilizzo sanitario e agricolo

Nel corso del XIX secolo, l’isola di Asinara venne utilizzata come stazione sanitaria di quarantena per i malati di colera. Successivamente, divenne una colonia agricola penale, destinata alla detenzione di prigionieri che lavoravano la terra. Questo utilizzo continuò fino alla Prima Guerra Mondiale, quando l’isola fu trasformata in un campo di concentramento e di cura per i prigionieri di guerra.

Il carcere di massima sicurezza

Nel 1977, l’Isola dell’Asinara assunse un ruolo cruciale nella lotta contro la criminalità organizzata, venendo designata come carcere di massima sicurezza. In questo periodo, l’isola divenne un luogo di detenzione per alcuni dei criminali più pericolosi e influenti d’Italia, tra cui membri di spicco della mafia e terroristi. Tuttavia, con il passare degli anni, l’isola iniziò un processo di rinascita, lasciandosi gradualmente alle spalle la funzione di penitenziario. 

Asinara oggi: un Parco Naturale

Dal 1997, l’isola è diventata un Parco Nazionale, proteggendo il suo patrimonio naturale e storico, e nel 2002 è stata istituita una vasta Area Marina Protetta intorno ad essa. Questo parco è rinomato per i suoi rari esemplari di flora e fauna, oltre che per i suoi splendidi paesaggi naturali. Gli asinelli albini, che hanno contribuito al nome dell’isola, tuttora presenti, costituiscono una delle principali attrazioni per turisti e visitatori.

La rinascita dell’isola

La trasformazione dell’Isola di Asinara in Parco Naturale, ha permesso di valorizzare il suo patrimonio storico e naturale. Il parco offre numerose attività per gli amanti della natura: percorsi di trekking, escursioni in bicicletta e visite guidate alla scoperta delle bellezze dell’isola. Grazie a queste iniziative, Asinara è diventata una meta turistica ambita.

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