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Italia 5 giugno 2024

Raccolta differenziata, quali sono le città migliori (e quelle peggiori) d’Italia?


L'Italia fa progressi nella raccolta differenziata, ma molte città sono ancora lontane dall'obiettivo del 65%: un focus.
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Emanuele Bianchi

Ex collaboratore esterno di Immobiliare.it

L’Italia sta compiendo progressi verso un futuro più sostenibile, con un aumento della raccolta differenziata nel 2022.

La strada verso il traguardo di un’economia davvero circolare è però ancora lunga e le differenze tra le città sono significative.

I dati nazionali

A livello nazionale, la raccolta differenziata ha raggiunto il 65,2% dei rifiuti urbani prodotti, superando di poco l’obiettivo del 65% fissato dal D.Lgs. 152/2006.

Nonostante questo risultato positivo, solo il 60,2% della popolazione risiede in comuni che hanno effettivamente raggiunto questo traguardo.

Le città virtuose: il Nord-Est in testa

Guardando ai comuni capoluogo, la situazione è variegata. Il Nord-Est si distingue come l’area più virtuosa, con una quota di raccolta differenziata del 68,5%. Seguono il Nord-Ovest (60,8%) e il Centro (53,2%).

Purtroppo, il Sud (46,6%) e le Isole (38,2%) rimangono indietro, nonostante i miglioramenti rispetto all’anno precedente.

Tra i comuni più virtuosi spiccano Treviso, Pordenone e Belluno, che hanno superato l’80% di raccolta differenziata. Mentre tra le città metropolitane si distingue Cagliari, con una percentuale del 74,8%.



Le città in ritardo: le grandi città arrancano

Le città metropolitane, dove risiede una parte significativa della popolazione, mostrano un ritardo preoccupante nella raccolta differenziata. Nel 2022, la quota media di raccolta differenziata in queste città si è attestata al 46,6%, ben 18,1 punti percentuali in meno rispetto agli altri capoluoghi.

Catania e Palermo sono le città metropolitane con le peggiori performance, con percentuali rispettivamente del 22% e del 30,4%. Anche Roma, Milano e Napoli sono lontane dall’obiettivo del 65%.



Le cause del ritardo: complessità e mancanza di investimenti

Le ragioni di questo ritardo sono molteplici. Nelle grandi città, la gestione dei rifiuti è più complessa a causa della densità abitativa e della maggiore produzione di rifiuti.

Inoltre, spesso mancano investimenti adeguati in infrastrutture e impianti per il trattamento dei rifiuti differenziati.

Sfide e prospettive future

Nonostante le difficoltà, l’Italia sta dimostrando un impegno crescente verso la raccolta differenziata e l’economia circolare. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede investimenti significativi nel settore, che potrebbero contribuire a colmare il divario tra le città e a raggiungere gli obiettivi europei.

Tuttavia, è fondamentale che le amministrazioni locali intensifichino gli sforzi per migliorare la gestione dei rifiuti, investendo in infrastrutture, sensibilizzando i cittadini e promuovendo politiche di riduzione dei rifiuti alla fonte. Solo così si potrà raggiungere una vera transizione verso un modello di economia circolare, in cui i rifiuti diventano risorse preziose per il futuro.

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