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le città di pianura
Italia 8 maggio 2026

Dove è stato girato “Le città di pianura”?


Tra Belluno, Venezia e la campagna trevigiana: ecco dove è stato girato Le città di pianura, il film vincitore di 8 David di Donatello 2026.
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Achiropita Cicala

Giornalista, collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Bar di provincia, strade deserte e notti infinite nella pianura veneta: Le città di pianura ha conquistato pubblico e critica trasformando il Veneto in uno dei grandi protagonisti del racconto. 

Il road movie diretto da Francesco Sossai, premiato ai David di Donatello 2026 con otto statuette, segue un viaggio fatto di ironia, malinconia e incontri casuali, attraverso luoghi autentici e lontani dalle classiche cartoline turistiche.

Da Belluno fino a Venezia, passando per ville storiche e paesaggi immersi nella pianura veneta, il film con Sergio Romano, Pierpaolo Capovilla e Filippo Scotti accende i riflettori su posti poco raccontati dal cinema italiano.

Scopriamo dove è stato girato Le città di pianura e di cosa parla.

Di cosa parla “Le città di pianura”: trama del film di Francesco Sossai

Le città di pianura racconta la storia di Carlobianchi e Doriano (Sergio Romano e Pierpaolo Capovilla), due cinquantenni spiantati che passano le notti guidando senza una meta precisa nella pianura veneta. Li muove sempre la stessa ossessione: continuare a macinare chilometri inseguendo l’ennesima bevuta prima del mattino.

Durante uno di questi viaggi incontrano Giulio (Filippo Scotti), un giovane studente di architettura introverso e molto diverso da loro. Eppure proprio quell’incontro casuale cambia lentamente gli equilibri del gruppo. 

Notte dopo notte, Giulio si lascia trascinare nel mondo disordinato dei due uomini e inizia a guardare il mondo, i rapporti umani e perfino il futuro con occhi diversi.

Dove è stato girato “Le città di pianura”: tutte le location del film

Uno degli aspetti più affascinanti del film riguarda senza dubbio le ambientazioni. Le città di pianura attraversa diverse province del Veneto mostrando paesi di provincia, architetture storiche e scorci urbani meno turistici del Nord-Est.

Sedico, Feltre e Cesiomaggiore in provincia di Belluno

Una parte importante delle riprese del film si è svolta nel Bellunese, tra Sedico, Feltre e Cesiomaggiore. Qui Francesco Sossai ambienta alcune delle sequenze più notturne e silenziose della pellicola, usando strade provinciali, parcheggi vuoti e paesaggi avvolti dalla quiete della notte.

Feltre, soprattutto, regala al film un’atmosfera sospesa tra passato e presente, mentre Cesiomaggiore contribuisce a creare quella dimensione lenta e malinconica che accompagna i protagonisti durante il viaggio.

Cadoneghe e Villa Roberti di Brugine in provincia di Padova

Tra le tappe più riconoscibili del film c’è poi Villa Roberti di Brugine, in provincia di Padova. La residenza cinquecentesca compare durante una delle scene più particolari della storia, quando i protagonisti si improvvisano architetti nel tentativo di scroccare un altro bicchiere.

Villa Roberti è una storica dimora voluta dai conti Roberti e progettata da Andrea da Valle. Il celebre salone affrescato tra il 1553 e il 1554 da Paolo Veronese e Giambattista Zelotti è considerato uno degli esempi più importanti del Rinascimento veneto.

Nel film, però, la villa non appare come un luogo museale distante, bensì come uno spazio vivo e quasi surreale. Proprio qui Giulio osserva i cosiddetti “Capricci della Scuola Veronese”, soffermandosi sull’idea di un paesaggio immaginario che unisce montagne e laguna senza le città di pianura nel mezzo.

Anche Cadoneghe entra nel racconto attraverso strade periferiche e ambienti quotidiani che rendono ancora più autentica l’atmosfera del film.

Noale, Chioggia e Venezia 

Il viaggio dei protagonisti prosegue poi nella provincia veneziana, con tappe a Noale e Chioggia. Le riprese de Le città di pianura arrivano anche nella stessa Venezia, in particolare nel sestiere di Santa Croce e nell’area del Campo dei Tolentini

Le altre location a Treviso

Le scene finali di Le città di pianura si spostano nella campagna trevigiana, dove Francesco Sossai ambienta uno dei momenti più intensi del film. 

Qui i protagonisti arrivano al Memoriale Brion di San Vito d’Altivole, complesso funerario monumentale progettato da Carlo Scarpa, oggi gestito dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano.

Nel film Giulio visita insieme a Carlobianchi e Doriano anche la tomba dello stesso Scarpa, che volle essere sepolto proprio al confine tra il memoriale privato e il piccolo cimitero pubblico del paese. La location accompagna così la parte più riflessiva del road movie, chiudendo il viaggio con immagini silenziose e contemplative.

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