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Cosa sono i rifugi climatici per proteggersi dal caldo e in quali città si trovano
Italia 7 luglio 2025

Cosa sono i rifugi climatici per proteggersi dal caldo e in quali città si trovano


I rifugi climatici sono spazi pubblici freschi e accessibili pensati per affrontare le ondate di calore. Ecco dove trovarli e come funzionano.
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Agnese Giardini

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

I rifugi climatici sono luoghi pubblici o semi-pubblici concepiti per offrire protezione dalle ondate di calore, sempre più frequenti e intense a causa del cambiamento climatico. Si tratta di spazi freschi, accessibili e accoglienti dove la temperatura è mantenuta al di sotto dei livelli critici, offrendo sollievo soprattutto a soggetti vulnerabili come anziani, bambini, persone senza fissa dimora o con malattie croniche. I rifugi possono trovarsi all’interno di edifici pubblici, come biblioteche, musei, centri civici, o in spazi aperti con ombra e fontane, come i parchi pubblici.

A cosa servono e perché sono sempre più necessari

Le ondate di calore sono una delle principali minacce sanitarie legate alla crisi climatica. Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente (EEA), nel 2022 il caldo estremo ha causato circa 61.000 morti premature in Europa. In Italia, i dati dell’Istituto Superiore di Sanità mostrano che l’impatto maggiore si registra nelle città, dove l’effetto “isola di calore” peggiora le condizioni climatiche. I rifugi climatici servono quindi come misure di adattamento: riducono il rischio sanitario e promuovono l’inclusione sociale. 

Quali sono i requisiti minimi per essere definiti rifugi climatici

Non tutti gli spazi freschi possono essere considerati rifugi climatici. Per esserlo, devono soddisfare requisiti precisi, generalmente stabiliti dai comuni o dalle agenzie ambientali. Tra i criteri minimi rientrano:

Per questa funzione, vengono spesso privilegiati gli edifici pubblici già frequentati dalla cittadinanza, che permettono un uso multifunzionale e sostenibile.

Quante città italiane li stanno attivando nel 2025

Dopo le prime sperimentazioni a Bologna e Torino nel 2022, il Ministero dell’Ambiente ha incoraggiato le amministrazioni locali ad adottare linee guida comuni, anche grazie a fondi del PNRR e a programmi europei come LIFE e Horizon. Attualmente, sono oltre 30 le città italiane che hanno attivato o stanno mappando rifugi climatici sul proprio territorio, tra cui Milano, Roma, Firenze, Napoli, Padova, Genova, Palermo e Bari.

Bologna: mappa aggiornata e spazi disponibili

Bologna è stata tra le prime città italiane a dotarsi di una rete strutturata di rifugi climatici. Il progetto, attivo dal 2022, ha visto il coinvolgimento del Comune, dell’ARPAE Emilia-Romagna e dell’Università. Nel 2025, la mappa è stata aggiornata con 15 rifugi climatici, tra cui biblioteche, centri sociali, musei, sale d’attesa ospedaliere e alcuni parchi urbani. I rifugi sono riconoscibili grazie a una segnaletica con icona verde e QR code per accedere a informazioni in tempo reale. La lista completa è consultabile sul sito del Comune e sull’app “ClimaBO”.

Firenze: 44 rifugi certificati contro il caldo estremo

A Firenze, i rifugi climatici sono stati ufficializzati nel 2024 grazie a un protocollo d’intesa con la Fondazione CR Firenze e l’ASL Toscana Centro. Nel 2025, sono 44 i luoghi certificati: biblioteche comunali, chiese, centri anziani, cortili ombreggiati e aree verdi attrezzate. La città ha predisposto anche materiali informativi multilingue per turisti e residenti, con mappe cartacee disponibili nei centri informativi. I rifugi sono dotati di sedute, acqua gratuita, connessione Wi-Fi e assistenza di volontari nei periodi più critici.

Napoli: rifugi climatici diffusi tra piazze e parchi

A Napoli, pur in assenza di un piano comunale strutturato come quelli attivi in altre città italiane, è stata recentemente realizzata una mappatura partecipativa dei rifugi climatici urbani. Il progetto, lanciato nel luglio 2025, ha individuato circa 30 luoghi freschi distribuiti sul territorio cittadino. Tra questi ci sono parchi alberati come la Villa Comunale, il Parco Virgiliano, la Floridiana e i giardini di Palazzo Reale, oltre a spazi chiusi come biblioteche comunali e alcuni presìdi di quartiere. La mappa interattiva è disponibile online dal 1° luglio 2025 ed è consultabile gratuitamente tramite dispositivi mobili.

Milano: strategie alternative e spazi pubblici aperti

Milano non ha ancora istituito una rete ufficialmente denominata di rifugi climatici, ma ha implementato una serie di strategie diffuse di mitigazione del caldo urbano, con particolare attenzione all’accesso gratuito all’acqua e alla valorizzazione degli spazi pubblici. La città dispone attualmente di oltre 600 punti acqua tra fontanelle tradizionali e case dell’acqua, presenti nei parchi, nei quartieri residenziali e nei pressi dei mercati coperti. Le case dell’acqua permettono ai cittadini di rifornirsi gratuitamente di acqua naturale o frizzante, erogata a temperatura controllata.

Roma e Torino: biblioteche, parchi e nuove iniziative

A Roma, il piano per i rifugi climatici si concentra su biblioteche di quartiere, spazi parrocchiali e zone verdi come Villa Pamphilj e il Parco degli Acquedotti. Sono attivi anche centri anziani e municipi, che fungono da presìdi sanitari e sociali.

Torino, invece, ha mappato già dal 2023 oltre 120 spazi freschi pubblici, con l’iniziativa “Torino si rinfresca”. Il 2025 ha visto l’aggiunta di nuovi spazi nei mercati coperti e la sperimentazione di “isole climatiche mobili”, container climatizzati installati temporaneamente nei quartieri più densi.

Esempi europei e internazionali di rifugi climatici

A livello internazionale, i rifugi climatici sono al centro delle strategie di adattamento climatico. A Parigi, il progetto “Oasis” ha trasformato oltre 800 cortili scolastici in spazi freschi pubblici accessibili d’estate. A Barcellona, il programma “Refugis Climàtics” conta più di 200 spazi tra biblioteche, musei, centri civici e aree verdi.

Toronto, in Canada, attiva centri climatizzati nelle scuole e centri sociali ogni estate, mentre New York diffonde una mappa aggiornata dei “Cooling Centers” accessibili gratuitamente. In tutti i casi, la comunicazione tempestiva e il coinvolgimento delle comunità locali sono ritenuti fondamentali per il successo delle reti.

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