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Torino + locandina in miniatura del film
Italia 15 gennaio 2026

Dov’è stato girato “La Grazia”, l’ultimo film di Paolo Sorrentino


Alla scoperta delle location principali dell'ultimo film di Paolo Sorrentino "La Grazia", in uscita il 15 gennaio nelle sale italiane.
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Lorenzo Usai

Collaboratore esterno di Immobiliare.it

Presentato in concorso all’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e responsabile di un’ulteriore ruolo di spicco, ossia quello di aprire l’evento stesso, il 27 agosto “La Grazia” si è mostrato in anteprima mondiale agli accreditati del Festival. Scritto, diretto e co-prodotto dal celebre regista nostrano, Paolo Sorrentino, questo suo nuovo progetto si posiziona come undicesimo lungometraggio di una filmografia già degna dei più grandi.

Etica, ironia e approfondimento sociale si mescolano, in un’amalgama uniforme e magistralmente strutturata. Scopriamo tutte le location del film “La Grazia”, dal 15 gennaio nei cinema italiani.

Di cosa parla il film

Mariano De Santis, Presidente della Repubblica, è un uomo ormai avanti negli anni e prossimo alla conclusione del suo mandato. Rimasto vedovo, con un passato da giurista e una fede religiosa molto radicata, si troverà a dover affrontare un’ultima, delicata decisione: concedere o meno la grazia a due individui responsabili di un omicidio avvenuto in circostanze potenzialmente attenuanti, e decidere se promulgare una legge sull’eutanasia.

Dove è stato girato “La Grazia”?

Le scene principali si sono svolte principalmente a Torino e Roma, con alcune sequenze girate anche tra Milano e Mantova, segnando il ritorno del regista nei luoghi urbani che più rappresentano la sua visione estetica e il suo stile narrativo.

Tra i luoghi del film “La Grazia”:

Torino

Le riprese iniziali del film si sono svolte a Torino. Il regista ha scelto location di forte impatto visivo e valore storico, come ad esempio il Castello del Valentino, storica residenza sabauda affacciata sul Po.

La sua architettura barocca unita alla suggestiva cornice, lo rende ideale per ambientare scene in cui potere e raffinatezza si intrecciano. Altro simbolo della regalità sabauda è il Castello di Moncalieri, patrimonio dell’UNESCO, mentre un set particolarmente significativo è stato il Palazzo Chiablese, affacciato su piazza San Giovanni: una dimora storica dai ricchi interni settecenteschi, spesso scelta per produzioni cinematografiche grazie alla sua versatilità scenica.

Torino

Roma e altre zone d’Italia

La produzione si è poi spostata nella Capitale, scegliendo come sfondo una delle icone più riconoscibili della città: Piazza di Spagna. Tra gli altri angoli, colmi di memoria visiva e culturale, si è poi deciso di camminare proprio lungo le strade cittadine (come via Condotti) in determinate sequenze del film particolarmente poetiche e bisognose di un ritmo rallentato.

Brevi sessioni di riprese sono state girate anche tra Milano e Mantova. La produzione ha infatti scelto di miscelare l’emotività del racconto con le differenti influenze scenografiche, mettendo in scena situazioni molto distanti tra loro. Ci sono dialoghi intensi all’interno di stanze raccolte ma anche tanti altri momenti, che giocano sulla necessità di svolgere il proprio ruolo all’aperto.

piazza di Spagna

La potente apertura dell’82° Festival di Venezia

Come accennato in precedenza, “La Grazia” ha aperto il la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Paolo Sorrentino questa volta ha cercato di esprimere, in maniera molto lineare, quanto il passato annebbi la leggerezza futura, del coraggio che occorre per compiere scelte decisive, dell’amore che non si cancella e del ruolo che gioca la verità nelle nostre vite.

Il Quirinale diventa luogo di estrema solitudine ma al tempo stesso di salvezza, per chi si sente vuoto dentro. Il personaggio interpretato da un favoloso Toni Servillo e accompagnato dalla brillante performance di Anna Ferzetti, manca di stimoli, è appesantito dalla vita e, influenzato dal suo maniacale rigore, non riesce ad uscire dal vortice di rigidità e noia che lo culla da anni. Seri e compressi nelle proprie esistenze, i due sembrano lasciarsi trascinare avanti osservando da fuori. Questo accade a livello umano in primis, ma di rimbalzo anche nelle complicate decisioni professionali.

“Di chi sono i giorni nostri?” ci si chiede continuamente nel film. Un quesito al quale il protagonista proverà a dare una sua risposta sul finale, ma che senza dubbio lascia un arduo punto di domanda allo spettatore. E come questa, sono moltissime le tematiche che “La Grazia” investiga e che, in stile perfettamente Sorrentiniano, cerca di sviluppare con intensità.

Questioni spinose, domande esistenziali e una ricerca di leggerezza apparentemente inesistente.

*Immagine in alto – Credits to @annaferzetti

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