Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it
Piccole isole italiane possono considerarsi come dei tesori della biodiversità e sono sempre più oggetto del desiderio di turisti e avventurieri di tutto il mondo. Tuttavia, proprio per preservarne l’autenticità e la natura, l’accesso a questi luoghi è controllato.
È il caso delle escursioni sull’isola di Montecristo, situata nel Mar Tirreno e una delle più affascinanti vicino all’Elba.
Ha la forma di un oscuro monte, uno spettacolo icastico. Geologicamente, l’isola di Montecristo è un grosso “scoglio” granitico, percorso da una catena montuosa che conta tre vette principali:
Anticamente era nota come Oglasa, ma durante il Medioevo cominciò a essere conosciuta come Monte Christi, forse a causa della sua antica vocazione monastica: sull’isola infatti, sin dal V secolo, era attivo il Monastero di San Mamiliano.
Questa perla è nota in tutto il mondo per il romanzo “Il conte di Montecristo” di Alexandre Dumas e per i successivi film che vi si sono ispirati. La storia, ambientata nell’Ottocento, racconta di un tesoro nascosto proprio nell’isola.
Le alture scendono ripidamente sul mare turchese e verde smeraldo lungo tutta la costa e l’unico approdo possibile è da Cala Maestra, al termine di una stretta vallata alberata dove si trova la sola costruzione dell’isola, l’ex Villa Reale.
I tre sentieri percorribili consentono di arrivare ai resti del Convento di San Mamiliano, che sorge a circa un’ora e dieci di cammino da Cala Maestra, e quindi si può proseguire fino alla Grotta del Santo, situata a circa 40 minuti dal monastero, un luogo suggestivo e perfetto per la meditazione, dove sono anche presenti alcuni ex-voto.
Uno dei motivi di maggior interesse di Montecristo è l’eccezionale stato di conservazione di flora e fauna: qui sopravvivono ancora oggi specie animali e vegetali un tempo ampiamente diffuse lungo tutte le coste mediterranee.
Quella di Montecristo è anche l’unica popolazione italiana di capre selvatiche, la razza è di origine mediorientale (Capra aegagrus) ed è dotata di caratteristiche corna ricurve e affilate.
L’isola di Montecristo fa parte dal 1996 del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Per questo motivo, l’accesso è severamente regolamentato.
Dunque, come si può visitare l’isola di Montecristo? Il numero dei visitatori è limitato durante l’anno e bisogna rispettare le disposizioni delle Guide del Parco e dei Carabinieri Forestali.
Inoltre, sono vietate la balneazione, la pesca entro le tre miglia e la navigazione entro mille metri dalla linea di costa.
Sul sito sono disponibili gli aggiornamenti su eventi ed escursioni nel resto dell’arcipelago, e non solo a Montecristo. Infatti, ciascuna isola ha le proprie peculiarità.
L’isola d’Elba, ad esempio, è conosciuta fin dall’antichità, dove gli Etruschi sfruttavano le miniere ed esportavano il ferro in tutto il bacino del Mediterraneo, ricavandone enormi ricchezze.
A Porto Azzurro ne è testimonianza la Piccola Miniera, visitabile a bordo di un trenino oppure tramite un’escursione trekking guidata lungo i sentieri. La cittadina è anche una rinomata destinazione balneare, pertanto, una volta in zona, ci si può concedere una pausa rilassante sulle spiagge sabbiose di Barbarossa, la Reale, la Rossa. Per gli amanti delle spiagge più rocciose, c’è La Pianotta che consiste in un’alternanza di sabbia e scogli.
Per un’avventura più selvaggia e allo stesso tempo romantica, una fuga all’Isola del Giglio è quel che ci vuole. La località è raggiungibile con il traghetto da Porto Santo Stefano.
Escursioni guidate sono ancora disponibili a Pianosa.