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Perché a Carloforte in Sardegna parlano genovese?
Italia 12 agosto 2024

Perché a Carloforte in Sardegna parlano genovese?


Nell’affascinante borgo di Carloforte, sull’Isola di San Pietro, in Sardegna, si parla in genovese. Ecco le ragioni e la storia di questa curiosa tradizione.
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Agnese Giardini

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Nel cuore dell’arcipelago del Sulcis, all’estremità sud-occidentale della Sardegna, si trova l’isola di San Pietro, che ospita il pittoresco borgo di Carloforte. Questo comune, con le sue casette colorate e i caratteristici “caruggi“, è conosciuto per la sua bellezza naturale e per una particolarità linguistica: qui si parla genovese.

Le origini della comunità Tabarchina

Per capire perché a Carloforte si parla genovese, è necessario risalire alle radici della comunità tabarchina. Nel XVI secolo, un gruppo di pescatori liguri originari di Pegli, un quartiere di Genova, si trasferì nell’isola tunisina di Tabarka per dedicarsi alla pesca del corallo. La permanenza a Tabarka durò circa due secoli, fino a quando, nel 1738, a causa delle pressioni locali e delle difficoltà economiche, questi coloni decisero di cercare una nuova casa.

Il trasferimento sull’Isola di San Pietro

Il re Carlo Emanuele III di Savoia concesse ai tabarchini il permesso di colonizzare l’isola di San Pietro, che fino ad allora era disabitata e conosciuta come “isola degli sparvieri“. Proprio qui, i coloni fondarono il borgo di Carloforte, in onore del sovrano sabaudo. 

L’Influenza genovese nella cultura e nell’architettura

Carloforte conserva ancora oggi numerosi tratti della cultura ligure. Le strette viuzze, note come “caruggi”, richiamano immediatamente le tipiche stradine dei borghi liguri. Le case colorate che si affacciano sul porto e sul mare ricordano molto quelle delle Cinque Terre. L’influenza genovese è evidente anche nelle tradizioni culinarie locali, con piatti come la “fainè” (una sorta di farinata di ceci) e la “cascà” (una variante del couscous).

La lingua genovese a Carloforte

Il dialetto parlato a Carloforte, noto come tabarchino, è una variante del genovese con influenze arabe e sarde. Questo dialetto si è mantenuto vivo grazie alla forte identità culturale degli abitanti e alla trasmissione orale di generazione in generazione. A Carloforte, la lingua genovese non è solo un tramite per comunicare, ma anche un vero e proprio simbolo di appartenenza e legame con le proprie radici storiche.

La vita a Carloforte oggi

Carloforte è oggi un luogo dove storia e modernità si intrecciano. Il borgo fa parte del club dei “Borghi più belli d’Italia” che ogni anno attira numerosi turisti affascinati dalla sua unicità. Oltre alle sue bellezze architettoniche e naturali, l’isola di San Pietro offre spiagge mozzafiato come Giunco, Girin e La Bobba, veri e propri paradisi naturali.

Il Festival Creuza de Mà

Un evento culturale che celebra l’anima di Carloforte è il festival Creuza de Mà – Musica per cinema, organizzato dall’associazione culturale Backstage. Fondato dal regista cagliaritano Gianfranco Cabiddu, il festival ospita ogni anno professionisti del settore cinematografico e musicale, creando un palinsesto ricco di film e concerti pensati per il pubblico. Il festival è un chiaro esempio di come Carloforte continui a essere un crocevia di culture e punto di incontro tra tradizione e innovazione.

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