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Città di Castello
Italia 30 ottobre 2025

Cosa vedere a Città di Castello, perché è famosa e cosa vedere nei dintorni


Città di Castello unisce Rinascimento e contemporaneo: Fondazione Burri, palazzi Vitelli, Duomo, tartufo, eventi e gite nei dintorni.
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Agnese Giardini

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Adagiata nell’alta Valle del Tevere, al confine con Toscana e Marche, Città di Castello custodisce un patrimonio che intreccia Medioevo, Rinascimento e contemporaneità. La storia civile attraversa stagioni romane e longobarde, la vitalità del libero comune e le signorie, con i Vitelli a dare un’impronta rinascimentale decisiva. 

Scopriamo cosa vedere in questa località situata in provincia di Perugia e nei suoi dintorni.

I luoghi di Alberto Burri a Città di Castello

Il nome di Città di Castello è indissolubilmente legato ad Alberto Burri, tra i grandi protagonisti dell’arte del XX secolo. La Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri ha sede in un elegante edificio rinascimentale nel cuore storico in cui è possibile comprendere il percorso dell’artista, dagli sperimentali catrami ai sacchi, dai combustioni alle plastiche.

La visita prosegue agli Ex Seccatoi del Tabacco, imponente complesso industriale riconvertito in spazio museale: volumi monumentali, navate lunghe, pareti che esaltano cicli di grande formato degli ultimi decenni di produzione, installazioni e un’area multimediale che contestualizza metodo e poetica.

Piazza Gabriotti

Ampia e scenografica, Piazza Gabriotti è il baricentro urbano. Qui la Cattedrale impone la sua presenza, affiancata da palazzi civili.

Nel corso dell’anno, proprio nella piazza trovano spazio concerti, cerimonie e iniziative culturali che rinsaldano il rapporto tra comunità e patrimonio.

Pinacoteca Comunale di Palazzo Vitelli alla Cannoniera

Tra le attrazioni di Città di Castello c’è la Pinacoteca Comunale, ospitata nel raffinato Palazzo Vitelli alla Cannoniera, così chiamato per l’antico deposito di artiglierie su cui sorge. Il prospetto graffito, attribuito a Cristoforo Gherardi su disegno di Giorgio Vasari, introduce a interni ricchi di sale affrescate, scaloni e apparati simbolici ispirati alla cultura umanistica.

La collezione copre un arco ampio, dal Duecento al Novecento: tra i capolavori, lo Stendardo della Santissima Trinità di Raffaello, testimonianza preziosa della sua stagione giovanile in Umbria; poi Luca Signorelli, con un vigoroso Martirio di San Sebastiano, e presenze di Ghirlandaio, della Robbia, Ghiberti, Pomarancio, Santi di Tito. Completa il percorso un nucleo novecentesco che lega il museo alla produzione artistica locale.

Palazzo Vitelli a Sant’Egidio e i suoi giardini rinascimentali

Il ramo più monumentale della famiglia lasciò un segno anche nel grande Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, complesso signorile con un giardino all’italiana racchiuso tra le mura. Il rapporto tra architettura e natura qui è centrale: viali prospettici, aiuole disegnate, fontane e quinte verdi costruiscono un teatro all’aperto dove la vita cortigiana trovava rappresentazione.

Nei saloni, tracce di affreschi e decorazioni rinviano alla cultura artistica del Cinquecento, mentre la massa edilizia, compatta e misurata, racconta l’ambizione di una casata che guardava alle grandi corti italiane.

Cattedrale dei Santi Florido e Amanzio e Torre Cilindrica

Il Duomo, dedicato ai patroni Florido e Amanzio, sintetizza secoli di storia. Le origini medievali si innestano su rinnovamenti rinascimentali e rifacimenti seicenteschi, con una facciata sobria e interni scanditi da cappelle ricche di pale e arredi liturgici.

Accanto, la singolare torre cilindrica (raro esempio in Umbria, memore di modelli ravennati e paleocristiani) firma l’orizzonte urbano con un profilo immediatamente riconoscibile. Nella chiesa inferiore, con volte a crociera, sono custodite reliquie e memorie dei santi; il vicino Museo Capitolare conserva argenti, opere sacre e, in relazione al territorio, il celebre Tesoro di Canoscio, riferimento importante per la storia dell’oreficeria altomedievale.

Cosa mangiare a Città di Castello

In autunno, il tartufo bianco domina fiere e menù, profumando tagliolini, uova e carpacci. Tra gli antipasti si trovano crostini alla ghiotta, salumi e formaggi locali, bruschette con olio nuovo e funghi. Le paste fatte in casa sostengono ragù di cinghiale, sughi ai porcini e zuppe contadine; la carne, tra maiale e selvaggina, arriva in tavola con contorni di verdure di stagione.

E ancora, crostate con confetture, miele e il “tartufo” dolce completano un percorso che premia semplicità e materia prima. Oli extravergine umbri e vini del territorio accompagnano senza invadenza, valorizzando il carattere dei piatti.

Quanto costa vivere a Città di Castello

Secondo i dati di Immobiliare.it aggiornati a settembre 2025, il prezzo medio degli immobili residenziali in vendita nel Comune di Città di Castello si aggira intorno ai 1.344 €/m².

Per quanto riguarda gli affitti, il prezzo medio è di circa 7,74 €/m².

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