Ex collaboratrice esterna di Immobiliare.it
Il ladino è una lingua romanza, ossia derivata dal latino, appartenente, insieme al romancio e al friulano, al gruppo delle lingue retoromanze – il cui nome deriva dall’antica regione della Rezia di epoca preromana e romana – utilizzate nelle Alpi centro-orientali.
Questa parlata è sopravvissuta in alcune aree dell’Italia e viene ancora parlata da circa 30.000 persone. Vediamo qual è la sua origine e dove si parla il ladino.
Questa lingua nasce dalla fusione tra il linguaggio dei Reti, una popolazione che abitava le Alpi centro-orientali tra le attuali Italia e Austria, che costituisce il substrato linguistico, e il latino, la lingua dei Romani, che conquistarono questi territori intorno al I secolo a.C.
La lingua si è così evoluta in modo autonomo rispetto alle lingue circostanti, in primis l’italiano. Si è mantenuta attraverso i secoli come lingua parlata grazie alla posizione isolata del territorio, dovuta alla presenza di montagne e vallate difficilmente raggiungibili.
Si stima che siano circa 30.000 le persone che oggi la utilizzano attivamente, anche se la popolazione di cultura ladina è di circa 90.000 persone.
L’area in cui si parla il ladino è un’isola alloglotta, cioè un territorio in cui la popolazione parla un idioma diverso rispetto a quello prevalente nelle zone circostanti.
Questa lingua, che presenta diverse varianti locali, attualmente si parla in alcune zone del Trentino, dell’Alto Adige e del Veneto, per un totale di circa 50 comuni. I luoghi in cui è usato il ladino sono:
Le comunità ladine hanno ottenuto il riconoscimento giuridico e in quanto minoranze linguistico-culturali sono tutelate.
Nelle province di Bolzano e di Trento la lingua ladina è riconosciuta come lingua ufficiale e prevista nell’insegnamento scolastico.