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Torna l’ora legale: ecco quando cambia nel 2025
Italia 23 marzo 2026

Torna l’ora legale: ecco quando cambia nel 2026


Nonostante i dibattiti, anche nel 2026 ritorna l'ora legale: ecco quando e come cambieranno le lancette e quali sono i pro e i contro di questo cambio.
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Emanuele Bianchi

Ex collaboratore esterno di Immobiliare.it

Anche nel 2026, le lancette degli orologi si sposteranno avanti di un’ora, dando ufficialmente il via a giornate più lunghe e luminose: infatti, tornerà l’ora legale. Ma dietro questo piccolo gesto si nasconde una travagliata discussione su benefici, inconvenienti e futuro di questa tradizione.

Scopriamo, dunque, quando torna l’ora legale e perché il dibattito è sempre acceso.

Quando torna l’ora legale nel 2025

Avanti o indietro? Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026, in Italia, le lancette degli orologi dovranno essere spostate avanti di un’ora, dalle 2:00 alle 3:00. Avremo, quindi, giornate più lunghe, con il tramonto che si sposterà verso la sera, e potremo godere di una maggiore esposizione alla luce solare.

L’ora legale durerà fino a domenica 25 ottobre 2026, quando le lancette torneranno, al contrario, indietro di un’ora per riportare il Paese all’ora solare.

Perché si cambia l’ora

Il cambiamento all’ora legale ha l’obiettivo principale di sfruttare meglio le ore di luce naturale durante la stagione estiva, riducendo così il consumo di corrente elettrica per l’illuminazione artificiale. L’idea è quella di favorire l’attività all’aperto e contribuire, seppur in modo limitato, al risparmio energetico.

Basti pensare ai dati forniti da Terna (che gestisce la rete di trasmissione elettrica nazionale), secondo i quali il risparmio ottenuto dal 2004 al 2020 è stato superiore agli 11 miliardi di kWh, che in termini economici si attesta intorno ai 2 miliardi di euro.

L’ora legale in Italia

Correva l’anno 1916: l’Italia adotta per la prima volta l’ora legale, al fine di contrastare i costi elevati dell’illuminazione (all’epoca alimentata a carbone). Immediati gli scioperi a Torino di intere categorie di operai, che ottengono una sospensione del cambio dell’ora in alcuni settori.

Poi, la “stabilità” nel 1966, sebbene mai permanente, e nel 1980 la nuova riforma, sulla base dell’accordo della Comunità economica europea, fino alla regolamentazione odierna, che vede una volta all’anno (in prossimità della primavera e per l’intero periodo estivo) l’ora solare sostituita da quella legale.

Un iter travagliato, segnato nel 2018 da una nuova proposta da parte della Commissione europea sull’abolizione del cambio stagionale, decisione rimbalzata tra Stati e organi Ue, anche a causa della pandemia.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi dell’ora legale

Al di là dell’indiscusso risparmio energetico derivante dall’ora legale, numerosi studi suggeriscono che possa avere effetti positivi sulla salute, migliorando il benessere psicologico grazie a unamaggiore esposizione alla luce naturale, che stimola la produzione di serotonina, l’ormone del buonumore.

Per quanto riguarda gli svantaggi dell’ora legale, c’è anche chi ne segnala gli effetti negativi, come il disturbo del sonno nei giorni immediatamente successivi al cambiamento, dovuto all’alterazione del ritmo circadiano.

Il futuro dell’ora legale

Anche se il passaggio all’ora legale è ormai una consuetudine, il dibattito sull’efficacia di questa pratica non è mai stato veramente chiuso. L’Unione Europea ha preso in considerazione l’idea di abolire definitivamente il cambio dell’ora, ma per ora la questione sembra essere in stand-by, lasciando a ogni stato membro la possibilità di decidere se adottare permanentemente l’ora legale o quella solare.

Nel frattempo, dunque, anche per il 2026, ci prepariamo a un altro anno di cambiamento.

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