Il paese dei matti, sulle mappe Corinaldo, si trova nelle Marche in provincia di Ancona. Per gli amanti dei borghi storici italiani questo, eletto il più bello d’Italia nel 2007, va assolutamente inserito in un itinerario e visitato sia per la sua bellezza sia per la sua originalità. Non appena si arriva in prossimità del colle su quale sorge Corinaldo si viene accolti da caldi campi di girasoli e colorati vigneti che aprono la strada a un borgo dall’estetica tipicamente tardo medievale e rinascimentale.
Paese dei matti: perché si chiama così?
Il borgo offre una cerchia di muraria perfettamente intatta, tra le meglio conservate delle Marche, ma oltre alla bellezza del suo centro storico questo borgo va visitato anche per respirare le tante leggende che caratterizzano la sua storia. Leggende legate a diversi stravaganti personaggi che pare abbiano vissuto a Corinaldo in diverse epoche e ne abbiano in parte causato il soprannome di “paese dei matti e dei santi”.
Le memorie del Cavalier Nicola Bolognini Bordi
Una rappresentazione dell’originalità degli abitanti di questo borgo è l’opera intitolata “I matti di Corinaldo”, che lo scrittore Mario Carafòli scrisse nel 1977 prendendo spunto dalle memorie del Cavalier Nicola Bolognini Bordi.
Mescolando realtà e fantasia l’autore narra di diversi personaggi ispirati ai più caratteristici abitanti del luogo come:
- il signor Atavico che, appassionato di caccia, si svegliava all’una di notte per guardare il cielo e informare gli altri cacciatori della città sul meteo;
- il signor Gnecco che, ubriaco come al solito, un giorno si buttò nudo nella fontana rimanendo poi in prigione per 2 giorni;
- il signor Pietrino Del Mosciuto che protestò, scrivendo una lettera all’allora Presidente del Consiglio Francesco Crispi, perché l’Italia stava entrando in guerra senza che lui fosse stato interpellato;
- il signor Paolo Colombaroni, soprannominato Farinello, che scappò per arruolarsi con Garibaldi e che, successivamente, tornato a casa continuò a vestirsi con l’uniforme tutti i giorni.
A fronte di tutto ciò non stupisce venire a conoscenza del fatto che proprio a Corinaldo, dal 21 al 25 aprile ogni anno, si svolge la Festa dei Folli dove è possibile ottenere il “Passaporto da Matto”.
Cosa vedere a Corinaldo, il paese dei matti
Oltre alla bellezza di camminare in un museo a cielo aperto immersi nella storia vale la pena dedicare delle attenzioni in più al Pozzo della Polenta e al Cannone di Fico:
- il primo si trova in cima alla scalinata della Piaggia ed è legato a una delle leggende più antiche della città. Una notte d’inverno un contadino, che trasportava un pesante sacco di polenta, si riposò al pozzo, ma svegliandosi si accorse che il sacco vi era caduto dentro. Cercando di recuperarlo si calò al suo interno e non riemerse più. Nel paese ormai si narra che lui sia ancora lì a mangiare la polenta, motivo per cui diversi abitanti, nel tempo, non hanno smesso di calare qualche salsiccia per il condimento. Da questa leggenda è nata anche la Contesa della Polenta, della quale ancora oggi si svolge una rievocazione a Corinaldo ogni anno a luglio;
- il secondo, come suggerisce il nome, fu costruito da un tronco di fico per attaccare l’allora nemico Montenovo. Terminata la sua realizzazione venne portato sulle mura e sparando dei 7 uomini che lo tenevano ben 6 morirono. A questo risultato il capo, sopravvissuto, pare che esclamò “Accidenti che botto! Il cannone ha fatto il suo dovere. Da noi solo sette morti! Chissà quanti ne avremo uccisi a Montenovo!”.
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