Collaboratrice esterna di Immobiliare.it
Grazie al PNRR, alla transizione ecologica e alla necessità di ridurre il traffico, negli ultimi anni il tema delle metropolitane è tornato con forza al centro del dibattito pubblico italiano. Il trasporto rapido di massa è considerato una delle infrastrutture chiave per il futuro delle città. Eppure, tra annunci e ritardi cronici, capire quali linee apriranno davvero nei prossimi anni non è semplice. Facciamo il punto sulla situazione delle metropolitane in Italia, città per città.
Il confronto con l’Europa mostra uno scarto evidente: in Italia la rete metropolitana complessiva si ferma a circa 256 km, concentrati soprattutto tra Milano, Roma e Napoli, mentre Paesi come Regno Unito, Germania e Spagna superano i 600 km complessivi. Anche il confronto tra singole città è indicativo: Londra supera i 400 km, Madrid sfiora i 300 km e Parigi ne conta oltre 240. Sono numeri che spiegano perché, nonostante alcune reti efficienti, la copertura metropolitana italiana resti più limitata rispetto alle principali capitali europee.
Attualmente le città italiane dotate di una vera rete metropolitana sono poche: Milano, Roma, Napoli e Torino, con sistemi più piccoli o assimilabili alla metro anche a Genova, Brescia, Catania e Palermo. Nel complesso, l’estensione totale delle linee resta limitata rispetto alla popolazione servita. Il problema non è solo la quantità di chilometri, ma anche la copertura territoriale: molte periferie restano infatti escluse, costringendo milioni di pendolari a usare l’auto privata o mezzi di superficie lenti e congestionati.
Uno dei tratti più evidenti delle metropolitane italiane è la durata dei cantieri. Le ragioni sono diverse: dalla complessità geologica dei contesti urbani ai frequenti ritrovamenti archeologici, passando per ricorsi amministrativi, revisioni progettuali e difficoltà di copertura finanziaria. A tutto questo si somma spesso una comunicazione troppo ottimistica, con annunci di aperture che poi slittano. Il risultato è una crescente sfiducia da parte dei cittadini, sempre più cauti nel credere a nuove scadenze.
Milano resta la città più dinamica sul fronte del trasporto metropolitano. Dopo l’apertura della M4, l’attenzione si concentra sul prolungamento della linea M5 verso Monza. Il progetto prevede l’estensione oltre il capolinea di Bignami, con nuove stazioni nei comuni dell’hinterland brianzolo. Si tratta di un’opera strategica per collegare Milano a una delle aree più densamente popolate d’Italia, ma i tempi restano incerti: tra revisioni dei costi e iter autorizzativi, l’apertura è prevista non prima della seconda metà del decennio.
Genova punta sull’ampliamento della sua linea metropolitana con due prolungamenti distinti. A nord è prevista l’estensione verso Canepari, nel quartiere di Rivarolo, mentre a est si guarda alla zona di Martinez. In una città dalla morfologia complessa come Genova, la metropolitana rappresenta una soluzione fondamentale per superare i limiti della viabilità di superficie. Anche in questo caso, i lavori procedono a rilento e le date di apertura restano soggette a possibili slittamenti.
Roma è il caso emblematico delle difficoltà infrastrutturali italiane. La Linea C, iniziata oltre quindici anni fa, continua a crescere lentamente, con l’obiettivo di raggiungere il centro storico e, in prospettiva, l’area nord-ovest della città. Parallelamente sono previsti prolungamenti della Linea B verso nord-est. Ogni nuovo scavo, però, si scontra con la straordinaria stratificazione archeologica della Capitale, rendendo ogni avanzamento complesso, costoso e imprevedibile.
Napoli è spesso citata come esempio di eccellenza architettonica nel settore metropolitano, ma anche qui i ritardi non mancano. La Linea 1 prosegue con il completamento dell’anello e nuove stazioni, mentre la Linea 6, attesa da anni, dovrebbe finalmente entrare a regime collegando l’area occidentale al centro. Sullo sfondo restano progetti ambiziosi, come nuovi collegamenti verso l’area metropolitana, che però dipendono da finanziamenti ancora da consolidare.
Torino lavora sull’estensione della Linea 1 verso ovest e verso sud, per servire nuovi quartieri e comuni limitrofi. Ma il vero progetto strategico è la futura Linea 2, che attraverserebbe la città da nord a sud. Nonostante l’inserimento nei piani di lungo periodo, la Linea 2 resta per ora sulla carta, con tempi di realizzazione che guardano più al prossimo decennio che agli anni immediatamente futuri.
A Catania la metropolitana è in espansione: la linea esistente è stata estesa fino a Monte Po e sono programmati i lotti per collegare Monte Po–Misterbianco Centro e Stesicoro–Aeroporto, con lavori che potrebbero partire tra il 2026 e il 2027 grazie a stanziamenti del MIT.
A Palermo non esiste una metropolitana tradizionale, ma sono in corso progetti per potenziare il sistema ferroviario urbano ad anello, volto a migliorare i collegamenti locali e la frequenza dei servizi su ferro.