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Dove si trova il mare più pulito d'Italia?
Italia 25 giugno 2025

Dove si trova il mare più pulito d’Italia?


Il mare italiano è tra i più puliti d’Europa, con acque eccellenti in crescita, fiumi e laghi sempre più balneabili. La stagione balneare 2025 comincia tra conferme e sorprese.
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Nicola Teofilo

Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Oltre il 95% del mare italiano è classificato come “eccellente”. È il dato più alto mai rilevato, secondo il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa), che ogni anno monitora la qualità delle acque di balneazione lungo le nostre coste.

Con più di 5.300 chilometri analizzati, l’Italia si conferma così tra i Paesi europei più virtuosi, con una qualità in crescita costante dal 2023, mentre le acque giudicate “scarse” sono scese sotto l’1%.

Alcune regioni italiane superano addirittura il 99% di acque eccellenti. Una, in particolare, guida la classifica da cinque anni consecutivi, grazie a un sistema di controllo capillare e a un impegno ambientale ben organizzato. Ma cosa rende davvero un’acqua eccellente e chi stabilisce se un mare è pulito lo decidono controlli rigorosi, regole europee e migliaia di analisi ogni anno. Vediamo come funziona.

Come capire se l’acqua del mare è inquinata?

Su molte spiagge italiane sventola Bandiera Blu, con voto “eccellente” nella classificazione della qualità dei mari. Questo risultato si può certificare grazie ad analisi precise e migliaia di campioni raccolti. Le Arpa regionali, coordinate da Snpa, monitorano lo stato delle acque attraverso due parametri microbiologici: la presenza di Escherichia coli e di enterococchi intestinali.

Nel 2024 i tecnici hanno effettuato oltre 22mila prelievi lungo le coste italiane e altri 2mila per monitorare lo stato dei fiumi e laghi, controllando anche la temperatura dell’acqua, la presenza di alghe, schiume anomale, colorazioni sospette o contaminazioni chimiche. In caso di irregolarità, vengono imposti divieti temporanei di balneazione.

Per i cittadini, è possibile verificare in tempo reale lo stato delle acque su due strumenti ufficiali: 

Qual è la qualità dell’acqua del mare in Italia?

I dati raccolti nel 2024 restituiscono la fotografia di uno stato dei mari italiani in ottima salute. Su 5.300 chilometri di costa monitorata (esclusa la Sicilia dove i controlli sono effettuati dal sistema sanitario regionale):

Una tendenza positiva, che si consolida di anno in anno, con lievi differenze tra zone che dipendono da fattori ambientali e dalla qualità della gestione locale, come depuratori, scarichi civili e foci fluviali

Dove si trova il mare più pulito in Italia?

Nel 2025, la classifica con la più alta percentuale di coste “eccellenti” vede ai primi posti le seguenti regioni:

Se consideriamo l’estensione in chilometri, la regina delle acque “eccellenti” è la Sardegna, con ben 1.391 km di costa. Seguono la Puglia con 880 km e la Calabria con 621 km.

Il primato pugliese dura da cinque anni: su circa 800 chilometri di litorale monitorato lungo il Tacco d’Italia, solo tre tratti non hanno ottenuto la classificazione massima, pur rientrando comunque nella fascia “buona”.

Le regioni italiane sono tutte virtuose

In nessuna regione italiana la qualità delle acque balneabili scende sotto il 90%. Un risultato che dimostra l’efficacia del sistema di monitoraggio ambientale anche nelle aree più urbanizzate o turistiche.

Oltre a Puglia, Friuli e Sardegna, si impongono anche Toscana, Liguria, Lazio e Campania, spesso premiate nelle guide Legambiente “Il mare più bello e Touring Club Italiano. A fare la differenza sono l’efficienza dei depuratori, il controllo degli scarichi e la collaborazione tra enti, istituzioni e cittadini.

Migliorano i laghi e i fiumi

Buone notizie arrivano anche dalle acque interne. In 11 regioni italiane si trovano tratti di fiumi e laghi balneabili, per un totale di 675 chilometri monitorati. Di questi:

Tra i laghi premiati figurano Molveno in Trentino, il Lago di Garda, il Lago Maggiore e il Lago del Mis; tutte località segnalate con le Cinque Vele per qualità ambientale e dei servizi. Anche in questo caso, i criteri di valutazione sono simili a quelli del mare, con un’attenzione particolare alla presenza di cianobatteri, alla temperatura e alla concentrazione di nutrienti.

Come si valuta la qualità del mare e i criteri scelti

Il sistema di classificazione delle acque italiane segue la direttiva europea 2006/7/CE, recepita in Italia con il Decreto Legislativo 116 del 2008. I principali parametri sono microbiologici (E. coli ed enterococchi), ma il controllo può estendersi anche a sostanze chimiche, fioriture algali e fenomeni visibili come chiazze oleose.

Tutte le classifiche sono aggiornate annualmente, sulla base di una media dei dati raccolti nelle quattro stagioni precedenti. I risultati sono pubblici, accessibili e verificabili da chiunque.

Inquinamento visibile: cosa si può capire a occhio nudo

Anche l’osservazione diretta può offrire indizi utili, ma serve attenzione. Alcuni fenomeni, come leggere schiume bianche vicino alla riva, colorazioni verdastre o presenza di alghe, sono spesso naturali e non indicano necessariamente inquinamento. La schiuma, ad esempio, può essere provocata dal moto ondoso o da residui organici presenti in natura.

Diverso il caso di chiazze oleose, schiume persistenti e dense, cattivo odore o moria di pesci: sono segnali d’allarme che dovrebbero attivare prelievi straordinari da parte delle autorità.

Qual è il mare meno inquinato d’Italia?

I tratti di mare con la più bassa incidenza di acque “scarse” sono quelli che bagnano le coste del Sud Italia, tra il mare Ionio e il basso Adriatico. Puglia, Calabria e Sardegna vantano livelli di inquinamento prossimi allo zero.L’area con più criticità resta invece il litorale adriatico centrale, dove incidono la densità abitativa, le foci fluviali e una minore capacità di ricambio naturale delle acque. Ma anche qui, nel 2025, oltre il 90% delle zone balneabili ha ottenuto la sufficienza o l’eccellenza. Un risultato che conferma l’efficacia del sistema di sorveglianza ambientale italiano.

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