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Cosa vedere in Sabina: un itinerario tra borghi, storia e natura
Italia 3 agosto 2025

Cosa vedere in Sabina: un itinerario tra borghi, storia e natura


Famosa per la produzione dell’olio d'oliva, la Sabina è una regione storico geografica ricca di storia e bellissimi paesaggi, dove la natura domina.
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Vincenzo Borriello

Ex collaboratore esterno di Immobiliare.it

La Sabina è ubicata nell’Italia centrale, si trova tra Umbria, Lazio e Abruzzo; i suoi confini sono delimitati a sud-ovest dal Tevere e dal Nera, a nord-ovest dagli Appennini, a nord-est dall’Aniene ed a sud-est dal Cicolano. Questa regione storico-geografica, che prende il nome dell’antica popolazione dei Sabini, è attraversata dalla via Salaria, una via consolare romana tracciata proprio dai Sabini nel II° millennio a.C., soprattutto per il trasporto del sale. 

La via metteva in collegamento diretto Roma con l’antica Castrum Truentinum dove oggi si trova Porto d’Ascoli, famoso quartiere di San Benedetto del Tronto. La regione della Sabina è famosa anche per la produzione di un eccellente olio d’oliva DOP e più in generale per l’agricoltura. Altri prodotti d’eccellenza locale sono il grano e l’uva. Molto famosi sono anche i borghi della Sabina.

Le città e i borghi della Sabina

Rieti

Rieti è il cuore pulsante della Sabina, noto anche come “l’ombelico d’Italia”. La città, che è divisa negli antichi rioni di San Francesco, San Rufo, Santa Lucia e della Verdura, è custodita da mura medioevali ed è attraversata dal fiume Velino. Il centro cittadino può essere visitato comodamente a piedi. Affacciati su piazza Vittorio Emanuele II ci sono il Palazzo Comunale dove hanno sede il municipio e il Museo Civico

Sulla medesima piazza si affaccia anche Palazzo Dosi Delfini, sede della Sabina Universitas. Lungo via Garibaldi si trova il Teatro Flavio Vespasiano. Da vedere anche i resti di un antico ponte romano la cui costruzione risale al III° secolo a.C. Questo ponte faceva parte della via Salaria. Tante anche le architetture religiose di grande interesse come la Cattedrale basilica di Santa Maria Assunta (1109-1225) e la Basilica di Sant’Agostino risalente alla metà del XIII° secolo.

Casperia

Il borgo di Casperia (citato anche da Virgilio nell’Eneide) conta circa 1200 abitanti e si trova sulla cima d’un colle che si affaccia sulla valle del Tevere. Qui le tracce di un passato sono ancora ben visibili come le mura in opus reticulatum visibili in zona Paranzano, frammenti di ville rustiche datate al I° secolo a.C. La piazza principale del borgo è dedicata a San Giovanni Battista dove si trova una chiesa risalente al Medioevo.

Poggio Catino

A 387 metri sul livello del mare sorge Poggio Catino. C’è da fare una distinzione: pur essendo parte dello stesso comune, Poggio Catino e Catino sono due borghi ciascuno con il suo centro storico. Qui si trovano i resti del Castello di Catino che è lasciato a sé stesso. La visita è libera. Altri luoghi d’interesse sono la Torre Longobarda e il Palazzo Olgiati, senza dimenticare le Terme di Silla la cui costruzione dovrebbe risalire all’epoca Repubblicana di Roma.

Rocca Sinibalda

Altra cosa da vedere in Sabina è Rocca Sinibalda, un piccolissimo comune della provincia di Rieti che conta all’incirca 800 abitanti. Il paesino si trova nella valle del Turano. Da fonti storiche si apprende che nel 1085 il paese era feudo di Sinibaldo Sinibaldi. Elemento simbolo di questo luogo è Castello Cesarini, costruito per volere del cardinale Alessandro Cesarini il quale affidò il progetto all’architetto Baldassarre Peruzzi. Rocca Sinibalda rientra nella Riserva Naturale di Monte Navegna e Monte Cervia. La riserva si estende per 3563 ettari.

Collalto Sabino

Sono circa 400 gli abitanti di Collalto Sabatino, ma l’esiguità della popolazione non deve trarre in inganno perché questo paesino è un’altra cosa da vedere in Sabina. Siamo sempre in provincia di Rieti, su un rilievo montuoso a sud-est del lago del Turano, l’Abruzzo è lì a pochi chilometri. I borghi sono due: quello di Ricetto e quello di San Lorenzo. Le origini di Collalto Sabino risalgono all’epoca dei Longobardi. Simbolo indiscusso di questo luogo è il Castello Baronale.

La leggenda dell’ulivo

Da sempre la produzione d’olio caratterizza questa regione, ecco perché non si può lasciare la Sabina senza percorrere la cosiddetta “strada dell’olio”. A riguardo c’è una leggenda su un grande esemplare d’ulivo (altro 30 metri, con una circonferenza di 7 m.) che si trova nella tenuta dei fratelli Bertini a Canneto, frazione di Fara in Sabina, borgo di origine longobarda. Secondo la leggenda, sarebbe stato il secondo re di Roma, Numa Pompilio a piantarlo.

Sembra più plausibile che l’albero sia stato piantato dai monaci dell’abbazia di Favara, che qui avviarono la coltura degli ulivi verso l’anno Mille. In ogni caso, questo esemplare d’ulivo è considerato tra gli alberi più antichi d’Europa.

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