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Quali sono le zone d'Italia a rischio alluvione
Italia 18 ottobre 2023

Quali sono le zone d’Italia a rischio alluvione?


Dalla Commissione Europea una nuova risorsa per valutare le aree a rischio di alluvione: quali zone d’Italia sono più a rischio? Ecco la situazione attuale.
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Silvia Bertuzzi

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

L’Italia, con la sua affascinante bellezza e varietà paesaggistica, è anche terra di contrasti climatici che spesso sfociano in imponenti alluvioni. Le recenti dinamiche climatiche, associate ai cambiamenti globali, hanno portato a far sì che nuove aree siano a rischio alto di alluvione. Alla luce degli accadimenti dell’ultimo anno, la Commissione Europea ha aggiornato la mappa delle zone più a rischio: tra queste figura la penisola italiana.

In questo articolo esploreremo la situazione attuale, analizzeremo le procedure adottate per valutare tali rischi e vedremo chi sia responsabile di stabilire le aree soggette a inondazioni. La sicurezza del nostro Paese, in termini idrogeologici, è in costante evoluzione, e una buona conoscenza del fenomeno è fondamentale per affrontare in modo efficace le sfide legate alle alluvioni e cercare di contenere i drammatici danni che ne possono derivare.

Il “Flood Risk Area Viewer”, il nuovo indicatore della Commissione Europea

Gli ultimi fenomeni alluvionali si sono rivelati drammatici in diverse zone d’Europa. Grazie alla collaborazione tra gli Stati membri dell’Unione Europea, la Commissione Europea e l’Agenzia Europea dell’Ambiente, è stato possibile mettere a punto uno strumento consultabile online da tutti gli Stati membri, nella lingua nazionale. Questo strumento è stato denominato “Flood Risk Area Viewer”.

Questo innovativo strumento presenta, per la prima volta in una mappa unica, le zone all’interno dell’UE che, secondo le valutazioni delle autorità nazionali, sono potenzialmente soggette a un rischio di alluvione di notevole entità. All’interno della stessa mappa è possibile visualizzare le valutazioni preliminari del rischio di alluvione e i piani di gestione in caso di inondazioni; cliccando sui singoli paesi, si possono visualizzare ulteriori informazioni e contattare le autorità nazionali predisposte agli interventi in caso di alluvioni.

Consultando il Flood Risk Area Viewer, salta subito all’occhio come la penisola italiana sia uno dei territori più a rischio inondazioni. Nei prossimi paragrafi andremo ad analizzare qual è l‘ente adibito al monitoraggio idrogeologico in Italia, ed esploreremo più nel dettaglio quali aree geografiche del nostro paese siano più soggette a inondazioni.

L’ISPRA: l’ente italiano per valutare il rischio alluvioni

L’ISPRA, cioè l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, è un ente di ricerca pubblico che fa capo al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. L’ISPRA ha il compito di monitorare e diffondere dati aggiornati legati al rischio idrogeologico. Questo ente si rifà al D.Lgs. 49/2010, che disciplina le attività di valutazione e di gestione dei rischi di alluvioni al fine di ridurre le conseguenze negative per la salute umana, per il territorio, per i beni, per l’ambiente, per il patrimonio culturale e per le attività economiche e sociali derivanti dalle stesse alluvioni.

L’ISPRA stesso è poi tenuto a comunicare i dati rilevati alla Commissione Europea, con alcune specifiche tecniche che riguardano: la valutazione preliminare del rischio di alluvione, le mappe di pericolosità e di rischio di alluvione e infine i piani di gestione del rischio di alluvione.

Le zone d’Italia più a rischio alluvione

L’Italia, rispetto a molti altri paesi europei, è naturalmente esposta al rischio di alluvioni a causa delle sue caratteristiche geografiche. Tuttavia, negli ultimi decenni la situazione è peggiorata drasticamente per la crescente urbanizzazione. La cementificazione delle aree riduce infatti la capacità del suolo di assorbire le forti piogge che sempre più frequentemente colpiscono la nostra penisola, con il conseguente rischio di inondazioni.

L’area più a rischio è sicuramente l’Emilia Romagna: in questa regione c’è una fitta rete di corsi d’acqua che si sviluppa su ampie aree morfologicamente depresse, il che rende la regione a rischio alluvioni importanti. I dati dell’ultima rilevazione indicano che in Emilia Romagna ci sono 428.000 persone che vivono in aree a pericolosità elevata, 2,3 milioni di persone in aree a pericolosità media e circa 300.000 persone in aree a pericolosità bassa. La provincia più critica è quella di Ferrara, seguita da Ravenna, Reggio Emilia e Bologna.

Altre province particolarmente a rischio, al di fuori dell’Emilia Romagna, sono Rovigo, Venezia e Mantova. Le altre regioni con un ampio territorio a rischio alluvione sono la  Calabria e il Friuli-Venezia Giulia. La Sicilia è invece la regione con meno aree a rischio alluvione.

La crescente complessità del problema dei rischi di alluvione in Italia richiede un monitoraggio attento e costante. Le zone a rischio allagamento, sempre più vaste e con criticità sempre maggiori, mettono in luce la necessità di una pianificazione del territorio oculata e di misure di prevenzione sempre più efficaci.

È cruciale che le autorità locali, regionali e nazionali lavorino in sinergia per garantire la sicurezza delle comunità coinvolte. Gli strumenti e gli enti descritti possono essere consultati da tutti, per avere una giusta informazione, alla base per prevenire e contenere i danni provocati dalle alluvioni. La mappa è in continuo mutamento, ed è per questo che si rivela importante seguirne gli aggiornamenti.

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