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Duomo di Siracusa a Santa Lucia
Italia 9 dicembre 2024

Santa Lucia, cosa fare in Italia da Nord a Sud nel giorno più corto che ci sia


Sono tantissime le località in cui viene festeggiata Santa Lucia: ecco cosa fare nelle varie regioni d’Italia il 13 dicembre.
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Mario Mazzarò

Giornalista, ex collaboratore esterno di Immobiliare.it

L’Italia è da sempre un Paese di tradizioni, più o meno antiche, che identificano e inorgogliscono le comunità locali che le portano avanti con energia e dedizione. Non fa eccezione la festa di Santa Lucia, una figura che riscuote grande successo nel mondo cristiano e cattolico, ma che ha saputo coinvolgere cittadini e famiglie di ogni confessione nel corso del tempo.

Venerata come la protettrice della vista e degli occhi, la sua storia è quella di una giovane vergine del IV° secolo che trascorse buona parte della sua vita al servizio di poveri e bisognosi di Siracusa, sua città di origine, di cui oggi è patrona. È qui che si trova il suo luogo di massimo culto, la Chiesa di Santa Lucia al Sepolcro.

Ma quando è Santa Lucia? La festa cade ogni anno il 13 dicembre. Scopriamo insieme cosa fare e dove si festeggia Santa Lucia in Italia.

Dove e come si festeggia Santa Lucia in Italia

Il viaggio alla scoperta dei luoghi più belli da visitare in occasione del 13 dicembre, giorno in cui viene festeggiata Santa Lucia, inizia proprio da Siracusa. Sin dai giorni precedenti, le strade di Siracusa vengono invase dalla magia dell’evento, che si inserisce in pieno nel calendario dell’avvento natalizio.

La banda musicale della zona accompagna la processione che porta la statua della santa in tutti i quartieri, fino all’isola di Ortigia, per poi concludersi con la benedizione della reliquia.

Cosa si mangia a Santa Lucia?

In un contesto di grande allegria e gioiosa convivialità, i residenti del posto e i turisti accorsi da tutta Italia ne approfittano per assaporare la celebre “cuccìa” (termine derivante da “chicco”), il cibo tipico di questa ridente ricorrenza.

La ricetta è molto semplice: grano bollito con condimenti a fantasia. La versione dolce prevede l’aggiunta di ricotta, cioccolato, latte o miele, mentre quella salata viene consumata con l’aggiunta di fagioli e verdure, quasi come una zuppa.

Da Nord a Sud, ecco dove andare il 13 dicembre

In realtà, le vere spoglie mortali di Santa Lucia giacciono a Venezia, nel santuario che porta il suo nome. Infatti, anche nel capoluogo veneto, in occasione del 13 dicembre, le famiglie iniziano il cammino delle festività di fine anno con i primi regali per i bambini.

Al Nord, infatti, la santa assume le spoglie di un vero e proprio Babbo Natale in versione femminile, attesa da grandi e piccini per scambiarsi doni e pensierini: è il caso di Bergamo e Brescia, dove i più piccoli aspettano il 13 dicembre con trepidazione, quasi quanto il Natale.

Cadendo proprio nel periodo di avvento, la festa di Santa Lucia si inserisce all’interno di un contesto che vede pullulare in tutta la penisola gli attesissimi mercatini di Natale. E così, da Verona a Mantova, da Brescia al Trentino Alto Adige, fino alla Valle d’Aosta, la protettrice della vista viene riportata su addobbi, accessori, utensili e calendari acquistabili nei classici punti vendita allestiti nelle piazze e lungo le strade per celebrare il mese di dicembre immersi in giochi di luci e stelline.

Santa Lucia: è davvero il giorno più corto che ci sia?

Perché si dice che Santa Lucia è il giorno più corto che ci sia? Storia e scienza si mescolano in questa credenza che affonda le radici nel Rinascimento.

Secondo la tradizione, infatti, il 13 dicembre è il giorno più corto dell’anno. Ma si tratta di una convinzione errata: il primato va infatti al 21 dicembre, giorno del solstizio d’inverno.

Tuttavia, c’è stato un periodo storico in cui Santa Lucia è stato davvero il giorno più corto che ci sia. Infatti, fino al 1582 in Europa si utilizzava il calendario solare o giuliano (in onore di Giulio Cesare). Fu papa Gregorio XIII a istituire un nuovo calendario, quello gregoriano, che utilizziamo ancora oggi.

Questa riforma comportò “l’eliminazione”, in quell’anno, dei giorni che andavano dal 6 al 12 ottobre 1582. Prima di allora, col calendario giuliano, il solstizio d’inverno cadeva effettivamente tra il 12 e il 13 dicembre.

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