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Casamassima, il paese azzurro in Puglia: storia e cosa vedere
Italia 15 agosto 2026

Casamassima, il paese azzurro in Puglia: storia e cosa vedere


Casamassima, in provincia di Bari, è famosa per il suo centro storico dipinto di azzurro: cosa vedere durante una visita tra storia e vicoli da fotografare.
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Roberta Favazzo

Giornalista, collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Casamassima è conosciuto come “paese azzurro” per le case del centro storico dipinte di celeste. Il colore risale al Seicento, quando il duca Odoardo Vaaz fece tinteggiare le abitazioni con calce mista ad un pigmento azzurro dopo un voto alla Madonna per proteggere il paese dalla peste. 

Se sei curioso di saperne di più, magari in vista di una prossima visita, ti consigliamo cosa vedere una volta qui (ma approfondiamo prima cosa nasconde la sua storia). 

Dove si trova Casamassima

Questo grazioso paese si trova in Puglia, in provincia di Bari, a circa 20 chilometri a sud del capoluogo, ai piedi delle Murge. È facilmente raggiungibile in auto tramite la Strada Statale 100 Bari-Taranto, ma anche in treno grazie alla linea delle Ferrovie Sud Est che collega Casamassima a Bari in pochi minuti. 

Potrebbe essere sia la meta ideale meta per una gita di un giorno che un punto strategico presso il quale alloggiare per visitare l’intera zona, data la sua vicinanza alla costa e al capoluogo pugliese.

Perché Casamassima si chiama Paese Azzurro?

Il soprannome “paese azzurro” nasce negli anni Sessanta, quando il pittore milanese Vittorio Viviani capitò per caso a Casamassima e rimase affascinato dalle tante sfumature di celeste che coloravano il centro storico. Colpito da quell’atmosfera così particolare, iniziò a dipingere il borgo nelle sue tele, richiamando nell’immaginario altri famosi borghi dalle tonalità blu, come Chefchaouen in Marocco.

Ma perché le case erano azzurre già prima dell’arrivo di Viviani? Secondo la tradizione più diffusa, tutto risale al Seicento, quando la peste stava mettendo in ginocchio Bari e i paesi vicini. Il duca Odoardo Vaaz fece un voto alla Madonna di Costantinopoli chiedendo di proteggere Casamassima dal contagio. Per ringraziarla, fece dipingere case, chiese e monumenti con la calce bianca mescolata a un pigmento azzurro, un colore che richiamava il manto della Vergine.

La calce, oltre ad avere un valore simbolico, aveva anche una funzione pratica: veniva usata per igienizzare gli ambienti e aiutare a contrastare la diffusione delle malattie, in un periodo in cui le epidemie erano frequenti. C’è poi un’altra spiegazione, meno conosciuta e meno accreditata, ma ancora raccontata dagli abitanti del paese: secondo questa versione, il colore azzurro deriverebbe dall’acqua usata per lavare i panni, a cui le donne aggiungevano una polvere azzurra che poi veniva riutilizzata per imbiancare le pareti delle case.

La storia di Casamassima

Le origini di Casamassima si perdono tra storia e leggenda. Secondo una leggenda locale, il nome deriverebbe da Quinto Fabio Massimo, generale romano detto il Temporeggiatore, che avrebbe fondato un accampamento nella zona. L’ipotesi più accreditata dagli storici, però, è di tipo etimologico, e fa risalire il nome a “casa grande” o “grande insediamento”. Il documento più antico che cita il paese risale a poco dopo l’anno 960.

Nel corso dei secoli Casamassima ha vissuto assedi, epidemie e numerosi passaggi di proprietà feudale. Nel 1609 il feudo passò alla famiglia Vaaz, di origine ebraico-portoghese, che ebbe un ruolo importante nella crescita del paese, sia dal punto di vista urbanistico che culturale. Nell’Ottocento il paese continuò a trasformarsi e arricchirsi di nuovi edifici, tra cui la Porta dell’Orologio (che citiamo a breve), realizzata nel 1841 su progetto dell’architetto Angelo Michele Pesce.

Cosa vedere a Casamassima

Una visita di Casamassima dovrebbe sicuramente iniziare dal suo borgo antico, fatto di vicoli, corti e “chiassi” (vicoli ciechi) lastricati in chianche, le grandi lastre di pietra calcarea locale utilizzate da secoli nelle costruzioni pugliesi per pavimentare strade, cortili e piazze. Da qui ci si può addentrare verso le tappe da includere in un tour della cittadina, come:

Tra le tappe meno battute dai soliti itinerari turistici vale la pena segnalare il Cimitero militare polacco, visibile dalla Statale 100 appena fuori dal centro abitato: è uno dei più importanti cimiteri militari polacchi in Italia, secondo per dimensioni solo a quello di Montecassino e ospita le tombe di circa 430 soldati caduti durante la Campagna d’Italia.

Interessante può essere anche approfondire il legame del paese con il poeta armeno Hrand Nazariantz, vissuto proprio a Casamassima, e fare tappa al Bar Libreria Macondo, punto di ritrovo per chi vuole rilassarsi.  

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