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Isola di Tavolara
Italia 22 maggio 2025

Due curiosità sull’Isola di Tavolara: il re e il festival del cinema


L'Isola di Tavolara, imponente scoglio nel Golfo di Olbia, affascina da millenni. Ma da dove deriva il suo nome?
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Caterina Vasaturo

Giornalista, collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Avvolta dal blu profondo del mare, lungo la costa nord-orientale della Sardegna, l’Isola di Tavolara si erge come una montagna incantata che affiora dalle acque. Selvaggia, solitaria e maestosa, custodisce storie antiche e leggende sorprendenti, come quella di un re dimenticato e di un festival di cinema che ogni anno trasforma la sabbia in platea e il cielo in schermo.

Tavolara non è solo un luogo: è un piccolo universo dove la realtà si mescola al mito, e la natura parla con voce propria. Scopriamo insieme perché l’isola di Tavolara si chiama così e altre curiosità su questo luogo.

La leggenda del regno più piccolo del mondo

Nonostante le dimensioni ridotte (circa 5 km di lunghezza), Tavolara racchiude un ricco patrimonio naturale e culturale. Ma ciò che rende quest’isola davvero unica è la sua curiosa storia “reale”

Secondo la leggenda, alla fine del XVIII secolo, un uomo intraprendente di nome Giuseppe Bertoleoni lascia la terraferma per cercare una nuova vita tra le isole della Sardegna. Dopo aver vissuto tra le acque cristalline di Spargi e Mortorio, si spinge più a sud, fino a raggiungere un’imponente sagoma di roccia che si erge dal mare come una fortezza naturale: l’Isola di Tavolara. Su questo spettacolare scoglio, dominato da falesie e macchia mediterranea, Bertoleoni mette radici: trova qui un luogo remoto ma generoso, dove allevare delle particolari capre selvatiche dai denti dorati.

È, però, nel 1836 che la storia di Tavolara prende una piega decisamente insolita. In quell’anno, il re di Sardegna Vittorio Emanuele di Savoia fa scalo sull’isola durante una battuta di caccia. Al suo arrivo è accolto da Giuseppe Bertoleoni, che con sorprendente audacia si presenta come “Re di Tavolara”. L’episodio, per quanto singolare, colpisce il sovrano, che resta talmente affascinato dal paesaggio e dall’ospitalità ricevuta da riconoscere simbolicamente l’autonomia dell’isola e la sovranità del suo ospite.

Nasce, quindi, una delle micro-monarchie più straordinarie e curiose della storia europea. Il titolo di “Re di Tavolara” passa di padre in figlio, mantenendo viva una tradizione tanto pittoresca quanto affascinante. 

Si racconta persino che l’isola fu visitata dalla regina Vittoria d’Inghilterra, e che ci sia addirittura una foto che ritrae la regina accanto alla famiglia reale di Tavolara (conservata a Buckingham Palace), a testimonianza di un legame tra due mondi lontanissimi: l’impero britannico e il minuscolo regno nascosto nel cuore del Mediterraneo.

Il festival del cinema a Tavolare

Ogni estate, Tavolara ospita anche il suggestivo Festival del Cinema, noto anche come “Una Notte in Italia”, una rassegna cinematografica estiva che si svolge tra la splendida Isola, Porto San Paolo e San Teodoro. Fondato nel 1991 da un gruppo di appassionati del grande schermo, il festival ha l’obiettivo di promuovere il cinema italiano, spesso quello meno visibile nei circuiti tradizionali, in un contesto paesaggistico unico al mondo. 

La rassegna cinematografica sotto le stelle attira registi, attori e cinefili, trasformando la spiaggia in una sala proiezioni naturale, incastonata tra mare e cielo.

L’edizione del 2025 si terrà dal 15 al 20 luglio 2025, nella più affascinante arena all’aperto del mondo.

L’isola di Tavolara si erge, maestosa e imponente, nel Golfo di Olbia come un silenzioso testimone di millenni di storia. La sua forma inconfondibile, simile a una tavola rocciosa protesa verso il cielo, ha da sempre suscitato interrogativi sulla sua denominazione. Ma da dove deriva il nome “Tavolara”?

Perché l’isola di Tavolara si chiama così?

Il dibattito sull’origine del nome è antico. Alcuni studiosi, come Emilio De Felice, hanno ipotizzato una derivazione dal termine “tàula” (tavola), proprio per la sua forma piatta e allungata. Altri intellettuali, come Dionigi Panedda, hanno indicato come possibile un collegamento con il termine logudorese “tula”, che indica la terra rialzata tra due solchi dopo l’aratura, suggerendo un’origine legata all’agricoltura.

L’isola di Hermes-Mercurio

L’ipotesi più affascinante e suggestiva è, però, quella che collega Tavolara all’antica Hermaea insula menzionata da Tolomeo. L’isola sarebbe stata dedicata a Hermes-Mercurio, dio greco-romano dei viaggiatori, dei commerci e dell’eloquenza.

Ma perché proprio Hermes? La risposta potrebbe risiedere nella posizione strategica dell’isola, un punto di riferimento fondamentale per le rotte di cabotaggio lungo la costa orientale della Sardegna. Tavolara, con la sua mole imponente, “annuncia” l’arrivo in Sardegna e l’ingresso nel Golfo di Olbia, fungendo da vero e proprio segnale naturale per i naviganti.

Inoltre, la presenza del suggestivo monolito antropomorfo noto come “Il Papa”, situato proprio nel punto in cui si inizia a doppiare l’isola, potrebbe aver contribuito a rafforzare questa associazione. La sua forma, interpretabile come un enorme fallo litico, richiama la primitiva concezione di Hermes come “teofania di pietra”, un simbolo di protezione e di buon auspicio per i viaggiatori.

Un’origine fenicia o cartaginese?

È interessante notare che tutte le altre attestazioni di promontori dedicati a Hermes nel Mediterraneo sono localizzate in aree di influenza fenicia e cartaginese. Questo suggerisce che l’intitolazione dell’isola a Hermes potrebbe essere stata opera di questi antichi popoli, che vedevano in Tavolara un punto di riferimento cruciale per i loro commerci marittimi.

L’origine del nome “Tavolara” rimane avvolta nel mistero, ma le ipotesi linguistiche e mitologiche offrono spunti di riflessione affascinanti. L’isola, con la sua storia millenaria e la sua bellezza selvaggia, continua a custodire i segreti del suo passato, invitandoci a un viaggio alla scoperta delle sue origini e del suo profondo legame con il mare e con le antiche civiltà che l’hanno abitata.

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