Giornalista, collaboratrice esterna di Immobiliare.it
Morano Calabro rientra tra i centri storici più rappresentativi della Calabria settentrionale. Inserito nel Parco Nazionale del Pollino e in provincia di Cosenza, sorge nell’alta valle del fiume Coscile, a ridosso delle grandi vette calabro-lucane e a pochi chilometri dal confine con la Basilicata.
Il centro storico si sviluppa lungo il pendio del Monte Pollino. Le abitazioni sono addossate le une alle altre e collegate da vicoli e scalinate che seguono l’andamento naturale del terreno e si affacciano sulla valle del fiume Coscile.
Un assetto urbanistico che racconta secoli di storia e che ha valso al borgo l’ingresso nel circuito de I Borghi più Belli d’Italia e la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.
Morano Calabro è noto per una configurazione urbana che, osservata a distanza, richiama la struttura di un presepe tradizionale. Le abitazioni, disposte a gradoni intorno ai ruderi del Castello Normanno-Svevo, creano un effetto scenografico continuo, accentuato dai tetti in coppi e dalla fitta rete di viuzze medievali.
Da qui nasce il soprannome di “Presepe del Pollino”, un appellativo che sintetizza bene l’identità del borgo.
Un’immagine diventa ancora più evidente in inverno, quando il centro storico ospita il celebre Presepe Vivente, considerato tra gli eventi natalizi storicamente più radicati del territorio regionale.

La rappresentazione si svolge prevalentemente nell’area della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo e nei rioni limitrofi, dove vengono allestite capanne, botteghe artigiane e spazi scenografici ispirati alla Palestina dell’epoca della Natività.
Tuttavia, il fascino di Morano non è legato solo alle tradizioni natalizie. In primavera, ad esempio, il territorio si trasforma grazie alla fioritura della lavanda nella frazione di Campotenese, spesso definita la “Provenza di Calabria”, mentre in estate e in autunno il borgo diventa punto di partenza per escursioni nel Pollino.
La visita del borgo si concentra quasi interamente nel centro storico, poiché le principali emergenze architettoniche, religiose e culturali si trovano a breve distanza tra loro. Per questo motivo, è possibile organizzare la visita a piedi.
Di seguito, i luoghi da vedere a Morano Calabro, elencati secondo un ordine funzionale alla visita.
Il castello occupa il punto più alto del borgo ed è costruito sui resti di un precedente avamposto romano. Di origine normanna, fu ampliato nel Cinquecento dalla famiglia Sanseverino. Danneggiato nel 1806, conserva oggi torri, murature e ampi spazi panoramici affacciati sulla valle del Coscile.

La collegiata presenta una cupola e un campanile rivestiti in maiolica giallo-blu, elementi distintivi visibili da diversi punti del centro storico. All’interno conserva opere di grande valore, tra cui la Madonna degli Angeli di Antonello Gagini e il Polittico Sanseverino di Bartolomeo Vivarini.

Fondata nel 1452, rappresenta uno degli esempi più interessanti di architettura tardo gotica in Calabria. Il soffitto ligneo carenato del XVI secolo costituisce uno degli elementi più rari dell’edificio.
È il quartiere più antico e caratteristico di Morano, un’area caratterizzata da vicoli stretti e da interventi di riqualificazione che ripercorrono la storia del quartiere. Nello stesso rione si trovano altri importanti luoghi di visita.

È la chiesa più antica del paese, risalente all’anno Mille. Al suo interno custodisce quattro sculture di Pietro Bernini, tra cui le statue dei santi Pietro e Paolo.
Il museo raccoglie utensili, costumi, arredi e strumenti legati alla civiltà rurale del Pollino. La visita permette di comprendere l’economia tradizionale del territorio.

È un progetto di recupero del centro storico che unisce museo naturalistico e ospitalità diffusa. Le collezioni illustrano flora e fauna del Parco Nazionale del Pollino e raccontano il rapporto tra uomo e ambiente.
Uno pazio dedicato all’artigianato locale, dove vengono riproposti antichi mestieri attraverso tecniche tradizionali. Rappresenta un punto di riferimento per la valorizzazione della cultura materiale del territorio.

Situato nella frazione di Campotenese, è visitabile soprattutto in primavera, durante la fioritura. I campi di lavanda hanno reso l’area una delle più frequentate del territorio nei mesi primaverili.
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