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Italia 22 aprile 2025

Cosa sono gli antichi tratturi del Molise


Sentieri millenari che trasudano secoli di storia e tradizione, per un itinerario in un’antica pratica pastorale: tutto sui tratturi dei Molise.
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Caterina Vasaturo

Giornalista, collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Nel silenzio delle colline molisane, tra il verde intenso delle praterie e l’orizzonte che sfuma tra monti e pianure, si nasconde un patrimonio che parla una lingua antica, fatta di passi, pascoli e racconti tramandati di generazione in generazione. I tratturi del Molise, seppur meno conosciuti rispetto ad altri luoghi iconici del nostro Paese, sono un viaggio nel tempo che collega passato e presente, tradizione e natura.

Queste autostrade verdi di rara bellezza, antichissimi sentieri erbosi larghi e rettilinei, utilizzati per secoli dai pastori durante la transumanza, sono oggi testimoni di un mondo che resiste, ma che, allo stesso tempo, si sta riscoprendo con occhi nuovi. Attraversando valli e montagne, i tratturi raccontano una storia di resilienza e adattamento, un cammino che va oltre la semplice funzione di via di passaggio, diventando simbolo di un legame profondo con la terra e le sue risorse. Un patrimonio da tutelare e valorizzare, non solo come memoria storica, ma come occasione di rinascita culturale, sociale e turistica. Scopriamo insieme la storia dei tratturi.

Origine e significato dei tratturi

La parola “tratturo” deriva dal latino tractoria, che a sua volta si collega al verbo trahere, cioè “trarre” o “trascinare”. Questo termine indicava originariamente il percorso battuto dal passaggio continuo degli animali e dei pastori.

I tratturi sono, infatti, strettamente legati alla transumanza, una pratica risalente all’epoca pre-romana, ma sistematizzata durante l’Impero Romano e istituzionalizzata nel Medioevo sotto il Regno di Napoli, che ne regolamenta l’uso attraverso leggi e tributi.

Nel corso dei secoli, questi percorsi hanno assunto un ruolo cruciale nell’economia delle regioni centro-meridionali d’Italia, soprattutto tra il XV e il XVIII secolo, quando la pastorizia transumante è una delle principali fonti di ricchezza per l’Abruzzo, il Molise e la Puglia.

I tratturi principali del Molise

Il Molise è attraversato da alcuni dei tratturi più importanti d’Italia, e si configura, quindi, come una regione strategica in questo antico sistema viario. I principali sono:

Questi percorsi, larghi fino a 111 metri, attraversano territori oggi spesso spopolati, ma un tempo animati da un’intensa attività umana legata al ciclo pastorale e alla vita rurale.

Un paesaggio culturale

I tratturi del Molise non sono solo antiche vie pastorali: costituiscono un vero e proprio paesaggio culturale. Lungo questi percorsi puoi, infatti, imbatterti in resti di antichi ricoveri, stazioni di posta, fontane, chiese rurali e borghi abbandonati. Inoltre, i tratturi seguono percorsi naturali suggestivi, tra colline, vallate e pianori, e offrono panorami di grande bellezza e una varietà di ecosistemi.

Camminare lungo un tratturo significa immergersi in un tempo sospeso, dove la modernità sembra lontana e ogni passo evoca un passato profondamente radicato nella terra. Questi sentieri sono oggi percorribili a piedi, in bicicletta o a cavallo, e stanno diventando sempre più un’attrazione per il turismo lento e responsabile.

La transumanza: tradizione e patrimonio

Dal 2019 la transumanza è stata riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, proprio grazie alla sua importanza storica, sociale e culturale. In Molise, ogni anno, alcuni allevatori ripropongono la transumanza “lunga”, percorrendo a piedi o a cavallo tratti di tratturo con le greggi, in un rito che unisce tradizione, spiritualità e amore per il territorio.

Questa pratica, oltre ad avere un significato simbolico, rappresenta anche un’occasione di promozione per i piccoli centri rurali attraversati, spesso colpiti dallo spopolamento e dalla crisi economica. Eventi legati alla transumanza attirano turisti, studiosi, documentaristi e curiosi, offrendo visibilità a luoghi altrimenti dimenticati.

I tratturi oggi: tra abbandono e riscoperta

Purtroppo, molti dei tratturi versano oggi in stato di abbandono. La mancata manutenzione, la crescita della vegetazione spontanea, l’abusivismo edilizio e l’assenza di una rete di valorizzazione coordinata mettono a rischio questo straordinario patrimonio. Tuttavia, negli ultimi anni sono nate diverse iniziative, promosse da enti locali, associazioni culturali e gruppi di cittadini, per recuperare e valorizzare i tratturi molisani.

Progetti di turismo esperienziale, cammini religiosi, percorsi enogastronomici e residenze artistiche stanno riscoprendo questi sentieri come spazi di incontro tra tradizione e innovazione. Inoltre, alcune tratte sono state inserite nei circuiti dei grandi cammini italiani, come la Rete dei Cammini o il Cammino della Transumanza.

Un’eredità da proteggere

I tratturi del Molise rappresentano una delle più antiche infrastrutture territoriali d’Europa ancora visibili, testimonianza di un’economia agro-pastorale sostenibile, che ha saputo convivere con l’ambiente in modo equilibrato per secoli. In un’epoca in cui si sta pian piano riscoprendo l’importanza della lentezza, del contatto con la natura e del turismo responsabile, i tratturi possono tornare a essere protagonisti, non più come vie del bestiame, ma come cammini del futuro.

Tutelare e valorizzare i tratturi significa salvaguardare non solo un sistema viario, ma anche una visione del mondo, un modo di vivere il territorio che mette al centro la relazione tra uomo, natura e memoria. Oggi che il ruralismo non è solo nostalgia, ma opportunità di rinascita, il Molise – con i suoi tratturi – può diventare un laboratorio di rigenerazione culturale e paesaggistica.

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