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Dove si guadagna di più in Italia? Le tabelle di regioni e province con lo stipendio più alto
Italia 31 marzo 2025

Dove si guadagna di più in Italia? Le tabelle di regioni e province con lo stipendio più alto


I numeri del divario Nord-Sud: stipendi e costo della vita per provincia e regione. Tracciamo il profilo diseguale dell’Italia al lavoro.
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Nicola Teofilo

Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Quanto guadagnano davvero gli italiani? E dove si trovano le buste paga più corpose? Ogni anno milioni di lavoratori ricevono stipendi molto diversi tra loro, a seconda della zona in cui vivono. Milano e Vibo Valentia, ad esempio, sembrano due mondi paralleli.

Per tracciare il profilo diseguale del lavoro in Italia occorrono numeri precisi e aggiornati. Quindi, analizziamo i dati ufficiali dell’INPS, che fotografano le reali diseguaglianze territoriali del nostro Belpaese.

Quanto guadagna in media un italiano?

Nel 2023 la retribuzione media lorda mensile è stata di 1.820 euro. L’importo annuale complessivo erogato ai lavoratori dipendenti privati è stato pari a 411 miliardi di euro, distribuito su circa 17,4 milioni di lavoratori. Va sottolineato che il 60% del monte salari è concentrato al Nord, a conferma del divario strutturale tra le diverse aree geografiche.

Qual è un buono stipendio in Italia?

Definire un “buono stipendio” è complicato, perché dipende da fattori soggettivi e territoriali. Tuttavia, possiamo dire che in Italia un lavoratore con una RAL (Retribuzione Annua Lorda) di oltre 35.000 euro è considerato sopra la media. Il netto mensile si aggira attorno ai 2.000 euro. 

Per un impiegato medio si parla invece di circa 1.800 euro netti al mese, mentre per un operaio si scende a 1.500. 

All’estero le cifre sono ben diverse: a Berlino si vive bene con 3.600 euro netti al mese, a Londra con oltre 3.900. Mentre in Italia, dove il costo della vita continua a salire, uno stipendio “buono” è quello che garantisce sicurezza abitativa, possibilità di risparmio e una certa serenità familiare.

Gli stipendi in Italia Regione per Regione

La classifica delle retribuzioni medie lorde mensili per regione vede in testa la Lombardia (2.254 euro), seguita da Emilia-Romagna (1.960) e Piemonte (1.957). In fondo troviamo la Calabria (1.181 euro), la Sicilia (1.318) e la Campania (1.347). Il gap tra Nord e Sud arriva a quasi 9.000 euro lordi all’anno

RANKREGIONI E RIPARTIZIONIRETRIBUZIONI ANNUE 2023 (MLN €)NR. LAVORATORI 2023RETRIBUZIONE MEDIA MENSILE 2023 IN €*VAR. % RETRIBUZIONE MEDIA LORDA MENSILE (2023/2022)
1Lombardia108.9453.717.5702.254+3,3
2Emilia-Romagna40.2711.580.1161.960+3,6
3Piemonte32.8801.292.3621.957+3,6
4Veneto41.9081.711.0071.884+3,3
5Trentino-Alto-Adige9.742400.1111.873+4,2
6Friuli-Venezia Giulia9.083375.2841.862+3,8
7Lazio42.7001.766.7011.859+4,1
8Liguria10.048431.0331.793+3,3
9Toscana25.6121.144.0161.722+3,5
10Umbria4.856231.3251.615+3,8
11Marche9.712463.4551.612+3,3
12Valle d’Aosta82741.5221.532+2,1
13Abruzzo7.016357.9941.508+4,3
14Basilicata2.226119.4861.433+6,1
15Molise1.09760.4071.397+4,6
16Sardegna6.608374.5251.357+3,9
17Puglia15.423874.7841.356+3,9
18Campania21.5991.233.9121.347+3,6
19Sicilia15.247889.7891.318+3,7
20Calabria4.706306.5401.181+2,5
Estero80010.6625.769+4,0
TOTALE411.30417.382.6011.820+3,5
Nord ovest152.7005.482.4872.142+3,3
Nord est101.0044.066.5181.911+3,6
Centro82.8803.605.4971.768+3,8
Mezzogiorno73.9204.217.4371.348+3,8

*Retribuzione mensile lorda calcolata rapportando quella annua a 13 mensilità.

Dove si guadagna di più in Italia?

Il primato va a Milano, dove nel 2023 lo stipendio lordo medio mensile è stato di 2.642 euro. Seguono Monza-Brianza, Parma, Modena e Bologna, tutte sopra i 2.100 euro. Tuttavia, è importante considerare il costo della vita in queste aree. Ad esempio, a Milano il costo medio mensile per una persona è di 1.898 euro, mentre a Bologna è di 1.466 euro. Questo significa che, nonostante gli stipendi più alti, il potere d’acquisto potrebbe essere ridotto a causa delle spese quotidiane elevate.​

RANKPROVINCERETRIBUZIONI ANNUE 2023 (MLN €)NR. LAVORATORI 2023RETRIBUZIONE MEDIA MENSILE 2023 IN EUROVAR. % RETRIBUZIONE MEDIA LORDA MENSILE (2023/2022)
1Milano55.1101.604.7072.642+3,3
2Monza-Brianza7.495259.9432.218+3,1
3Parma4.810172.5912.144+3,7
4Modena7.551272.8972.129+3,4
5Bologna10.786390.7592.123+3,7
6Reggio Emilia4.978184.8062.072+3,2
7Lecco2.803104.7362.059+2,8
8Torino18.412696.7452.033+3,9
9Bergamo10.083386.5692.006+3,2
10Varese6.799260.8962.005+3,5
11Bolzano5.556213.5352.002+4,3
12Trieste1.89473.0501.994+3,0
13Vicenza8.034313.2031.973+3,2
14Genova6.457252.4121.968+3,3
15Padova8.245323.4911.960+3,5
16Lodi1.49458.6631.958+2,7
17Treviso7.667302.3341.951+3,4
18Roma36.2801.434.3371.946+4,2
19Novara2.886114.3031.942+2,9
20Biella1.18847.7341.915+4,0
21Cremona2.543102.7851.903+2,8
22Pordenone2.41897.9611.899+3,0
23Alessandria2.866116.1381.899+3,1
24Vercelli1.14346.3171.898+3,3
25Brescia10.801439.2821.891+3,2

In quali province si guadagna meno?

Le aree con gli stipendi più bassi sono Nuoro, Cosenza e Vibo Valentia, dove si scende sotto i 1.150 euro lordi. Tuttavia, il costo della vita in queste province è generalmente più contenuto. Ad esempio, a Reggio Calabria il costo medio mensile per una persona è di 855 euro, mentre a Cosenza è di 929 euro. Ciò implica che, nonostante la paga mediamente più bassa, il potere d’acquisto potrebbe sembrare relativamente equilibrato rispetto alle spese quotidiane, al netto degli aumenti che sono diseguali tra Nord e Sud, e in costante mutamento. 

Mappa provinciale delle retribuzioni medie lorde mensili (anno 2023)
Mappa provinciale delle retribuzioni medie lorde mensili (anno 2023)
Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati INPS con software Qgis
Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati INPS con software Qgis

Perché in Italia gli stipendi non crescono

Il sistema retributivo italiano soffre da decenni di rigidità e scarsa capacità di adattamento. I Contratti Collettivi Nazionali (CCNL), pur garantendo diritti minimi, non riescono ad allineare i salari alle differenze locali di produttività, inflazione e costo della vita. Inoltre, solo una minoranza di imprese adotta contrattazioni di secondo livello, che potrebbero aumentare i salari reali. A questo si aggiungono l’alta incidenza dei contratti a termine, il peso delle piccole imprese e la concentrazione geografica delle grandi aziende. 

Al netto dei numeri, l’Italia risulta nel 2025 tra i pochi Paesi OCSE in cui i salari reali sono più bassi rispetto al 2008. L’effetto combinato di inflazione, stagnazione della produttività e ritardi nei rinnovi contrattuali ha penalizzato i lavoratori. Nel 2024, però, si è registrato un primo segnale positivo: gli stipendi medi sono aumentati più del costo della vita, anche se la strada verso stipendi davvero adeguati e uniformi è ancora lunga.

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